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«Aiutiamo prima le famiglie italiane» 

«Aiutiamo prima le famiglie italiane» 

Elena Diacci, consigliera comunale scandianese di Forza Italia: «Ora faremo una raccolta firme»

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SCANDIANO . «Prima di accogliere 316 “profughi”, aiutiamo le famiglie italiane colpite dalla crisi economica». Anche nel distretto ceramico si discute dell’arrivo in territorio reggiano di circa 2.300 migranti nei prossimi mesi, all’interno del nuovo piano nazionale.
Un tema delicatissimo che a Reggio ha già generato tante discussioni e la mobilitazione di diversi comitati di quartiere. La ripartizione non riguarda solo la città ma l’intera provincia e nel distretto ceramico – attacca la consigliera comunale scandianese di Forza Italia, Elena Diacci – dovrebbero giungere in 316. Il calcolo arriva dal primo schema diffuso la scorsa settimana e comporterà «13 arrivi a Baiso, 75 a Casalgrande (Casalgrande già ne ospita circa 15), 59 a Castellarano, 58 a Rubiera, 13 a Viano, 98 a Scandiano». La Diacci è contraria all’intera operazione, e a suo dire, la suddivisione dei profughi «in piccoli gruppi in zone magari non così frequentate costituisce solo una soluzione per non allarmare i cittadini, mentre i problemi di base, ovvero il discriminare chi veramente ha diritto alla protezione da rifugiato dai migranti economici e provvedere a rimandare ai loro paesi questi ultimi, resta totalmente disatteso».
Ora l’esponente di centrodestra annuncia una raccolta firme in tutti i Comuni dell’Unione Tresinaro Secchia «per chiedere maggiore trasparenza all’amministrazione sulla presenza dei presunti profughi sul territorio comunale, anche al fine di scongiurare tensioni che potrebbero sorgere tra la cittadinanza e i profughi. Tensioni causate talvolta anche dalla mancanza di comunicazione tra amministrazione e cittadini, che da un giorno all’altro si ritrovano come vicini di casa gruppi numerosi di “profughi”».
E al Pd e al governo, conclude, «diciamo che siamo disponibili a collaborare: se loro non vedono i problemi della nostra gente, saremo noi a portare i problemi delle famiglie italiane colpite dalla crisi, che hanno bisogno di lavoro e di aiuti ma che oggi sono dimenticati». (adr.ar.)

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