«No ai container, la soluzione è trovare alloggi privati»
I sindaci dell’Unione pianura reggiana all’unisono: i profughi in un anno potrebbero quasi triplicare
«I container devono essere solo una soluzione provvisoria»: lo affermano all’unisono, appoggiando la posizione del collega Paolo Fuccio, i sindaci dell’unione pianura reggiana. Nel maxi-bando della prefettura, la loro area dovrebbe arrivare ad ospitare 218 richiedenti asilo. Ora sono 84, compresi i 14 arrivati a San Martino in Rio sabato sera. Non serve la calcolatrice per capire che, in poco tempo, il numero attuale potrebbe quasi triplicare.
L’apertura delle buste presentate in prefettura – rinviata a data da destinarsi – dovrà dare risposte sulle soluzioni da adottare. La richiesta dei sindaci, semplici spettatori di fronte a tale situazione, è che queste vadano nella direzione dell’integrazione e non dell’esclusione, continuando a percorrere la strada degli alloggi privati o di quelli sfitti di proprietà dei Comuni.
Correggio è il capofila per numero di profughi ospitati e, secondo la quota prevista nel bando, potrebbe arrivare a farsi carico di quasi la metà dei 218 previsti, 101 per la precisione: «La nostra esperienza è iniziata tanti anni fa – racconta il sindaco Ilenia Malavasi – ed è pronta a proseguire con le stesse prerogative: dare un contributo nell’accoglienza e promuovere l’integrazione. Il rischio che si corre nel caso in cui i container diventassero soluzioni definitive è quello di creare una ghettizzazione». A Correggio il numero di rifugiati oscilla tra 35 e 40, sistemati in alloggi privati e nell’ostello.
A Fabbrico il dato si dimezza: «Stiamo ospitando tra i 15 e i 20 profughi – spiega il primo cittadino Maurizio Terzi – e come Comune siamo stati tra i primi a dare il nostro contributo. Non c’è alcun dubbio sul fatto che gli alloggi privati rappresentino la miglior soluzione, non a caso stiamo continuando a lavorare su questa soluzione anche con le cooperative che partecipano al bando. Gli appartamenti già utilizzati sono due, un altro è quasi pronto».
Anche a Campagnola, dove i rifugiati sono quattro, si va in questa direzione: «La strada che intendiamo percorrere – sottolinea il sindaco Alessandro Santachiara – è quella di collaborare con chi si aggiudicherà il bando per trovare nuove soluzioni abitative private».
C’è poi il caso di Rio Saliceto e Rolo, che ad oggi non ospitano profughi ma che, secondo il nuovo bando, ne potranno accogliere rispettivamente 24 e 21: «Stiamo preparando gli alloggi, abbiamo già sistemato un paio di appartamenti di proprietà del Comune in accordo con Dimora d’Abramo, se si aggiudicherà il bando», specifica il sindaco di Rio Saliceto, Lucio Malavasi.
«Il fatto di non ospitare rifugiati – chiarisce invece il sindaco di Rolo, Fabrizio Allegretti – non dipende dalla nostra volontà. Abbiamo dato disponibilità per cercare abitazioni private. Pensare a container in una zona come la nostra, che ha superato anche il sisma in altro modo, mi lascia molto perplesso».
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