Trapianti speciali di midollo, al Core record di interventi
di Luciano Salsi
Grazie a un progetto del Grade finanziato dal Credem si rafforza l’équipe specializzata nella tecnica aploidentica
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REGGIO EMILIA. A un anno dall'inaugurazione il Centro oncoematologico reggiano incomincia a dispiegare appieno le sue formidabili potenzialità sviluppando la più complessa e innovativa tecnica di trapianto del midollo osseo, il trapianto aploidentico. I primi due interventi di questo genere erano stati compiuti nel 2015, nel vecchio reparto dell'arcispedale Santa Maria. Ne sono seguiti altri due nel 2016. Per quest'anno ne erano programmati cinque entro giugno, ma si prevede che a dicembre si arriverà a otto, per poi stabilizzarsi su una media di otto-dieci all'anno. La crescita è tale che Reggio si prepara a superare Modena, in rapporto alla popolazione complessiva, collocandosi al secondo posto in regione dopo Bologna.
Il Core sta arrivando a questi risultati anche con il contributo di Credem, che nel 2015 ha stanziato 150mila euro a favore di Grade, la onlus che sostiene con un progetto quinquennale l'oncoematologia reggiana. La somma è servita a finanziare la formazione di un nuovo specialista, la giovane dottoressa romana Melissa Campanelli, che andrà a completare l'équipe chirurgica addetta ai trapianti di midollo, composta attualmente da Luca Facchini e Annalisa Imovilli. L'impegno della banca in questa direzione è stato illustrato ieri nella sede di Credem dal presidente Giorgio Ferrari e dal condirettore generale Angelo Campani. Sono intervenuti il direttore del reparto di oncoematologia del Santa Maria Nuova, Francesco Merli, e le dottoresse Campanelli e Imovilli. Dal 1998 l'arcispedale reggiano ha eseguito 597 trapianti di midollo osseo. Ben 490 sono trapianti autologi, in cui il paziente, una volta guarito con la chemioterapia, dona a se stesso le cellule necessarie. Il maggior numero, 45, era stato compiuto nel 2013. Quest'anno si è scesi a 21. Gli altri 107 trapianti hanno richiesto un donatore esterno. La tecnica classica, detta allogenica, consiste nell'individuare un fratello o una sorella che abbia un midollo compatibile al cento per cento. Purtroppo meno del 25% dei familiari si trova in queste condizioni. Il fatto che le famiglie siano sempre meno numerose ha aumentato le difficoltà al punto da suggerire una nuova tecnica, l'aploidentica, che consiste nel prelevare da un altro familiare, genitore, fratello o cugino, un midollo compatibile al 50%. Ciò comporta maggiori probabilità di rigetto del midollo, che fanno salire al 30-40% la mortalità dei pazienti trapiantati: «Questo tipo di trapianto - spiega il dottor Merli - è gravato da complicanze maggiori ed aumentato rischio di sviluppare il rigetto. Ciò richiede terapie con farmaci immunosoppressori di ultima generazione ed un livello di attenzione e monitoraggio costante sul paziente». La dottoressa Campanelli è stata scelta da Merli su segnalazione dell'università romana La Sapienza. La sua formazione è avvenuta in aprile e maggio a Milano all'ospedale San Raffaele, con il quale il Santa Maria collabora dal 2010, importandone le tecniche più innovative. «A Reggio - dice la dottoressa Campanelli - sono stata incantata dalla struttura del Core. Vi ho trovato un clima di squadra molto collaborativo e sono stata accolta in modo familiare. Dalla formazione milanese sono tornata piena di entusiasmo».
Il Core sta arrivando a questi risultati anche con il contributo di Credem, che nel 2015 ha stanziato 150mila euro a favore di Grade, la onlus che sostiene con un progetto quinquennale l'oncoematologia reggiana. La somma è servita a finanziare la formazione di un nuovo specialista, la giovane dottoressa romana Melissa Campanelli, che andrà a completare l'équipe chirurgica addetta ai trapianti di midollo, composta attualmente da Luca Facchini e Annalisa Imovilli. L'impegno della banca in questa direzione è stato illustrato ieri nella sede di Credem dal presidente Giorgio Ferrari e dal condirettore generale Angelo Campani. Sono intervenuti il direttore del reparto di oncoematologia del Santa Maria Nuova, Francesco Merli, e le dottoresse Campanelli e Imovilli. Dal 1998 l'arcispedale reggiano ha eseguito 597 trapianti di midollo osseo. Ben 490 sono trapianti autologi, in cui il paziente, una volta guarito con la chemioterapia, dona a se stesso le cellule necessarie. Il maggior numero, 45, era stato compiuto nel 2013. Quest'anno si è scesi a 21. Gli altri 107 trapianti hanno richiesto un donatore esterno. La tecnica classica, detta allogenica, consiste nell'individuare un fratello o una sorella che abbia un midollo compatibile al cento per cento. Purtroppo meno del 25% dei familiari si trova in queste condizioni. Il fatto che le famiglie siano sempre meno numerose ha aumentato le difficoltà al punto da suggerire una nuova tecnica, l'aploidentica, che consiste nel prelevare da un altro familiare, genitore, fratello o cugino, un midollo compatibile al 50%. Ciò comporta maggiori probabilità di rigetto del midollo, che fanno salire al 30-40% la mortalità dei pazienti trapiantati: «Questo tipo di trapianto - spiega il dottor Merli - è gravato da complicanze maggiori ed aumentato rischio di sviluppare il rigetto. Ciò richiede terapie con farmaci immunosoppressori di ultima generazione ed un livello di attenzione e monitoraggio costante sul paziente». La dottoressa Campanelli è stata scelta da Merli su segnalazione dell'università romana La Sapienza. La sua formazione è avvenuta in aprile e maggio a Milano all'ospedale San Raffaele, con il quale il Santa Maria collabora dal 2010, importandone le tecniche più innovative. «A Reggio - dice la dottoressa Campanelli - sono stata incantata dalla struttura del Core. Vi ho trovato un clima di squadra molto collaborativo e sono stata accolta in modo familiare. Dalla formazione milanese sono tornata piena di entusiasmo».
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