carpineti
Club Unesco, nasce il comitato
Parte il progetto per costituire il primo gruppo nella montagna
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CARPINETI. Nasce a Carpineti un comitato promotore per i club Unesco (organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura), prima realtà di questo genere nella montagna reggiana da oltre un anno diventata Riserva Mab Unesco. Un mese fa il consiglio direttivo italiano dei club ha approvato la costituzione del comitato promotore club per l'Unesco di Carpineti.
È un’associazione volontaria composta al momento da diciannove sottoscrittori, «che unisce persone provenienti dalle esperienze lavorative e professionali più disparate, che condividono gli ideali dell'Unesco e si impegnano a realizzarli attraverso manifestazioni di varia natura – racconta la coordinatrice carpinetana Chiara Torcianti –. L’Unesco tutela il patrimonio storico-artistico di un territorio, ma si interroga anche sulle sfide della nostra epoca come quelle proposte dalla società multiculturale. Noi diciannove soci fondatori del Comitato promotore di Carpineti riteniamo che, pur nel nostro piccolo, sia possibile offrire occasioni di confronto, di arricchimento e di sensibilizzazione».
Come previsto dal regolamento, il nuovo comitato dovrà fare un anno di prova prima di diventare un club Unesco e in questa fase sarà affiancato da una tutor, Roberta Nannucci del club di Firenze.
«In questo periodo dovremo dimostrare, anche grazie ai suoi suggerimenti, di riuscire a esprimere gli ideali dell’Unesco attraverso gli eventi che ci siamo impegnati a realizzare sul nostro territorio – chiarisce la Torcianti –. Uno degli elementi che ci contraddistingue è proprio l’amore per la nostra terra ed i suoi tesori. Il fatto che Carpineti sia nel cuore della Riserva Mab (riserva della biosfera) Unesco ci permette inoltre di connettere questo aspetto con i principi dell’organizzazione. Non a caso lo scopo principale del Mab è quello di promuovere uno sviluppo sostenibile che tenga conto dell'equilibrio tra uomini e ambiente».
Allo stesso tempo, si guarderà anche oltre ai confini naturali, per lavorare con i club più vicini. «Auspichiamo di poter collaborare con club che già insistono su aree a noi affini per legami storici e culturali: dal club di Reggio Emilia a quello di Modena, non dimenticando il club di San Benedetto Po», è la speranza della Torcianti. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È un’associazione volontaria composta al momento da diciannove sottoscrittori, «che unisce persone provenienti dalle esperienze lavorative e professionali più disparate, che condividono gli ideali dell'Unesco e si impegnano a realizzarli attraverso manifestazioni di varia natura – racconta la coordinatrice carpinetana Chiara Torcianti –. L’Unesco tutela il patrimonio storico-artistico di un territorio, ma si interroga anche sulle sfide della nostra epoca come quelle proposte dalla società multiculturale. Noi diciannove soci fondatori del Comitato promotore di Carpineti riteniamo che, pur nel nostro piccolo, sia possibile offrire occasioni di confronto, di arricchimento e di sensibilizzazione».
Come previsto dal regolamento, il nuovo comitato dovrà fare un anno di prova prima di diventare un club Unesco e in questa fase sarà affiancato da una tutor, Roberta Nannucci del club di Firenze.
«In questo periodo dovremo dimostrare, anche grazie ai suoi suggerimenti, di riuscire a esprimere gli ideali dell’Unesco attraverso gli eventi che ci siamo impegnati a realizzare sul nostro territorio – chiarisce la Torcianti –. Uno degli elementi che ci contraddistingue è proprio l’amore per la nostra terra ed i suoi tesori. Il fatto che Carpineti sia nel cuore della Riserva Mab (riserva della biosfera) Unesco ci permette inoltre di connettere questo aspetto con i principi dell’organizzazione. Non a caso lo scopo principale del Mab è quello di promuovere uno sviluppo sostenibile che tenga conto dell'equilibrio tra uomini e ambiente».
Allo stesso tempo, si guarderà anche oltre ai confini naturali, per lavorare con i club più vicini. «Auspichiamo di poter collaborare con club che già insistono su aree a noi affini per legami storici e culturali: dal club di Reggio Emilia a quello di Modena, non dimenticando il club di San Benedetto Po», è la speranza della Torcianti. (adr.ar.)
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