No alle trivelle, cresce la mobilitazione
In tanti all’incontro organizzato da gruppi di sinistra e comitati: «La richiesta di sospensione della Regione non basta»
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FABBRICO . Grande partecipazione martedì sera all’incontro organizzato da Sinistra Italiana, Possibile e Rifondazione Comunista nella sala Aldo Moro a Fabbrico per parlare del tema della ricerca di idrocarburi, un argomento che sta molto a cuore ai residenti della Bassa reggiana e modenese, come dimostrano le tante firme raccolte dai comitati che si oppongo ai sondaggi nelle zone Fantozza, a Novellara, e Bugia, a Carpi. All’incontro hanno partecipato Claudio Pavarini, consigliere comunale a Fabbrico e coordinatore provinciale di Sinistra Italiana, il deputato Giovanni Paglia (Sinistra Italiana), Vito Albanese, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Betta Sala del comitato No Triv e Claudio Mori di Possibile Reggio Emilia.
«La richiesta di sospensione della Regione Emilia-Romagna al ministero dello Sviluppo economico non è sufficiente. Crediamo sia solo un escamotage per prendere tempo – commenta Roberto Pavarini –. La grande partecipazione alla serata si spiega con il fatto che le persone sono irritate per non essere state coinvolte, hanno scoperto quasi per caso che erano in corso delle ricerche. Inoltre, è inutile negarlo, dopo il terremoto del 2012 ci sono molti timori per qualsiasi attività estrattiva».
La Regione nei giorni scorsi ha chiesto al ministero di sospendere i permessi per le ricerche. «Per noi la Regione non si è espressa in modo inequivocabile – dice Pavarini – come del resto anche i sindaci dei Comuni dell’Unione della Bassa reggiana. Per noi non esistono attività estrattive che non abbiano ripercussioni negative, per questo siamo sempre contrari, senza se e senza ma. In un territorio caratterizzato da eccellenze gastronomiche, non crediamo che la ricerca di idrocarburi rappresenti un valore aggiunto».
Secondo Betta Sala, coordinatrice del comitato No Triv, la ricerca di idrocarburi, oltre ad essere pericolosa per l’ambiente, per il rischio d’inquinamento, è priva di qualsiasi razionalità economica. «In passato erano stati fatti altri pozzi a Fabbrico e Campagnola, ma non si sono mai dimostrate imprese economicamente vantaggiose – dice la coordinatrice –. Detto questo, anche io ritengo che la richiesta di sospensione della Regione sia inadeguata. Vogliamo una moratoria, per evitare che i sindaci tra un paio di anni si ritrovino ad affrontare gli stessi problemi. Riteniamo inoltre che sia stato molto sbagliato, da parte della Regione, passare sopra i territori e non informare nemmeno i sindaci dei Comuni coinvolti dell’intesa che era stata raggiunta».
Betta Sala è impegnata da anni per contrastare le trivellazioni nella Bassa. Già nel 2013, a Fabbrico, aveva contribuito ad organizzare incontri su questo tema che erano stati molto partecipati. «In paese la sensibilità su questo argomento si è creata negli anni, e ora c’è molta attenzione». (j.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«La richiesta di sospensione della Regione Emilia-Romagna al ministero dello Sviluppo economico non è sufficiente. Crediamo sia solo un escamotage per prendere tempo – commenta Roberto Pavarini –. La grande partecipazione alla serata si spiega con il fatto che le persone sono irritate per non essere state coinvolte, hanno scoperto quasi per caso che erano in corso delle ricerche. Inoltre, è inutile negarlo, dopo il terremoto del 2012 ci sono molti timori per qualsiasi attività estrattiva».
La Regione nei giorni scorsi ha chiesto al ministero di sospendere i permessi per le ricerche. «Per noi la Regione non si è espressa in modo inequivocabile – dice Pavarini – come del resto anche i sindaci dei Comuni dell’Unione della Bassa reggiana. Per noi non esistono attività estrattive che non abbiano ripercussioni negative, per questo siamo sempre contrari, senza se e senza ma. In un territorio caratterizzato da eccellenze gastronomiche, non crediamo che la ricerca di idrocarburi rappresenti un valore aggiunto».
Secondo Betta Sala, coordinatrice del comitato No Triv, la ricerca di idrocarburi, oltre ad essere pericolosa per l’ambiente, per il rischio d’inquinamento, è priva di qualsiasi razionalità economica. «In passato erano stati fatti altri pozzi a Fabbrico e Campagnola, ma non si sono mai dimostrate imprese economicamente vantaggiose – dice la coordinatrice –. Detto questo, anche io ritengo che la richiesta di sospensione della Regione sia inadeguata. Vogliamo una moratoria, per evitare che i sindaci tra un paio di anni si ritrovino ad affrontare gli stessi problemi. Riteniamo inoltre che sia stato molto sbagliato, da parte della Regione, passare sopra i territori e non informare nemmeno i sindaci dei Comuni coinvolti dell’intesa che era stata raggiunta».
Betta Sala è impegnata da anni per contrastare le trivellazioni nella Bassa. Già nel 2013, a Fabbrico, aveva contribuito ad organizzare incontri su questo tema che erano stati molto partecipati. «In paese la sensibilità su questo argomento si è creata negli anni, e ora c’è molta attenzione». (j.d.p.)
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