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Ligabue mania, per “Made in Italy”: in centinaia al casting  

di Gabriele Farina
Ligabue mania, per “Made in Italy”: in centinaia al casting  

Le aspiranti comparse del film possono sognare. I debuttanti: «Grande emozione, a Reggio per patriottismo»

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REGGIO EMILIA. “La grande bellezza”? No, la «grande emozione». Magari non vincerà l’Oscar per il miglior film straniero, come fece l’opera di Paolo Sorrentino. Tuttavia, la terza pellicola cinematografica di Luciano Ligabue ha già conquistato il cuore di tantissimi reggiani e non.

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Nella sede della Provincia arrivano in centinaia per aspirare al ruolo di comparsa. L’entusiasmo è palpabile. «Conosco “Radiofreccia” a memoria – racconta Giorgia Pederzini, giovane carpigiana, riferendosi al primo film del rocker di Correggio – ma era la prima volta che facevo un provino. All’inizio ero un po’ in ansia, ma poi sono stata me stessa». La ragazza spiega che le domande non l’hanno spiazzata e rivela: «Mi hanno congedato con un “ci vediamo tra qualche mese”, speriamo sia andata bene». Una speranza condivisa da tutti gli altri partecipanti.
«Ho già fatto un paio di film – aggiunge Daniele Bertani, reggiano doc – sia come protagonista sia come comparsa. Con un provino a Reggio, nella mia città, volevo provare. Ligabue è un artista a tutto campo. Non sono un suo fan e, se lo incontrassi, cercherei in caso di trattarlo come una persona normale».

«L’ho visto in videoteca a Correggio – riprende Joao Jose De Castro, di sangue carioca – ed è un persona normale». Il brasiliano di origine è accompagnato dall’amico Ciro Esemplare. Per lui è la prima esperienza di casting e si augura «di associare una mia passione al lavoro». È un debutto anche per Eleonora Reggiani, residente nella città del Tricolore. «Sono venuta per spirito di patriottismo – conferma la ragazza – e perché Ligabue è uno dei personaggi che riesce a portare Reggio in un contesto internazionale. Ho sempre seguito la sua storia, per quanto io preferisca generi più rock. Se me lo trovassi davanti non gli parlerei per lasciargli il silenzio giusto». Un tono minore confermato da Matteo Prini. «L’ho già incontrato – osserva il giovane, anch’egli debuttante – per cui non ci sarebbe l’emozione della prima volta». Un’emozione che vive invece la romana Alessia Gavagnin. «Ligabue è un artista a 360 gradi – confessa la giovane – come al mondo ce ne sono pochi. Se lo vedessi da vicino gli direi “Mia sorella innamorata di te, fammi un autografo”. Quando l’ho visto è stata una bella emozione. Spero di diventare un’attrice».

«Recitare è una passione sin da quando ero piccola», confida Carmela Gaetano, proveniente dalla Calabria. «È la prima volta che recito», sottolinea Arianna Focante, marchigiana come Eleonora Antonelli. La seconda non ha dubbi su cosa fare se si trovassero davanti il regista del film. «Improvviseremo», garantisce l’anconetana. Dal capoluogo marchigiano giunge pure Federico Puglielli. «Ligabue è una fonte d’ispirazione – rimarca lo studente universitario – e lo è stato anche per le canzoni quando ho iniziato a suonare la chitarra».

Le selezioni per le comparse proseguono oggi, dalle 10 alle 16, sempre nel palazzo della Provincia. Stesso luogo, stessi orari per “sosia” di Stefano Accorsi da 3 a 6 anni e di 14 anni e per bambini di capelli castani ricci dai 3 ai 7 anni.
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