Poletti: «Per il prestito sociale servono regole più stringenti»
di Jacopo Della Porta
L’ex presidente di Legacoop interviene sul tema del risparmio a Reggiolo, l’epicentro del crac Cmr «Dobbiamo fronteggiare le situazioni in essere e pensare in prospettiva futura a limitare i rischi»
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REGGIOLO. «C’è un dibattito in corso, anche nella cooperazione, sulla necessità, possibilità, di trovare regolazioni più stringenti che consentano di tutelare al meglio i soci prestatori». Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti risponde così a una domanda sul prestito sociale delle cooperative.
Lo fa da Reggiolo, epicentro del crac Cmr, la prima cooperativa edile reggiana ad essere stata travolta, portandosi via la bellezza di 45 milioni di euro di risparmi di soci e lavoratori.
Ieri il ministro ha fatto visita alla cooperativa sociale “Il Bettolino”, in occasione dell’assemblea di bilancio. Un ritorno, visto che già nell’aprile 2012 aveva partecipato da presidente nazionale di Legacoop a un incontro tenutosi proprio tra le serre di via San Venerio, nella campagna tra Reggiolo e Novellara. Ma allora il clima e gli umori intorno al mondo della cooperazione erano molto diversi, nonostante la crisi economica avesse già colpito duramente e il dissesto di Cmr fosse evidente e soprattutto premonitore. Se risaliamo ancora un po’ nel tempo, al 2007 quando Poletti andò a Reggiolo per festeggiare il secolo di vita della Cmr, l’impressione è che in un decennio si sia passati da un’era geologica all’altra.
Il tema del risparmio da tempo è al centro del dibattito e delle polemiche: nel reggiano i crolli delle cooperative edili hanno bruciato 70 milioni di euro di prestito (e lasciato una voragine di 1,5 miliardi di debiti).
Poletti di fronte a questo disastro riconosce la necessità di agire in due direzioni. «Dobbiamo guardare su entrambi i versanti – afferma –, a fronteggiare le situazioni in essere e anche a pensare in prospettiva futura a limitare i rischi e le difficoltà che possono essere causate ai cittadini che sono impegnati nella cooperativa».
Il tema della regole è centrale perché in questi anni le cooperative hanno funzionate come una specie di sistema bancario ombra, raccogliendo denaro e investendolo, senza però essere sottoposto alle stesse regole e vigilanza degli istituti di credito.
A proposito di risparmio Poletti sottolinea come la cooperazione abbia comunque agito per sostenere chi ha perso i soldi, almeno fino a quando ha potuto: «C’è un dato di solidarietà che storicamente il movimento cooperativo ha messo in campo per alleggerire perlomeno contenere gli effetti di queste situazioni».
Recenti scandali nazionali hanno coinvolto anche alcune cooperative sociali, rischiando di far finire nel tritacarne dei sospetti anche un vasto e variegato mondo che rappresenta un valore aggiunto per la collettività. Dalla sede del Bettolino, da anni impegnata meritoriamente nel campo dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, il ministro coglie l’occasione per ribadire l’importanza di queste realtà.
«Ci sono situazioni che vanno combattute e comportamenti sbagliati – ha detto ancora Poletti – ma questo non ci porta a non valutare quanto sia importante questa esperienza. In Italia abbiamo più di 300mila tra associazioni, cooperative sociali ed enti di volontariato. Abbiamo più di cinque milioni di persone impegnate, se queste persone rinunciassero a questo impegno nella collettività la nostra società sarebbe molto più povera, molto meno sensibile ai problemi dei più deboli. Dunque la realtà delle cooperative sociali va tutelata, intervenendo dove eventualmente ci fossero fatti negativi che vanno combattuti».
Riferendosi al Bettolino il ministro del Lavoro ha aggiunto: «È un’esperienza di grande valore, che tiene insieme il valore sociale dell’inserimento lavorativo e il valore di lavorare sul biologico e dunque su un modo di produzione rispettoso dell’ambiente. La dimostrazione che la forma cooperativa ha dentro di sé la forza per realizzare cose importanti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo fa da Reggiolo, epicentro del crac Cmr, la prima cooperativa edile reggiana ad essere stata travolta, portandosi via la bellezza di 45 milioni di euro di risparmi di soci e lavoratori.
Ieri il ministro ha fatto visita alla cooperativa sociale “Il Bettolino”, in occasione dell’assemblea di bilancio. Un ritorno, visto che già nell’aprile 2012 aveva partecipato da presidente nazionale di Legacoop a un incontro tenutosi proprio tra le serre di via San Venerio, nella campagna tra Reggiolo e Novellara. Ma allora il clima e gli umori intorno al mondo della cooperazione erano molto diversi, nonostante la crisi economica avesse già colpito duramente e il dissesto di Cmr fosse evidente e soprattutto premonitore. Se risaliamo ancora un po’ nel tempo, al 2007 quando Poletti andò a Reggiolo per festeggiare il secolo di vita della Cmr, l’impressione è che in un decennio si sia passati da un’era geologica all’altra.
Il tema del risparmio da tempo è al centro del dibattito e delle polemiche: nel reggiano i crolli delle cooperative edili hanno bruciato 70 milioni di euro di prestito (e lasciato una voragine di 1,5 miliardi di debiti).
Poletti di fronte a questo disastro riconosce la necessità di agire in due direzioni. «Dobbiamo guardare su entrambi i versanti – afferma –, a fronteggiare le situazioni in essere e anche a pensare in prospettiva futura a limitare i rischi e le difficoltà che possono essere causate ai cittadini che sono impegnati nella cooperativa».
Il tema della regole è centrale perché in questi anni le cooperative hanno funzionate come una specie di sistema bancario ombra, raccogliendo denaro e investendolo, senza però essere sottoposto alle stesse regole e vigilanza degli istituti di credito.
A proposito di risparmio Poletti sottolinea come la cooperazione abbia comunque agito per sostenere chi ha perso i soldi, almeno fino a quando ha potuto: «C’è un dato di solidarietà che storicamente il movimento cooperativo ha messo in campo per alleggerire perlomeno contenere gli effetti di queste situazioni».
Recenti scandali nazionali hanno coinvolto anche alcune cooperative sociali, rischiando di far finire nel tritacarne dei sospetti anche un vasto e variegato mondo che rappresenta un valore aggiunto per la collettività. Dalla sede del Bettolino, da anni impegnata meritoriamente nel campo dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, il ministro coglie l’occasione per ribadire l’importanza di queste realtà.
«Ci sono situazioni che vanno combattute e comportamenti sbagliati – ha detto ancora Poletti – ma questo non ci porta a non valutare quanto sia importante questa esperienza. In Italia abbiamo più di 300mila tra associazioni, cooperative sociali ed enti di volontariato. Abbiamo più di cinque milioni di persone impegnate, se queste persone rinunciassero a questo impegno nella collettività la nostra società sarebbe molto più povera, molto meno sensibile ai problemi dei più deboli. Dunque la realtà delle cooperative sociali va tutelata, intervenendo dove eventualmente ci fossero fatti negativi che vanno combattuti».
Riferendosi al Bettolino il ministro del Lavoro ha aggiunto: «È un’esperienza di grande valore, che tiene insieme il valore sociale dell’inserimento lavorativo e il valore di lavorare sul biologico e dunque su un modo di produzione rispettoso dell’ambiente. La dimostrazione che la forma cooperativa ha dentro di sé la forza per realizzare cose importanti».
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