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Odissea burocratica

Castellarano: mai stato a Bari, ma gli arriva una multa

di Ambra Prati
Castellarano: mai stato a Bari, ma gli arriva una multa

Jacopo Faroni ha contestato la sanzione ma, arrivato nel capoluogo pugliese, ha scoperto che l’udienza era rinviata

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CASTELLARANO. Una busta verde recapitata dal postino a casa, contenente una multa per una infrazione a Bari mai commessa: è cominciata così per Jacopo Faroni, un 27enne residente a Castellarano, una vera e propria odissea burocratica. Una battaglia a suon di carte bollate per dimostrare di non essere mai stato nel capoluogo pugliese che dura da un anno e che gli è già costata una cifra superiore all’ammontare della sanzione: 400 euro.

«A metà settembre del 2016, mi è stata notificato un atto amministrativo – racconta Faroni, che lavora nello studio di un commercialista a Scandiano –: ho appreso così che nel luglio 2016 due agenti della polizia municipale di Bari mi avevano sanzionato perché, a loro dire, sarei sfrecciato con la mia auto in pieno centro passando con un semaforo rosso. Sono rimasto basito, perché non sono mai andato a Bari in vita mia. La mia Bmw serie 3 la uso solo per il tragitto casa-lavoro e non l’ho mai prestata ad altri».

Fiducioso di poter chiarire l’errore – forse eccessivamente fiducioso –, Faroni ha subito inviato dei documenti al comando polizia municipale Città Metropolitana di Bari. «Nel fascicolo ho inserito la mia busta paga, l’attestazione del mio datore di lavoro che quel giorno (un giovedì alle 15.30) mi trovavo nel luogo in cui ho l’ufficio, la tracciatura del Telepass dove non c’era nessun pedaggio autostradale Reggio-Bari. Ho anche chiesto il materiale fotografico che dimostrasse che quella rilevata fosse la mia auto e, infine, l’annullamento della multa».
La risposta, per iscritto e via telefono, è stata picche «nonostante i due agenti abbiano ammesso di non aver fotografato l’auto, hanno affermato di aver visto la targa ad occhio e di non essersi sbagliati. Sul Telepass hanno osservato che potrei aver viaggiato fino a Bari per strade statali (oltre mille km). E mi hanno consigliato di fare ricorso al prefetto».

Dal prefetto di Bari, al quale è arrivato lo stesso plico, è arrivata la medesima risposta negativa: niente annullamento, si rivolga al giudice di pace.
Il giudice, a sua volta sollecitato dall’automobilista, ha fissato l’udienza per martedì 16 maggio 2017.
Così la settimana scorsa, passati diversi mesi dalla notifica della multa, Faroni ha richiesto due giorni di permesso dal lavoro, ha preso l’aereo per Bari la sera precedente da Bologna e, dopo aver pernottato in albergo, è andato in tribunale dove ha fatto un’amara scoperta: «Mi è stato detto la mattina stessa che tutte le udienze del giorno erano rinviate, causa impegni del giudice: devo tornare a Bari il 26 settembre – prosegue il giovane –. Quel giorno ho fatto un giro per la città, a piedi, da solo. Oltre al danno, la beffa».
Il danno, oltre al tempo e alle energie spese, riguarda il portafoglio. «Mi sono consultato con un avvocato e con i carabinieri, per evitare spese ho scelto l’autodifesa. Ma la multa ammonta a 400 euro: tra raccomandate, bolli e viaggio, ho già raggiunto quella cifra. Dal punto di vista pratico, mi conveniva saldare – osserva Faroni –. Chiaro che se vincerò il ricorso chiederò il rimborso delle spese».

La vicenda, però, ha instillato in Faroni una certa preoccupazione. «Il 28 aprile scorso ho fatto denuncia di clonazione di targa in caserma a Castellarano, perché ho pensato: e se i due agenti avessero visto bene? E se qualcuno usasse la mia targa per una rapina? Insomma sono andato in paranoia».
Ora non sappiamo l’esito del contenzioso, del quale non conosciamo i dettagli. Resta, a detta del malcapitato, « l’assurdità, la follia, l’impotenza nel doversi difendere da una presunzione di colpevolezza che non esiste. Mi sono impuntato per una questione di principio, perché sono sicuro della mia estraneità e convinto che quella multa è illegittima. Potrebbe capitare a chiunque ma altri, al mio posto, per evitare problemi avrebbero pagato. Io invece voglio andare fino in fondo».
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