Corghi fa shopping in Cina e si compra la concorrenza
di Enrico Lorenzo Tidona
La capogruppo Nexion acquisisce la maggioranza dei cinesi di Bright Technology Il gruppo raggiunge i 200 milioni di ricavi e 1.300 addetti a livello internazionale
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REGGIO EMILIA. Da prede a predatori: a invertire l’incredibile serie di vendite verso gruppi esteri di pezzi pregiati della meccanica e meccatronica reggiana ci pensa il gruppo Nexion di Correggio, che ha acquisito la maggioranza di Bright Technology, leader cinese degli smontagomme e suo primo concorrente in Oriente. Nexion è leader mondiale nel settore delle attrezzature per gommisti e autofficine, che conta sei marchi, primo dei quali è certamente Corghi, azienda che ha inventato gli smontagomme, “copiati” poi in giro per il mondo. Il gruppo di Correggio, quindi - che conta anche i marchi Hpa Faip, Mondolfo Ferro, Orlandini, Sice, Tecnomotor e Teco - ha messo a segno un’acquisizione di primo livello. Per tutti l’operazione ha l’aspetto di una joint venture, ma nella sostanza si tratta dell’acquisizione della maggioranza dell’ex concorrente cinese, grazie al quale nasce oggi un gruppo industriale a trazione reggiana, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro e più di 1.300 addetti.
Con questa operazione la Cina è sempre più vicina a Reggio Emilia, non solo commercialmente ma anche industrialmente, essendo l’azienda dell’Estremo Oriente dotata anche di impianti produttivi.
Il gruppo reggiano, nel cui azionariato c’è anche Mauro Severi, presidente di Unindustria Reggio, ha raggiunto un fondamentale punto d’approdo che prosegue la leadership di Corghi, fondata nel 1954 dai fratelli Erminio e Remo Corghi a Correggio. Un’azienda storica che conta tre stabilimenti, dove è stata raggiunta lo scorso febbraio una importante intesa per la difesa dei posti di lavoro e per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. La Corghi, infatti, contava problemi di esubero del personale, costo del lavoro e “vacanza contrattuale” da oltre un anno, risolti con il nuovo accordo sindacale.
Ora viene portato alla luce l’accordo con il produttore cinese, che segna un avanzamento verso il promettente mercato cinese, in forte crescita soprattutto nell’automotive e dove Nexion non è certo una matricola. Oltre all’attività produttiva integrata in Italia, conta già stabilimenti in Cina (oltre che in Croazia). Prima della joint venture, il fatturato globale di Nexion era di circa 170 milioni di euro, di cui il 75% è relativo al mercato internazionale, dove il gruppo è presente con 7 filiali, tra cui Nexion Suzhou in Cina, che manterrà la sua operatività. Ad oggi Nexion occupa globalmente più di 900 addetti e recentemente ha costituito a Correggio Nexion Engineering, un polo di eccellenza per la ricerca e sviluppo elettronico puntando decisamente all’applicazione delle tecnologie più avanzate al proprio settore, portando gli addetti alla ricerca e sviluppo del gruppo ad oltre 120 persone. Proprio questo polo di ricerca assicura la ferma intenzione di mantenere il baricentro del gruppo in Italia e nello specifico a Correggio.
La costituzione della joint venture permetterà a Nexion di affermarsi come leader del settore con la presenza in tutti i mercati mondiali, con una gamma completa in tutte le fasce di prodotto, dal top di gamma, all’entry-level, dove l’attuale Bright Technology è un player tra i più importanti ed internazionalizzati.
I livelli eccellenti di redditività raggiunti dal Gruppo Nexion negli ultimi anni testimoniano il grande lavoro svolto in un contesto internazionale difficile ma stimolante, e ora, per poter vincere la competizione con le grandi multinazionali che da tempo si interessano al settore dell’automotive, è necessario fare “massa critica” e costruire sinergie efficaci.
Con questa operazione la Cina è sempre più vicina a Reggio Emilia, non solo commercialmente ma anche industrialmente, essendo l’azienda dell’Estremo Oriente dotata anche di impianti produttivi.
Il gruppo reggiano, nel cui azionariato c’è anche Mauro Severi, presidente di Unindustria Reggio, ha raggiunto un fondamentale punto d’approdo che prosegue la leadership di Corghi, fondata nel 1954 dai fratelli Erminio e Remo Corghi a Correggio. Un’azienda storica che conta tre stabilimenti, dove è stata raggiunta lo scorso febbraio una importante intesa per la difesa dei posti di lavoro e per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. La Corghi, infatti, contava problemi di esubero del personale, costo del lavoro e “vacanza contrattuale” da oltre un anno, risolti con il nuovo accordo sindacale.
Ora viene portato alla luce l’accordo con il produttore cinese, che segna un avanzamento verso il promettente mercato cinese, in forte crescita soprattutto nell’automotive e dove Nexion non è certo una matricola. Oltre all’attività produttiva integrata in Italia, conta già stabilimenti in Cina (oltre che in Croazia). Prima della joint venture, il fatturato globale di Nexion era di circa 170 milioni di euro, di cui il 75% è relativo al mercato internazionale, dove il gruppo è presente con 7 filiali, tra cui Nexion Suzhou in Cina, che manterrà la sua operatività. Ad oggi Nexion occupa globalmente più di 900 addetti e recentemente ha costituito a Correggio Nexion Engineering, un polo di eccellenza per la ricerca e sviluppo elettronico puntando decisamente all’applicazione delle tecnologie più avanzate al proprio settore, portando gli addetti alla ricerca e sviluppo del gruppo ad oltre 120 persone. Proprio questo polo di ricerca assicura la ferma intenzione di mantenere il baricentro del gruppo in Italia e nello specifico a Correggio.
La costituzione della joint venture permetterà a Nexion di affermarsi come leader del settore con la presenza in tutti i mercati mondiali, con una gamma completa in tutte le fasce di prodotto, dal top di gamma, all’entry-level, dove l’attuale Bright Technology è un player tra i più importanti ed internazionalizzati.
I livelli eccellenti di redditività raggiunti dal Gruppo Nexion negli ultimi anni testimoniano il grande lavoro svolto in un contesto internazionale difficile ma stimolante, e ora, per poter vincere la competizione con le grandi multinazionali che da tempo si interessano al settore dell’automotive, è necessario fare “massa critica” e costruire sinergie efficaci.
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