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Coop Alleanza, più vendite a Reggio e utili grazie anche a Unipol

di Enrico Lorenzo Tidona
Coop Alleanza, più vendite a Reggio e utili grazie anche a Unipol

Per Alleanza 3.0 risultato netto 2016 di 6,6 milioni contro 4,2 miliardi di ricavi Partecipazioni sull’altalena: bene il gruppo finanziario, male i negozi al sud

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REGGIO EMILIA  Coop Alleanza 3.0 è un gigante con gambe conficcate sempre più saldamente nella finanza. Il campione nazionale ha registrato vendite nel 2016 per 4,169 miliardi di euro, in lieve calo dello 0,15% sul 2015.

In realtà a Reggio Emilia anche l’effetto Baragalla - la nuova Ipercoop ai margini della città - ha portato le vendite territoriali a 282 milioni euro, in crescita del 3,52%. Ma la sostanziale tenuta della “triplice” non è solo merito del sistema di vendita formato da 350 negozi italiani, nato dalla fusione della reggiana Coop Nordest, della bolognese Coop Adriatica e della ferrarese Coop Estense.

L’utile della poderosa alleanza è stato di 6,6 milioni di euro del 2016 e rappresenta un frammento nel complesso documento redatto dalla cooperativa dei supermercati da 2,2 milioni di soci, maggiore azionista del Gruppo Unipol tramite la scatola finanziaria cooperativa Finsoe e tramite partecipazioni dirette nel gruppo finanziario. E sono proprio i proventi finanziari - pari a 197 milioni di euro - a giocare ancora una volta un ruolo fondamentale nel sistema Coop nella bozza di bilancio 2016, ormai prossima all’approvazione.

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L’attività principale, la vendita tramite i rinomati supermercati, non basta per specificare l’evoluzione della grande cooperativa creata nel 2016, che paga oltre 600 milioni in stipendi l’anno a 22mila dipendenti a capo dei quali ci sono 111 dirigenti e 356 quadri. Una struttura immensa, pensante e con benefici distribuiti su larga scala, che conta su proventi finanziari in grado di raddrizzare qualsiasi bilancio. Se le vendite stentano a decollare, infatti, le rendite non mancano di certo.

Ci sono i dividendi da partecipate, come Finsoe, che nel 2016 valevano 7,8 milioni di euro. Tra quelli erogati nell’attivo immobilizzato il più rilevante è quello diretto in Unipol, iscritto a conto economico per circa 12,3 milioni di euro.

Non è un caso, quindi, se a fine gennaio di quest’anno il cda della coop - che conta come amministratore delegato anche il reggiano Paolo Cattabiani, ex capo di Coop Nordest - ha approvato il nuovo piano industriale 2017-2019 «con l’obiettivo di recuperare competitività, invertendo l’andamento del risultato della gestione caratteristica», quella principale basata sui supermercati.

Certo, non ci sono solo le partecipazioni succulente: la nuova grande coop sta prima di tutto dirigendo una delle più grandi fusioni compiute in Italia. Inoltre sta facendo fronte ad alcune pesantissime batoste: c’è la perdita da 19,5 milioni di euro (dopo quella monstre da 60 milioni del 2015) della controllata Distribuzione Roma, coop di negozi della capitale, così come la perdita da 18,8 milioni di euro di Coop Sicilia.

C’è poi una partita tutta reggiana legata alla Aurora srl, la società proprietaria di un immenso compendio immobiliare di oltre 208 mila metri quadri nella succulenta area nord di Reggio Emilia, tra l’autostrada A1 e la stazione Mediopadana. Una gallina senza uova d’oro, la cui svalutazione nel 2015 aveva contribuito al rosso dell’ex Coop Nordest da 54 milioni di euro. La vendita del compendio in pancia ad Aurora sembrava in predicato, ma Coop Alleanza «sta valutando un piano di sviluppo commerciale che potrebbe realizzarsi negli anni futuri», come ci si attendeva di fare ai primordi dell’investimento.

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