Il governo apre a un fondo “salva-soci”
di Roberto Fontanili
La proposta di Federconsumatori ha ricevuto un primo riscontro. Spadoni (M5S): «Alle dichiarazioni ora seguano i fatti»
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REGGIO EMILIA. Il governo, anche se timidamente, apre alla richiesta di Federconsumatori di istituire un Fondo di garanzia nazionale per soci lavoratori e prestatori delle cooperative fallite, al pari di quello previsto nel cosiddetto decreto salva banche per risarcire i risparmiatori. La proposta avanzata da Federconsumatori, che poche settimane fa ha organizzato un presidio davanti alla Camera dei Deputati, ha ricevuto ieri un primo riscontro da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sesa Amici, rispondendo all’interpellanza presentata dalla deputata del M5S Maria Edera Spadoni.
La deputata reggiana, al pari di analoghe iniziative assunte da alcuni parlamentari reggiani del Pd, nella sua interpellanza ha fatto riferimento al fallimento dei quattro colossi cooperativi reggiani: Orion, Cmr, Coopsette e Unieco e ai circa 70 milioni di euro di prestito sociale andati in fumo. Se ai soci delle prime due cooperative Legacoop nel frattempo ha restituito il 40% del prestito sociale, a oggi per i soci di Unieco e Coopsette non è previsto alcun rimborso né totale né parziale. Nella sua risposta in aula il sottosegretario ha affermato: «Per quanto concerne la richiesta proveniente dai soci prestatori di istituire un fondo risarcitorio, questo ministero conferma la disponibilità all’interesse ad affrontare la tematica evidenziata nelle sedi politiche e istituzionali a ciò deputate, anche in coordinamento con le altre istituzioni competenti in materia».
Un’apertura di credito e una manifestazione di buona volontà che non è ancora un atto concreto. Il sottosegretario Amici, ha anche sottolineato nella sua risposta che «è però di fondamentale importanza che il socio acquisisca la consapevolezza che, da un lato, con l’adesione al prestito sociale si finanzia l’attività di un’impresa cooperativa di cui fa parte e si assume il relativo rischio, dall’altro, che l’unica garanzia per le somme conferite è rappresentata dal patrimonio delle società, poiché allo stato attuale non sono applicabili al prestito sociale le tutele tipiche del sistema bancario anche in termini di vigilanza». Anche se, ha poi concluso «in seguito all’emergere di criticità la Banca d’Italia è intervenuta sulla questione operando la revisione della regolamentazione in essere». Più o meno ciò che chiede Federconsumatori, che fin dall’inizio, oltre all’istituzione del fondo di garanzia, ha chiesto per il futuro maggior trasparenza e controllo nella gestione del prestito sociale. Parzialmente soddisfatta della risposta la parlamentare reggiana per la quale «alle dichiarazioni del governo devono seguire soluzioni concrete».
La deputata reggiana, al pari di analoghe iniziative assunte da alcuni parlamentari reggiani del Pd, nella sua interpellanza ha fatto riferimento al fallimento dei quattro colossi cooperativi reggiani: Orion, Cmr, Coopsette e Unieco e ai circa 70 milioni di euro di prestito sociale andati in fumo. Se ai soci delle prime due cooperative Legacoop nel frattempo ha restituito il 40% del prestito sociale, a oggi per i soci di Unieco e Coopsette non è previsto alcun rimborso né totale né parziale. Nella sua risposta in aula il sottosegretario ha affermato: «Per quanto concerne la richiesta proveniente dai soci prestatori di istituire un fondo risarcitorio, questo ministero conferma la disponibilità all’interesse ad affrontare la tematica evidenziata nelle sedi politiche e istituzionali a ciò deputate, anche in coordinamento con le altre istituzioni competenti in materia».
Un’apertura di credito e una manifestazione di buona volontà che non è ancora un atto concreto. Il sottosegretario Amici, ha anche sottolineato nella sua risposta che «è però di fondamentale importanza che il socio acquisisca la consapevolezza che, da un lato, con l’adesione al prestito sociale si finanzia l’attività di un’impresa cooperativa di cui fa parte e si assume il relativo rischio, dall’altro, che l’unica garanzia per le somme conferite è rappresentata dal patrimonio delle società, poiché allo stato attuale non sono applicabili al prestito sociale le tutele tipiche del sistema bancario anche in termini di vigilanza». Anche se, ha poi concluso «in seguito all’emergere di criticità la Banca d’Italia è intervenuta sulla questione operando la revisione della regolamentazione in essere». Più o meno ciò che chiede Federconsumatori, che fin dall’inizio, oltre all’istituzione del fondo di garanzia, ha chiesto per il futuro maggior trasparenza e controllo nella gestione del prestito sociale. Parzialmente soddisfatta della risposta la parlamentare reggiana per la quale «alle dichiarazioni del governo devono seguire soluzioni concrete».
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