albinea-Quattro Castella
Montruccoli, i giudici non scarcerano Tufa
ALBINEA-QUATTRO CASTELLA. Si è riaperta la battaglia legale sulla terribile vicenda che il 2 febbraio 2015 ha sconvolto la famiglia Montruccoli.Per quanto accaduto oltre due anni fa nel monolocale...
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ALBINEA-QUATTRO CASTELLA. Si è riaperta la battaglia legale sulla terribile vicenda che il 2 febbraio 2015 ha sconvolto la famiglia Montruccoli.
Per quanto accaduto oltre due anni fa nel monolocale alle Forche sono stati condannati – in primo grado – gli albanesi Fatmir Hykaj (a vent’anni di carcere per l’omicidio di Marco Montruccoli e per il tentato omicidiodi Matteo Montruccoli) e Daniel Tufa (a sei anni di reclusione per il tentato omicidio di Matteo). E relativamente a Tufa l’avvocato difensore Carlo Taormina ha presentato al presidente della Corte d’assise (Dario De Luca) un’istanza di scarcerazione (rimessione in libertà o in subordine gli arresti domiciliari). Su questa richiesta netta l’opposizione del pm Maria Rita Pantani. Ma l’istanza – entro i 5 giorni previsti dalla legge – è stata dichiarata inammissibile dal collegio giudicante (formato da De Luca e dai magistrati Cristina Beretti ed Andrea Rat) in quanto l’atto non è stato notificato alla parte civile, cioè Matteo Montruccoli che in quella serata di violenze si salvò per miracolo. Ma a quanto pare siamo solo al primo round, in quanto proprio ieri l’avvocato Taormina ha ripresentato l’istanza, notificandola stavolta correttamente anche a Matteo che, tramite l’avvocato Marco Fornaciari intende comunque opporsi alla richiesta di scarcerazione. Stesso parere negativo verrà riformulato dal pm Pantani. Dalla sua Tufa ha i due anni di carcere già affrontati e l’assoluzione (come Hykaj) dall’accusa di traffico di droga (per l’Assise il fatto non sussiste per prova insufficiente o contraddittoria). Contro l’albanese 28enne il pericolo di fuga (lui ed Hykaj erano stati latitanti per un mese e mezzo e vennero arrestati in Germania) e il mancato risarcimento-danni alla parte civile. (t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Per quanto accaduto oltre due anni fa nel monolocale alle Forche sono stati condannati – in primo grado – gli albanesi Fatmir Hykaj (a vent’anni di carcere per l’omicidio di Marco Montruccoli e per il tentato omicidiodi Matteo Montruccoli) e Daniel Tufa (a sei anni di reclusione per il tentato omicidio di Matteo). E relativamente a Tufa l’avvocato difensore Carlo Taormina ha presentato al presidente della Corte d’assise (Dario De Luca) un’istanza di scarcerazione (rimessione in libertà o in subordine gli arresti domiciliari). Su questa richiesta netta l’opposizione del pm Maria Rita Pantani. Ma l’istanza – entro i 5 giorni previsti dalla legge – è stata dichiarata inammissibile dal collegio giudicante (formato da De Luca e dai magistrati Cristina Beretti ed Andrea Rat) in quanto l’atto non è stato notificato alla parte civile, cioè Matteo Montruccoli che in quella serata di violenze si salvò per miracolo. Ma a quanto pare siamo solo al primo round, in quanto proprio ieri l’avvocato Taormina ha ripresentato l’istanza, notificandola stavolta correttamente anche a Matteo che, tramite l’avvocato Marco Fornaciari intende comunque opporsi alla richiesta di scarcerazione. Stesso parere negativo verrà riformulato dal pm Pantani. Dalla sua Tufa ha i due anni di carcere già affrontati e l’assoluzione (come Hykaj) dall’accusa di traffico di droga (per l’Assise il fatto non sussiste per prova insufficiente o contraddittoria). Contro l’albanese 28enne il pericolo di fuga (lui ed Hykaj erano stati latitanti per un mese e mezzo e vennero arrestati in Germania) e il mancato risarcimento-danni alla parte civile. (t.s.)
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