«Ricostruzione motore dell’economia»
di Mauro Pinotti
La sottosegretaria alle attività produttive De Micheli: «In Emilia non si è perso tempo grazie alle idee e all’impegno di tutti»
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REGGIOLO. «Bravi in valore assoluto, bravi soprattutto per i fatti, ma anche in termini relativi. Qui in Emilia non si è perso tempo, le energie non sono stato disperse, le idee hanno camminato sulle gambe delle persone ed è stato fatto molto di più di quello che hanno fatto le norme o i decreti legislativi che si sono succeduti per la ricostruzione». Il sottosegretario all’Economia e finanze Paola De Micheli esprime così quanto questa terra e la sua gente sia riuscita a reagire al disastro, quanto la «partecipazione osmotica», così come l’ha definita, di ogni parte della società (istituzioni, cittadini, mondo dell’impresa, associazionismo e volontariato) sia riuscita a raggiungere risultati incredibili dopo il duro colpo inferto dalle scosse. Un riconoscimento e un plauso alla forza di volontà e di non arrendersi dei reggiani a cinque anni dal sisma che ha colpito l’Emilia, di cui proprio oggi ricorre l’anniversario della seconda scossa: magnitudo 5.8 alle 9 del mattino del 29 maggio del 2012.
Il sottosegretario è stato, come tanti altri politici, in questi giorni in Emilia per l’anniversario del terremoto. A Reggiolo è arrivato lo scorso venerdì 19 maggio. De Micheli ha partecipato al convegno “2012-2017 – Dalla ricostruzione al rilancio economico. Storie di successo dal cratere dell’Emilia”, organizzato dall’assessorato regionale alla Ricostruzione nell’auditorium “A. Moro”. Un momento per ripercorrere le tappe della ricostruzione post-sisma ma anche per fare il punto sulle prospettive future. Un evento a cui hanno partecipato l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione Palma Costi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il sindaco di Reggiolo Roberto Angeli e diversi primi cittadini dei Comuni del cratere oltre a imprenditori, rappresentanti dei sindacati e delle associazioni.
Il primo cittadino di Reggiolo ha ricordato che ancora oggi, dopo cinque anni, si sta continuando a lavorare per migliorare il paese: «Oggi, tra pubblico e privato sono ancora aperti 100 cantieri. Qui la macchina della ricostruzione ha lavorato a pieno ritmo e il centro storico è rinato. Basta percorrere via Matteotti e pensare che negli ultimi sette mesi hanno aperto 10 nuove attività commerciali».
Il presidente della Provincia Giammaria Manghi ha evidenziato il lavoro alacre che dà il senso della «reggianità, quel lavoro costante che dà conto di quella che è l’antropologia della società». Anche l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione Palma Costi, promotrice del convegno, ha evidenziato quanto sia stato determinante l’impegno delle imprese a garantire comunque il lavoro alla popolazione e la decisione di non interrompere la capacità produttiva, mantenendo le comunità del cratere coese.
Il professor Matteo Vignoli dell’Università degli Studi di Modena e Reggio ha invece introdotto cinque storie di successo del territorio. Così Antonio Petralia, di Eurosets, azienda biomedicale di Medolla (Modena), ha ricordato gli operai al lavoro pochi giorni dopo le scosse per rimettere in piedi tre tensostrutture di oltre mille metri quadri per non fermare l’attività produttiva. Massimo Dominici, medico ricercatore dell’Unimore e co-founder di Rigenerand, una start-up che durante il sisma stava muovendo i suoi primi passi, ha sottolineato come l’azienda non si è fermata e ha continuato a fare ricerca per nuovi farmaci. Tamara Gualandi di “Donne da sogno”, una maglieria che opera nel distretto di Carpi (Modena), ha raccontato la storia di collaborazione tra imprenditori diventate vere e proprie gare di solidarietà. Anche il reggiolese Fabio Storchi di Comer Industries Spa ha ricordato l’emergenza del terremoto: 7 stabilimenti danneggiati e l’impegno dei collaboratori che, pur dormendo in tende o roulotte, non hanno mai perso un giorno di lavoro.
Il sisma ha permesso di rafforzare anche l’architettura della zona. L’architetto Moreno Pivetti ha descritto il paesaggio prima e dopo il sisma mostrando come è stato possibile trasformare «l’incubo in un sogno» con una ricostruzione che ha innestato innovazione senza stravolgere l’architettura rurale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il sottosegretario è stato, come tanti altri politici, in questi giorni in Emilia per l’anniversario del terremoto. A Reggiolo è arrivato lo scorso venerdì 19 maggio. De Micheli ha partecipato al convegno “2012-2017 – Dalla ricostruzione al rilancio economico. Storie di successo dal cratere dell’Emilia”, organizzato dall’assessorato regionale alla Ricostruzione nell’auditorium “A. Moro”. Un momento per ripercorrere le tappe della ricostruzione post-sisma ma anche per fare il punto sulle prospettive future. Un evento a cui hanno partecipato l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione Palma Costi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il sindaco di Reggiolo Roberto Angeli e diversi primi cittadini dei Comuni del cratere oltre a imprenditori, rappresentanti dei sindacati e delle associazioni.
Il primo cittadino di Reggiolo ha ricordato che ancora oggi, dopo cinque anni, si sta continuando a lavorare per migliorare il paese: «Oggi, tra pubblico e privato sono ancora aperti 100 cantieri. Qui la macchina della ricostruzione ha lavorato a pieno ritmo e il centro storico è rinato. Basta percorrere via Matteotti e pensare che negli ultimi sette mesi hanno aperto 10 nuove attività commerciali».
Il presidente della Provincia Giammaria Manghi ha evidenziato il lavoro alacre che dà il senso della «reggianità, quel lavoro costante che dà conto di quella che è l’antropologia della società». Anche l’assessore regionale alle Attività produttive e alla ricostruzione Palma Costi, promotrice del convegno, ha evidenziato quanto sia stato determinante l’impegno delle imprese a garantire comunque il lavoro alla popolazione e la decisione di non interrompere la capacità produttiva, mantenendo le comunità del cratere coese.
Il professor Matteo Vignoli dell’Università degli Studi di Modena e Reggio ha invece introdotto cinque storie di successo del territorio. Così Antonio Petralia, di Eurosets, azienda biomedicale di Medolla (Modena), ha ricordato gli operai al lavoro pochi giorni dopo le scosse per rimettere in piedi tre tensostrutture di oltre mille metri quadri per non fermare l’attività produttiva. Massimo Dominici, medico ricercatore dell’Unimore e co-founder di Rigenerand, una start-up che durante il sisma stava muovendo i suoi primi passi, ha sottolineato come l’azienda non si è fermata e ha continuato a fare ricerca per nuovi farmaci. Tamara Gualandi di “Donne da sogno”, una maglieria che opera nel distretto di Carpi (Modena), ha raccontato la storia di collaborazione tra imprenditori diventate vere e proprie gare di solidarietà. Anche il reggiolese Fabio Storchi di Comer Industries Spa ha ricordato l’emergenza del terremoto: 7 stabilimenti danneggiati e l’impegno dei collaboratori che, pur dormendo in tende o roulotte, non hanno mai perso un giorno di lavoro.
Il sisma ha permesso di rafforzare anche l’architettura della zona. L’architetto Moreno Pivetti ha descritto il paesaggio prima e dopo il sisma mostrando come è stato possibile trasformare «l’incubo in un sogno» con una ricostruzione che ha innestato innovazione senza stravolgere l’architettura rurale.
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