No Pride, alla processione i preti con cotta e berretta
di Gabriele Farina
Il Comitato Beata Giovanna Scopelli ora dà indicazioni di abbigliamento liturgico Pagliani attacca De Lucia sul contro-volantino: «È blasfemo, Vecchi che fa?»
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REGGIO EMILIA. Talare, cotta e berretta. Ecco le indicazioni per partecipare alla Processione di riparazione al REmilia Pride, se siete preti. A renderlo noto sono gli organizzatori del Comitato Beata Giovanna Scopelli.
I rappresentanti del gruppo Facebook danno indicazioni ben definite per i sacerdoti, precisando che esse rappresentano «il tipico “abbigliamento liturgico” per una processione». Una processione che torna a farsi vedere in rete, attraverso un video caricato sulla pagina Facebook di Radio Spada. Le immagini in bianco e nero rappresentano filmati d’archivio di edizioni passate dei Gay Pride; alle manifestazioni d’orgoglio omosessuale la risposta del Comitato è affidata ai colori di un corteo con Papa Pio XII, il pontefice già mostrato nel primo filmato e che rappresenta per il Comitato i valori della tradizione (contro l’innovazione promossa da Papa Francesco).
Pio XI è invece il successore di Pietro indicato come modello per la sua “Enciclica Miserentissimus Redemptor”. «Se la Dottrina sul disordine intrinseco dell’atto omosessuale è certa – proseguono dal Comitato – altrettanto certa lo è quella sulla riparazione». Il gruppo specifica che i rappresentanti non protestano contro le unioni civili, pur considerandole da condannare, ma contro una forma di “atto contro natura”. «Se poi è praticato ed elogiato in pubblico – aggiungono i No Pride, che si dicono stupiti per il seguito fin qui raccolto – alla sua gravità intrinseca si aggiunge quella dello scandalo, cui è opportuno riparare in qualche modo».
Scandalo ha suscitato in loro la modifica della locandina dell’evento, con il quadro della Flagellazione trasformato in una festa arcobaleno. Una “metamorfosi” su cui interviene Giuseppe Pagliani.
Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale presenta un’interrogazione al sindaco Luca Vecchi, ponendo alla sua attenzione tre quesiti: «È a conoscenza della pubblicazione del volantino blasfemo quale provocazione di quello realizzato dal Comitato Beata Giovanna Scopelli? Intende censurare le blasfemie pubblicate su Facebook dal consigliere Pd Dario De Lucia? In cosa si sostanzia il patrocinio comunale che sarà esteso alle iniziative che si svolgeranno durante il Gay Pride?».
Iniziative che proseguiranno nel corso degli ultimi sette giorni prima del maxi-evento e della Processione di riparazione. Oggi alle 18 la Polveriera ospiterà la tavolo rotonda “Sono disabile. Sono gay. E quindi?”. Durante l’incontro saranno presentati i dati raccolti da Daria Dolfini, sessuologa, all’interno dell’indagine “Sessualità e disabilità”.
La ricerca in questione è stata condotta sul territorio provinciale reggiano alla fine dello scorso anno e rientra nell’ambito del progetto “Reggio Emilia Città senza barriere”. Sono previste testimonianze di Maria Rosaria Malapena, delegata Arcigay Napoli e del Gruppo Jump! Oltre le barriere (Arcigay il Cassero Bologna). Seguiranno un aperitivo-cena e una festa fino a mezzanotte con musica del dj LaFontaine. L’ingresso è libero.
I rappresentanti del gruppo Facebook danno indicazioni ben definite per i sacerdoti, precisando che esse rappresentano «il tipico “abbigliamento liturgico” per una processione». Una processione che torna a farsi vedere in rete, attraverso un video caricato sulla pagina Facebook di Radio Spada. Le immagini in bianco e nero rappresentano filmati d’archivio di edizioni passate dei Gay Pride; alle manifestazioni d’orgoglio omosessuale la risposta del Comitato è affidata ai colori di un corteo con Papa Pio XII, il pontefice già mostrato nel primo filmato e che rappresenta per il Comitato i valori della tradizione (contro l’innovazione promossa da Papa Francesco).
Pio XI è invece il successore di Pietro indicato come modello per la sua “Enciclica Miserentissimus Redemptor”. «Se la Dottrina sul disordine intrinseco dell’atto omosessuale è certa – proseguono dal Comitato – altrettanto certa lo è quella sulla riparazione». Il gruppo specifica che i rappresentanti non protestano contro le unioni civili, pur considerandole da condannare, ma contro una forma di “atto contro natura”. «Se poi è praticato ed elogiato in pubblico – aggiungono i No Pride, che si dicono stupiti per il seguito fin qui raccolto – alla sua gravità intrinseca si aggiunge quella dello scandalo, cui è opportuno riparare in qualche modo».
Scandalo ha suscitato in loro la modifica della locandina dell’evento, con il quadro della Flagellazione trasformato in una festa arcobaleno. Una “metamorfosi” su cui interviene Giuseppe Pagliani.
Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale presenta un’interrogazione al sindaco Luca Vecchi, ponendo alla sua attenzione tre quesiti: «È a conoscenza della pubblicazione del volantino blasfemo quale provocazione di quello realizzato dal Comitato Beata Giovanna Scopelli? Intende censurare le blasfemie pubblicate su Facebook dal consigliere Pd Dario De Lucia? In cosa si sostanzia il patrocinio comunale che sarà esteso alle iniziative che si svolgeranno durante il Gay Pride?».
Iniziative che proseguiranno nel corso degli ultimi sette giorni prima del maxi-evento e della Processione di riparazione. Oggi alle 18 la Polveriera ospiterà la tavolo rotonda “Sono disabile. Sono gay. E quindi?”. Durante l’incontro saranno presentati i dati raccolti da Daria Dolfini, sessuologa, all’interno dell’indagine “Sessualità e disabilità”.
La ricerca in questione è stata condotta sul territorio provinciale reggiano alla fine dello scorso anno e rientra nell’ambito del progetto “Reggio Emilia Città senza barriere”. Sono previste testimonianze di Maria Rosaria Malapena, delegata Arcigay Napoli e del Gruppo Jump! Oltre le barriere (Arcigay il Cassero Bologna). Seguiranno un aperitivo-cena e una festa fino a mezzanotte con musica del dj LaFontaine. L’ingresso è libero.
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