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Correggio, il giudice assolve la Lebez: ''Quei pastelli non sono tossici''

di Tiziano Soresina
Correggio, il giudice assolve la Lebez: ''Quei pastelli non sono tossici''

Ribaltamento processuale a più di tre anni dal sequestro. La difesa: «Prodotti professionali, non nocivi per la salute»

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CORREGGIO. A tre anni e mezzo dal sequestro-shock – nella ditta importatrice correggese “Lebez spa” – di oltre 160mila confezioni di pastelli considerati nocivi per la salute, è arrivato ieri un vero e proprio ribaltamento processuale di quanto prospettato dalla procura (l’inchiesta è stata coordinata direttamente dal procuratore Giorgio Grandinetti.

In tribunale a Reggio il giudice Luca Ramponi ha assolto «per non aver commesso il fatto» il 92enne Vilmo Bezzecchi, legale rappresentante e presidente del cda dell’azienda di Correggio, leader in Europa nel settore dei materiali di cancelleria. L’assoluzione è giunta nonostante la requisitoria dell’accusa (in aula i sei voluminosi faldoni di atti investigativi) coincisa con la richiesta di condanna ad 8 mesi di reclusione per l’imprenditore. Il giudice Ramponi ha disposto l’immediato dissequestro della voluminosissima merce che si trova dal novembre 2013 in parte custodita nei capannoni Lebez e in parte da spedizionieri internazionali.

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Secondo l’accusa un prodotto della Lebez (matite evidenziatrici) sarebbe stato importato all’interno della Comunità europea in violazione della direttiva 2009/48/Cee che vieta l’immissione in commercio di prodotti non marcati CE e destinati a bambini sino a 14 anni per finalità di gioco. Inoltre – sempre per la procura – tali prodotti sarebbero stati nocivi perché contenenti nella vernice esterna del pastello sostanze nocive alla salute delle persone (Flatati). Oltre all’ingente sequestro, la Lebez sospendeva l’importazione del prodotto specifico cancellandolo (con notevole danno economico a fronte di programmi commerciali già in corso ).

Durante il processo l’avvocato difensore Nino Ruffini ha dimostrato che le matite evidenziatrici non potevano essere ricomprese nei prodotti oggetto di tutela da pare della legislazione europea e nazionale e quindi che l’attività della Lebez era legittima: «Si tratta infatti di prodotti professionali – rimarca il difensore – che Lebez tratta separatamente dai prodotti destinati ai bambini. Inoltre abbiamo dimostrato che i prodotti per forma, utilizzo, dimensioni, composizione chimica e fisica non sono nocivi per la salute anche perché a corpo unico, non staccabili, non contundenti, non ingoiabili, non infiammabili nonostante le perizie svolte dalla procura all’Istituto di sicurezza nazionale del giocattolo di Bergamo che è un organismo accreditato dal Ministero».
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