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Dorme a Cremona e viene in città per vendere cocaina

Dorme a Cremona e viene in città per vendere cocaina

REGGIO EMILIA. Dormiva alla Caritas di Cremona ma veniva a Reggio Emilia per spacciare. Questo è quanto è stato scoperto dagli uomini della squadra mobile della questura reggiana che hanno arrestato...

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REGGIO EMILIA. Dormiva alla Caritas di Cremona ma veniva a Reggio Emilia per spacciare. Questo è quanto è stato scoperto dagli uomini della squadra mobile della questura reggiana che hanno arrestato giovedì sera Thomas Egbeakhuele, cittadino nigeriano di 33 anni. L’uomo è stato preso in una delle zone calde della città: in via Adua, nel quartiere di Santa Croce.
Il giovane, titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, è stato sorpreso mentre riceveva da un cliente italiano il pagamento di una dose di cocaina. A tradirlo il fare sospetto con cui si aggirava in bici lungo via Adua, guardandosi continuamente attorno in modo furtivo alla ricerca di qualcuno. Così i poliziotti in borghese hanno cominciato a seguirlo finché non lo hanno fermato proprio nel momento di uno scambio con un acquirente italiano. In possesso del nigeriano gli agenti hanno trovato altre cinque dosi, pari a circa 6 grammi di cocaina. Egbeakhuele è quindi stato arrestato in flagranza e ieri mattina si è svolta in tribunale a Reggio Emilia la direttissima, davanti al giudice Luca Ramponi. Il 33enne, difeso dall’avvocato Federica Ghesini, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Durante il processo si è scoperto che l’arrestato avrebbe un lavoro in Germania come macellaio per cui percepirebbe uno stipendio di circa 800 euro al mese e che sarebbe qui a Reggio Emilia solo per ritirare dei documenti. Diversa l’ipotesi dell’accusa: secondo il pm Roberto Belforti, infatti, l’arrestato sarebbe un noto spacciatore e avrebbe la sua base operativa in un’officina in città. Ipotesi questa accolta dal giudice che ha convalidato l’arresto e ha disposto il divieto di dimora in provincia di Reggio Emilia. Il processo si terrà l’otto giugno.
Sempre giovedì, poi, un cittadino pakistano si è presentato all’ufficio immigrazione della questura, dove era stato convocato per un controllo sui documenti. Qui gli agenti si sono accorti che il passaporto fornito dall’uomo era falso e il pakistano è stato arrestato: si procederà ora alla revoca del premesso di soggiorno e all’espulsione. (l.g.)

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