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La Iembo: «Nessun  via libera ufficiale per il Ponte Rosso» 

di Ambra Prati
La Iembo: «Nessun  via libera ufficiale per il Ponte Rosso» 

La ditta che sostituisce Unieco nella variante di Castelnovo «La Provincia non ci ha ancora contattato, ma siamo pronti»

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CASTELNOVO MONTI. «Abbiamo appreso dai giornali della determina della Provincia che ci aggiudica il secondo lotto della variante di Ponte Rosso. Speriamo che la comunicazione ufficiale arrivi la prossima settimana». Così l’ingegnere Carmine Iembo, presidente del Cda della Iembo Michele Srl di Noceto di Parma (azienda condotta dal padre Michele, ma gestita dai tre figli Carmine, Giuseppe ed Elena), commenta la notizia dello sblocco dell’opera pubblica.
Nei giorni scorsi il presidente della Provincia Giammaria Manghi ha reso noto che, poiché il ministero dello Sviluppo economico ha decretato la messa in liquidazione amministrativa della Unieco, ditta assegnataria, «tale situazione oggettiva comporta l’esclusione della procedura di aggiudicazione; così la Provincia ha avuto il via libera per emettere una determina, pubblicata sull’Albo Pretorio, che assegna i lavori alla seconda classificata in graduatoria, l’Ati in sinergia locale composta dalla Iembo capogruppo e dalla Camar società cooperativa con sede a Castelnovo Monti.
Una notizia che è stata accolta con grande sollievo dalla Iembo Srl, che aveva presentato un ricorso al Tar di Parma contro l’affidamento ad Unieco. «Il ricorso al Tar lo avevamo presentato perché ritenevamo che alcune parti del bando si potessero interpretare in modo diverso; ora, per nostra fortuna, quelle motivazioni decadono», afferma Carmine Iembo. Quest’ultimo spiega che l’aggiudicazione viene definita “provvisoria” di prassi: «L’aggiudicazione è sempre provvisoria, in attesa delle verifiche dei documenti, dei casellari giudiziari e dei requisiti, sui quali siamo tranquilli perché siamo iscritti alla white list. Gli appalti pubblici sono il nostro pane quotidiano: abbiamo appena consegnato la variante di Budrio alla Provincia di Bologna. Dubito però che si possa iniziare a metà giugno, perché, anche se l’ente pubblico ha interesse ad accelerare, siamo a fine maggio e per ultimare i controlli e completare l’iter amministrativo ci sono 35 giorni di tempo: solo allora ci comunicheranno che l’aggiudicazione è diventata efficace e inizierà a decorrere il termine per il rispetto dei tempi del contratto. Secondo la mia esperienza è probabile che si possa dare il via ai lavori a fine giugno».
Giusto in tempo per approfittare della bella stagione. Sulla tempistica e sulle difficoltà del cantiere, dall’iter travagliato, Iembo è ottimista. «È un cantiere impegnativo, ma noi conosciamo bene il Ponte Rosso perché abbiamo realizzato il primo lotto, dove i lavori erano andati avanti spediti. Il secondo lotto si era interrotto per mancanza di finanziamenti, ma è più breve come tratto, quindi teoricamente più rapido e senza particolari difficoltà».
L’opera ha un importo di due milioni e 300mila euro. «Cifra che non può lievitare perché secondo il codice appalti non si può sforare oltre il 5% in più, a meno di imprevisti eclatanti come il rinvenimento di reperti archeologici. Non credo sia questo il caso».
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