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crac della cooperazione edile 

«Un paracadute per i soci traditi» 

«Un paracadute per i soci traditi» 

REGGIO EMILIA. «Dopo più di un mese di lavoro e di consultazioni con il governo, e dopo l’interrogazione presentata tre settimane fa, siamo giunti a un primo risultato per tentare di aiutare i...

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REGGIO EMILIA. «Dopo più di un mese di lavoro e di consultazioni con il governo, e dopo l’interrogazione presentata tre settimane fa, siamo giunti a un primo risultato per tentare di aiutare i prestatori sociali rimasti senza niente». Antonella Incerti, deputata reggiana Pd, ci tiene a riportare nell’alveo del Partito Democratico, il primo spiraglio mostrato dal Governo, dimostratosi due giorni fa «disponibile» a trovare una soluzione. Ma rispondendo a un’interpellanza presentata da Maria Edera Spadoni, deputata reggiana del Movimento 5 stelle.
La questione è scottante: 70 milioni di prestito sociale affidati a Cmr, Orion, Unieco e Coopsette sono sfumati dopo i crac delle quattro cooperative reggiane delle costruzioni. Ora, in attesa che qualcuno si intesti parte delle responsabilità a margine della perdita dei risparmi, dei posti di lavoro e dei passivi da 1,5 miliardi di euro, in molti sembrano voler mettere il cappello sui pochi passi in avanti compiuti finora. Per i soci delle coop, ogni aiuto è bene accetto. Una cosa è certa: il prestito sociale resta una gamba rilevante delle coop, soprattutto di quelle di consumo, che stanno aumentando le coperture sotto lo sprone anche della Banca d’Italia. Con 4,3 miliardi di euro di prestito sociale in pancia, Coop Alleanza 3.0 funge da banca ai 450mila titolari di libretto che confermano la fiducia nel sistema di risparmio gestito dalla cooperativa. Le nuove aperture di libretto di prestito sociale sono state 12.295 nel 2016 secondo la bozza di bilancio della grande coop, mentre le chiusure sono state 14.402, delle quali 3.780 per decesso del socio prestatore. Sulla riduzione del numero di libretti hanno sicuramente inciso le disposizioni più stringenti contenute nel regolamento di Coop Alleanza 3.0, divenuto più stringente anche in fatto di deleghe A dare una sferzata al sistema, per l’appunto, anche le nuove disposizioni emesse dalla Banca d’Italia circa la raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche, che dallo scorso novembre hanno modificato in maniera sostanziale la previgente disciplina del prestito sociale delle cooperative. L’ammontare complessivo del prestito sociale non può superare il limite del triplo della patrimonio risultante dall’ultimo bilancio consolidato approvato: per Alleanza 3.0 nel 2016 l’indice è pari all’1,77, ben al di sotto del limite.
L’idea sulla quale sta lavorando Federconsumatori per conto dei prestatori sociali beffati, si basa sulla costituzione di un fondo risarcitorio alimentato dalla cooperazione stessa. Qui, a quanto sembra, si sta muovendo proprio Coop Alleanza 3.0, che potrebbe mettere mano al portafoglio - uno dei pochi abbastanza capienti nel sistema della cooperazione - per risarcire in parte i prestatori di Unieco e Coopsette. Quelli di Cmr e Orion hanno già avuto da Legacoop il 40% del prestito “bruciato”, soglia difficile da raggiungere oggi.
L’altra gamba dell’intervento, che sembra sempre più necessario, è la formazione di un fondo di salvaguardia, che intervenga in caso di altri default per non lasciare scoperti altri prestatori sociali. (e.l.t.)

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