«Abbattete il muro di viale Ramazzini»
di Leonardo Grilli
In centinaia ieri alle visite guidate sui progetti di riqualificazione. Ma i comitati sollecitano il Comune a riaprire la strada
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Sono anni che lo ripetono incessantemente. E ieri, in occasione dell’open day in cui sono stati presentati diversi progetti per riqualificare il quartiere Santa Croce, sono tornati a ribadirlo: il muro che taglia in due viale Ramazzini deve essere abbattuto al più presto. Una parete innalzata circa vent’anni fa e che nel corso del tempo è diventata il simbolo di una zona della città che si sente isolata e messa da parte. Quel muro era stato eretto per chiudere definitivamente il passaggio a livello che collegava Santa Croce con il centro storico, creando di fatto una barriera artificiale fra quel quartiere e il resto della città. Barriera fisica che si è trasformata in sociale, quando il degrado ha cominciato ad avvolgere quella porzione di territorio comunale.
Ora, dopo anni di attese, promesse non mantenute e ritardi burocratici, sembra che la soluzione sia questione di mesi. Ma per sollecitare l’amministrazione e l’assessore Mirko Tutino, che si sta interessando da vicino alla vicenda, ieri il comitato Ascoltare Santa Croce ha deciso si approfittare dell’open day per appendere uno striscione con scritto “via il muro!”. A fare da cornice al cartello diversi manifesti fra cui la piantina del progetto per rendere viale Ramazzini a senso unico, uno scambio di mail fra il portavoce del comitato Stefano Buffagni e Tutino e diversi articoli della Gazzetta di Reggio che hanno trattato nei giorni scorsi questo tema.
Ieri, però, è stato anche un bel momento per il quartiere. Un open day che ha messo in evidenza come Santa Croce sia al centro del progetto “Riuso – riconversioni urbane”, il cui obiettivo è rigenerare e dare nuova vita gli spazi urbani inutilizzati, pubblici o privati. I cittadini, organizzati in diversi gruppi, hanno visitato grazie all’Ordine degli architetti i luoghi che saranno riconvertiti e riqualificati nei prossimi due anni: l’ex Maffia, l’ex mangimificio Caffarri, i capannoni di via Gioia ai civici 22 e 24.
Fra questi una tappa importante è stato proprio l’ex Maffia. In viale Ramazzini 33 infatti è stata inaugurata la nuova sede della cooperativa sociale Anemos. L’edificio sarà infatti “riusato” per ospitare il Centro terapeutico occupazionale (Cto) per persone disabili, nell’ambito del progetto Reggio Emilia città senza barriere.
Un progetto. quello di Santa Croce, attuato grazie al contributo di un milione e 250 mila euro della Stu Reggiane, di 990 mila euro del bando periferie e 400 mila euro delle associazioni che si insedieranno.
Una grande festa quella di ieri, promossa dal Comune di Reggio Emilia con la collaborazione di Stu Reggiane e la partecipazione dei comitati di quartiere (comitato Cittadini via Roma e Parco Santa Maria e comitato Ascoltare Santa Croce) e di alcune realtà attive e presenti sul territorio come il Centro internazionale Loris Malaguzzi, Remida, Arci Reggio Emilia, Cepam, ordine degli architetti di Reggio Emilia, cooperativa sociale Anemos, centro sociale Tricolore, fondazione Mondinsieme, fondazione E35, Centro teatrale Mamimo, Mi fido di te, Collettivo Fx.
Ora, dopo anni di attese, promesse non mantenute e ritardi burocratici, sembra che la soluzione sia questione di mesi. Ma per sollecitare l’amministrazione e l’assessore Mirko Tutino, che si sta interessando da vicino alla vicenda, ieri il comitato Ascoltare Santa Croce ha deciso si approfittare dell’open day per appendere uno striscione con scritto “via il muro!”. A fare da cornice al cartello diversi manifesti fra cui la piantina del progetto per rendere viale Ramazzini a senso unico, uno scambio di mail fra il portavoce del comitato Stefano Buffagni e Tutino e diversi articoli della Gazzetta di Reggio che hanno trattato nei giorni scorsi questo tema.
Ieri, però, è stato anche un bel momento per il quartiere. Un open day che ha messo in evidenza come Santa Croce sia al centro del progetto “Riuso – riconversioni urbane”, il cui obiettivo è rigenerare e dare nuova vita gli spazi urbani inutilizzati, pubblici o privati. I cittadini, organizzati in diversi gruppi, hanno visitato grazie all’Ordine degli architetti i luoghi che saranno riconvertiti e riqualificati nei prossimi due anni: l’ex Maffia, l’ex mangimificio Caffarri, i capannoni di via Gioia ai civici 22 e 24.
Fra questi una tappa importante è stato proprio l’ex Maffia. In viale Ramazzini 33 infatti è stata inaugurata la nuova sede della cooperativa sociale Anemos. L’edificio sarà infatti “riusato” per ospitare il Centro terapeutico occupazionale (Cto) per persone disabili, nell’ambito del progetto Reggio Emilia città senza barriere.
Un progetto. quello di Santa Croce, attuato grazie al contributo di un milione e 250 mila euro della Stu Reggiane, di 990 mila euro del bando periferie e 400 mila euro delle associazioni che si insedieranno.
Una grande festa quella di ieri, promossa dal Comune di Reggio Emilia con la collaborazione di Stu Reggiane e la partecipazione dei comitati di quartiere (comitato Cittadini via Roma e Parco Santa Maria e comitato Ascoltare Santa Croce) e di alcune realtà attive e presenti sul territorio come il Centro internazionale Loris Malaguzzi, Remida, Arci Reggio Emilia, Cepam, ordine degli architetti di Reggio Emilia, cooperativa sociale Anemos, centro sociale Tricolore, fondazione Mondinsieme, fondazione E35, Centro teatrale Mamimo, Mi fido di te, Collettivo Fx.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
