Viale Ramazzini verso la riapertura
di Leonardo Grilli
Fra pochi giorni l’incontro fra Comune e Fer per discutere del progetto. Tutino: «Sarà a senso unico verso il centro storico»
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REGGIO EMILIA. C’è una zona a Reggio Emilia che, più di altre, trasmette ai residenti insicurezza, abbandono e degrado. Siamo nel quartiere Stazione, all’interno di viale Bernardo Ramazzini. Una strada incastonata in una serie di situazioni particolarmente critiche dal punto di vista della sicurezza e della coesione sociale. Case sovrappopolate che spesso ospitano un numero di stranieri non dichiarati o irregolari difficile da quantificare. Una viabilità interrotta e complicata che contribuisce a isolare la strada dal resto della città. La vicinanza con piazzale Europa, ritrovo, come hanno dimostrato gli arresti e le indagini degli ultimi mesi, di spacciatori e microcriminalità assortita. E poi la presenza del Centro culturale Islamico di via Gioia, uno dei luoghi di aggregazione dell’Islam reggiano più chiusi, che difficilmente si integra con il resto del quartiere.
È come se ci fosse un muro che separa viale Ramazzini dal resto della città, uno stacco che si percepisce immediatamente una volta che si entra nel quartiere. E probabilmente è anche per questo che il simbolo di questo isolamento forzato è il muro, reale questa volta, eretto una ventina di anni fa a interrompere bruscamente la strada nel punto in cui è attraversata dalla ferrovia. E che ha trasformato la zona in una sorta di Berlino da Guerra Fredda. Da un lato, nel tratto più vicino alla circonvallazione, si va verso il centro storico e la Reggio Emilia che tutti conosciamo. Dall’altra parte della barriera invece si cambia mondo. A fare da Stargate del degrado un sottopasso che pochi residenti percorrono quando cala il buio.
Nel corso degli anni più volte i comitati di residenti hanno cercato il dialogo con le varie amministrazioni comunali. Le promesse si sono susseguite, i progetti annunciati e mai redatti, centinaia di carte sono rimaste ad ammuffire negli scatoloni della burocrazia e dell’indifferenza. Ma, sembra, le cose potrebbero sbloccarsi presto. A dirlo è l’assessore alla Mobilità di Reggio Emilia, Mirko Tutino: «Il viale è stato chiuso vent’anni fa più o meno – ha spiegato – con dei fondi ministeriali. Per molto tempo si è ritenuto che il Comune non potesse mettere mano a un progetto finanziato dallo Stato ma adesso questo ostacolo è stato superato. Lo scorso anno ci siamo ritrovati in un’assemblea con i residenti e abbiamo discusso le modifiche alla viabilità di viale Ramazzini e la nostra idea ha riscosso molto successo». Idea che vede, al centro del progetto, l’abbattimento del muro. «In questo modo – prosegue Tutino – si riconnettono due parti del quartiere, si aumenta il passaggio delle auto e si abbatte la percezione di insicurezza causata dall’isolamento della zona. Il problema però è evitare che il viale diventi una scorciatoia troppo comoda della circonvallazione. Il piano quindi è quello di riaprire la strada a senso unico solo in direzione di ingresso nel centro storico. Per questo stiamo completando il progetto di fattibilità, penso ancora poche settimane e dovremmo avere la versione definitiva».
Un’altra questione da risolvere però è quella delle competenze. Dovendo abbattere il muro si riaprirebbe il passaggio a livello, dando nuovo accesso all’anello ferroviario della città. «Per questo – continua l’assessore – stiamo lavorando assieme a Fer e la settimana prossima avremo un incontro proprio con loro per parlare di questa questione. Le connessioni di piazzale Marconi e quelle di Santa Croce fanno parte entrambe della stazione centrale della città e gli standard di sicurezza sono più elevati. Dobbiamo mantenerli e nel frattempo riprogettare il passaggio a livello che è su un livello diverso rispetto alla strada, in più siamo anche in curva... insomma la questione non è semplice come sembra ma confido che ormai siamo in dirittura d’arrivo».
Nel frattempo novità positive dovrebbero arrivare anche dal recupero dell’area ex Reggiane che metterà in connessione viale dell’Aeronautica e il braccio storico di viale Ramazzini. Progetto delle ex reggiane che dovrebbe anche garantire i fondi necessari alla riapertura del passaggio a livello.
È come se ci fosse un muro che separa viale Ramazzini dal resto della città, uno stacco che si percepisce immediatamente una volta che si entra nel quartiere. E probabilmente è anche per questo che il simbolo di questo isolamento forzato è il muro, reale questa volta, eretto una ventina di anni fa a interrompere bruscamente la strada nel punto in cui è attraversata dalla ferrovia. E che ha trasformato la zona in una sorta di Berlino da Guerra Fredda. Da un lato, nel tratto più vicino alla circonvallazione, si va verso il centro storico e la Reggio Emilia che tutti conosciamo. Dall’altra parte della barriera invece si cambia mondo. A fare da Stargate del degrado un sottopasso che pochi residenti percorrono quando cala il buio.
Nel corso degli anni più volte i comitati di residenti hanno cercato il dialogo con le varie amministrazioni comunali. Le promesse si sono susseguite, i progetti annunciati e mai redatti, centinaia di carte sono rimaste ad ammuffire negli scatoloni della burocrazia e dell’indifferenza. Ma, sembra, le cose potrebbero sbloccarsi presto. A dirlo è l’assessore alla Mobilità di Reggio Emilia, Mirko Tutino: «Il viale è stato chiuso vent’anni fa più o meno – ha spiegato – con dei fondi ministeriali. Per molto tempo si è ritenuto che il Comune non potesse mettere mano a un progetto finanziato dallo Stato ma adesso questo ostacolo è stato superato. Lo scorso anno ci siamo ritrovati in un’assemblea con i residenti e abbiamo discusso le modifiche alla viabilità di viale Ramazzini e la nostra idea ha riscosso molto successo». Idea che vede, al centro del progetto, l’abbattimento del muro. «In questo modo – prosegue Tutino – si riconnettono due parti del quartiere, si aumenta il passaggio delle auto e si abbatte la percezione di insicurezza causata dall’isolamento della zona. Il problema però è evitare che il viale diventi una scorciatoia troppo comoda della circonvallazione. Il piano quindi è quello di riaprire la strada a senso unico solo in direzione di ingresso nel centro storico. Per questo stiamo completando il progetto di fattibilità, penso ancora poche settimane e dovremmo avere la versione definitiva».
Un’altra questione da risolvere però è quella delle competenze. Dovendo abbattere il muro si riaprirebbe il passaggio a livello, dando nuovo accesso all’anello ferroviario della città. «Per questo – continua l’assessore – stiamo lavorando assieme a Fer e la settimana prossima avremo un incontro proprio con loro per parlare di questa questione. Le connessioni di piazzale Marconi e quelle di Santa Croce fanno parte entrambe della stazione centrale della città e gli standard di sicurezza sono più elevati. Dobbiamo mantenerli e nel frattempo riprogettare il passaggio a livello che è su un livello diverso rispetto alla strada, in più siamo anche in curva... insomma la questione non è semplice come sembra ma confido che ormai siamo in dirittura d’arrivo».
Nel frattempo novità positive dovrebbero arrivare anche dal recupero dell’area ex Reggiane che metterà in connessione viale dell’Aeronautica e il braccio storico di viale Ramazzini. Progetto delle ex reggiane che dovrebbe anche garantire i fondi necessari alla riapertura del passaggio a livello.
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