UN CHIRURGO DEL SANTA MARIA su facebook
Dodici vaccini, caso anomalo rispetto al resto dell’Europa
REGGIO EMILIA. Una posizione critica sui vaccini è esternata sulla pagina Facebook da Concetto Cartelli, dirigente medico di chirurgia generale all’arcispedale Santa Maria Nuova. Il chirurgo la...
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REGGIO EMILIA. Una posizione critica sui vaccini è esternata sulla pagina Facebook da Concetto Cartelli, dirigente medico di chirurgia generale all’arcispedale Santa Maria Nuova. Il chirurgo la espone in maniera lapidaria condividendo un post in cui si sottolinea l'abissale differenza rispetto al resto dell’Europa, che riesce a vaccinare come e più che in Italia senza imporre obblighi: «Se verrà confermata la notizia, in Italia i vaccini obbligatori diventeranno dodici. Si creerà la seguente situazione. Numero dei vaccini obbligatori: in Austria zero, in Belgio uno, in Danimarca zero, in Francia tre, in Germania zero, in Gran Bretagna zero, in Italia dodici, in Norvegia zero, nei Paesi Bassi zero, in Portogallo zero, in Spagna zero, in Svezia zero. Se qualcuno volesse darmi dell’antivaccinista, chiarisco che ho esposto un fatto, non ho espresso un’opinione».
Cantelli inoltre riporta, senza esprimere giudizi, una pagina del Movimento contro l’autismo. Vi sono illustrate le tesi estreme di Tetyana Obukhanich, immunologa dell’università di Harvard, sintetizzate così: «La vaccinazione nel suo complesso non è un metodo sicuro né efficace per prevenire le malattie».
A suo parere la multinazionale Big Pharma e il governo degli Stati Uniti diffondono falsità per implementare un programma super-vaccinale. In primo luogo la studiosa contesta la teoria dell'immunità di gregge, secondo la quale la salute pubblica è in pericolo quando la percentuale dei vaccinati scende al di sotto del 95%. «Si è spesso affermato - obietta l'immunologa - che coloro che scelgono di non vaccinare i loro figli per motivi di coscienza mettono in pericolo il resto della popolazione, e questa è la logica nascosta dietro la legislazione per porre fine alle esenzioni vaccinali. È necessario essere consapevoli che la natura della protezione offerta da molti vaccini moderni non è coerente con tale affermazione. La studiosa, quindi elenca i vaccini che non possono prevenire la trasmissione delle malattie o perché sono progettati semplicemente contro i loro sintomi o perché sono destinati a malattie non trasmissibili da una persona all'altra».
Si tratta, a suo parere, dell’antipolio inattivo e poi dell'antitetanica e dell'antidifterica, che varrebbero solo come protezione personale, dei vaccini contro la pertosse e contro l'haemophilus influenzae. Quest’ultimo siero, coprendo solo il ceppo b, avrebbe involontariamente irrobustito altri ceppi, da A a F, favorendo la diffusione di una malattia invasiva nei cui confronti la popolazione generale è più vulnerabile di prima. Di conseguenza una persona non vaccinata per motivi di coscienza in questi casi non rappresenterebbe alcun maggiore pericolo per la collettività rispetto a chi è stato vaccinato. Per quanto riguarda i rischi delle vaccinazioni, l’immunologa riporta una statistica non tranquillizzante: in America si contano una visita di pronto soccorso ogni 168 bambini dopo l'inoculo dei 12 mesi e una ogni 730 bambini dopo l'inoculo dei 18 mesi.
Cantelli inoltre riporta, senza esprimere giudizi, una pagina del Movimento contro l’autismo. Vi sono illustrate le tesi estreme di Tetyana Obukhanich, immunologa dell’università di Harvard, sintetizzate così: «La vaccinazione nel suo complesso non è un metodo sicuro né efficace per prevenire le malattie».
A suo parere la multinazionale Big Pharma e il governo degli Stati Uniti diffondono falsità per implementare un programma super-vaccinale. In primo luogo la studiosa contesta la teoria dell'immunità di gregge, secondo la quale la salute pubblica è in pericolo quando la percentuale dei vaccinati scende al di sotto del 95%. «Si è spesso affermato - obietta l'immunologa - che coloro che scelgono di non vaccinare i loro figli per motivi di coscienza mettono in pericolo il resto della popolazione, e questa è la logica nascosta dietro la legislazione per porre fine alle esenzioni vaccinali. È necessario essere consapevoli che la natura della protezione offerta da molti vaccini moderni non è coerente con tale affermazione. La studiosa, quindi elenca i vaccini che non possono prevenire la trasmissione delle malattie o perché sono progettati semplicemente contro i loro sintomi o perché sono destinati a malattie non trasmissibili da una persona all'altra».
Si tratta, a suo parere, dell’antipolio inattivo e poi dell'antitetanica e dell'antidifterica, che varrebbero solo come protezione personale, dei vaccini contro la pertosse e contro l'haemophilus influenzae. Quest’ultimo siero, coprendo solo il ceppo b, avrebbe involontariamente irrobustito altri ceppi, da A a F, favorendo la diffusione di una malattia invasiva nei cui confronti la popolazione generale è più vulnerabile di prima. Di conseguenza una persona non vaccinata per motivi di coscienza in questi casi non rappresenterebbe alcun maggiore pericolo per la collettività rispetto a chi è stato vaccinato. Per quanto riguarda i rischi delle vaccinazioni, l’immunologa riporta una statistica non tranquillizzante: in America si contano una visita di pronto soccorso ogni 168 bambini dopo l'inoculo dei 12 mesi e una ogni 730 bambini dopo l'inoculo dei 18 mesi.
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