«Non bevo, posso resistere per giorni»
La protesta del professore del D’Arzo da oggi in via Farini per esporre la sua posizione sui vaccini
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REGGIO EMILIA. La protesta più clamorosa contro il decreto che aumenta da quattro a dodici i vaccini obbligatori la metterà in atto il 40enne Luca Chiesi, professore di matematica e informatica all’istituto D’Arzo di Montecchio. Da oggi al 7 luglio il docente sosterà sotto il Municipio, all'angolo con via Farini, nel tardo pomeriggio per spiegare alla gente i motivi per cui, a suo parere, il provvedimento è inaccettabile. Da lunedì scorso pratica anche uno sciopero della sete: «L'ho già sperimentato - spiega - e so di potere resistere a lungo. Mi astengo dalle bevande, ma assumo i liquidi di cui l’organismo ha bisogno grazie un’alimentazione ricca di cereali, verdure, carne e pesce». Chiesi espone la sua presa di posizione su Facebook e Linkedin. «Non sono contrario alle vaccinazioni - chiarisce - ma alla loro obbligatorietà. È inaudito che chi esprime dubbi e perplessità subisca sanzioni pesantissime come la radiazione dagli ordini professionali. È una questione di libertà di pensiero e di ricerca scientifica. La verità non può essere imposta in questo modo». Il problema riguarda l’essenza stessa del decreto, che punta ad aumentare la copertura vaccinale in età pediatrica rendendo obbligatori tutti i vaccini che prima erano soltanto raccomandati e prevedendo misure punitive a carico dei genitori inadempienti molto pesanti, fino alla privazione della patria potestà. «L'altra sera - riferisce Chiesi - ho seguito a Montecchio la conferenza del dottor Alessandro Volta, direttore del servizio materno infantile dell’Ausl, e ho apprezzato la sua sottolineatura della necessità di convincere i genitori con un’informazione appropriata e una sensibilizzazione. Anche lui ha sollevato obiezioni alla privazione della patria potestà. È una misura da togliere». L'opposizione alle vaccinazioni è montata su Internet. Non c'è il rischio di prestare ascolto alle solite bufale? «La rete - obietta Chiesi - è soltanto un mezzo. Vi si trovano le cose più assurde. L'importante è scegliere le fonti attendibili. Io vado a cercare quelle ai massimi livelli. Certe notizie importanti e ben documentate sono ignorate o sottovalutate. Ho postato, ad esempio, un articolo di Paolo Barnard che cita un documento del 2011 dell'Istituto nazionale della salute degli Stati Uniti per dimostrare i rischi connessi con le vaccinazioni e una relazione della dottoressa Humphries che contesta le teorie dell'immunità di gregge. Naturalmente queste considerazioni devono essere fatte dagli specialisti. Io non sono un medico, ma chiunque può mettere a confronto i dati esistenti, le relazioni fra i dati e la coerenza delle argomentazioni». Chiesi ci tiene a differenziarsi dalle posizioni estreme espresse dai gruppi no-vax: «Gli estremisti - sottolinea - ci sono dappertutto, ma parlando con i genitori non ne ho mai incontrati. La maggior parte dice di avere sottoposto i figli ai vaccini, compresi quelli facoltativi, ma di essere contraria a imporli come un obbligo». (l.s.)
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