MA QUALCHE INTERROGATIVO È TENACE
Nella nota in forma di comunicato qui a destra, il vescovo chiarisce molti interrogativi. Ma nulla scrive sul carattere o l’ottemperanza alla sua autorità dei comitati anti Gay Pride. Anche sulle...
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Nella nota in forma di comunicato qui a destra, il vescovo chiarisce molti interrogativi. Ma nulla scrive sul carattere o l’ottemperanza alla sua autorità dei comitati anti Gay Pride. Anche sulle prese di posizione di alcuni sacerdoti pro e contro, intra ed extra diocesi di Reggio, o sulla presunta benedizione del cardinal Burke, sulle affermazioni di don Goccini, sulla lettera diffamatoria contro don Cugini.
CAPOVERSO 1
Certo, la Gazzetta ha scritto di tensioni e incomprensioni all’interno della Chiesa. Anzi, valuta anche un atteggiamento di critica da parte dei gruppi ultracattolici alla linea di Papa Francesco. Perciò non è la Gazzetta, semmai sono i fatti a delineare polemiche e contrapposizioni. Non è l’informazione che fa male alla Chiesa.
CAPOVERSO 2
Il vescovo afferma che è venuto il momento di parlare. Non perché è tirato per la tonaca dagli organizzatori del Gay Pride da una parte o dagli organizzatori della processione riparatrice dall’altra. Ma perché è atteso esplicitamente dai fedeli, comuni fedeli, il popolo dei fedeli.
CAPOVERSO 3
“L’esperienza di comunione” a cui fa riferimento monsignor Camisasca (rafforzata in forma di preghiera) conferma che nella Chiesa ci sono tensioni e anche idee confliggenti. Se la Chiesa deve “molto maturare”, vuol dire che l’esperienza non è compiuta.
CAPOVERSO 4
L’annotazione ha il carattere di un richiamo. Monsignor Camisasca scrive che la carità richiede sempre dialogo e confronto con chi nella Diocesi ha il carisma del Pastore. Traslitterando: afferma che prima di parlare in autonomia su temi importanti è necessario condividere con lui, il vescovo.
CAPOVERSO 5
Il capo della Chiesa reggiana mette in chiaro che la disponibilità a pregare con gli omosessuali – sempre con la guida di un prete – non deve essere scambiata con un’adesione ai gruppi Lgbt, quindi agli organizzatori del Gay Pride.
CAPOVERSO 6
Monsignor Camisasca afferma che nessuno gli ha chiesto il permesso di iniziare la processione sul sagrato del duomo (essa finirà davanti alla Ghiara). Dunque – par di capire – che in assenza di istanza non può esserci un sì o un no. Il vescovo ricorda che tutti hanno diritto di pregare, e fa degli esempi. Lamenta il fatto che le polemiche di questi giorni abbiano oscurato la consacrazione della Diocesi alla Madonna. Evidenzia “nei mezzi di comunicazione”.
CAPOVERSO 7, 8 E 9
Il vescovo conferma la posizione della Chiesa nei confronti dell’omosessualità, dal catechismo all’esortazione apostolica di Bergoglio Amoris Laetitia.
CAPOVERSO 1O
Nelle ultime righe monsignor Camisasca scrive di ribadire “con convinzione” l’affermazione del Catechismo sul disordine dell’omosessualità, sottolineando che è una “doverosa chiarezza riguardo al bene e al male”.
CAPOVERSO 1
Certo, la Gazzetta ha scritto di tensioni e incomprensioni all’interno della Chiesa. Anzi, valuta anche un atteggiamento di critica da parte dei gruppi ultracattolici alla linea di Papa Francesco. Perciò non è la Gazzetta, semmai sono i fatti a delineare polemiche e contrapposizioni. Non è l’informazione che fa male alla Chiesa.
CAPOVERSO 2
Il vescovo afferma che è venuto il momento di parlare. Non perché è tirato per la tonaca dagli organizzatori del Gay Pride da una parte o dagli organizzatori della processione riparatrice dall’altra. Ma perché è atteso esplicitamente dai fedeli, comuni fedeli, il popolo dei fedeli.
CAPOVERSO 3
“L’esperienza di comunione” a cui fa riferimento monsignor Camisasca (rafforzata in forma di preghiera) conferma che nella Chiesa ci sono tensioni e anche idee confliggenti. Se la Chiesa deve “molto maturare”, vuol dire che l’esperienza non è compiuta.
CAPOVERSO 4
L’annotazione ha il carattere di un richiamo. Monsignor Camisasca scrive che la carità richiede sempre dialogo e confronto con chi nella Diocesi ha il carisma del Pastore. Traslitterando: afferma che prima di parlare in autonomia su temi importanti è necessario condividere con lui, il vescovo.
CAPOVERSO 5
Il capo della Chiesa reggiana mette in chiaro che la disponibilità a pregare con gli omosessuali – sempre con la guida di un prete – non deve essere scambiata con un’adesione ai gruppi Lgbt, quindi agli organizzatori del Gay Pride.
CAPOVERSO 6
Monsignor Camisasca afferma che nessuno gli ha chiesto il permesso di iniziare la processione sul sagrato del duomo (essa finirà davanti alla Ghiara). Dunque – par di capire – che in assenza di istanza non può esserci un sì o un no. Il vescovo ricorda che tutti hanno diritto di pregare, e fa degli esempi. Lamenta il fatto che le polemiche di questi giorni abbiano oscurato la consacrazione della Diocesi alla Madonna. Evidenzia “nei mezzi di comunicazione”.
CAPOVERSO 7, 8 E 9
Il vescovo conferma la posizione della Chiesa nei confronti dell’omosessualità, dal catechismo all’esortazione apostolica di Bergoglio Amoris Laetitia.
CAPOVERSO 1O
Nelle ultime righe monsignor Camisasca scrive di ribadire “con convinzione” l’affermazione del Catechismo sul disordine dell’omosessualità, sottolineando che è una “doverosa chiarezza riguardo al bene e al male”.
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