Gazzetta di Reggio

Reggio

«Con la cultura non si mangia? Falso» 

di Cristina Fabbri
 «Con la cultura non si mangia? Falso» 

Manuel Agnelli, giudice di X Factor, ieri in cattedra: «Possiamo competere ma dobbiamo sperimentare e distinguerci» 

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Siamo sempre stati abituati a vederlo su un palco in veste di leader della band italiana alternative rock Afterhours. Poi, da un anno a questa parte, è diventato anche l’acclamato giudice del talent X Factor. E, ieri, il “camaleontico” Manuel Agnelli ha mutato di nuovo il suo abito a Reggio: è salito in cattedra in veste di oratore, nell’auditorium del Credem, per parlare della sua esperienza nell’industria dello spettacolo. È stato infatti chiamato da Unindustria Reggio Emilia – nell’ambito del percorso “Costruire una nuova realtà. Incontri sul futuro” – proprio per la sua esperienza di musicista, scrittore, produttore discografico, promotore e organizzatore di festival musicali e intellettuali, e per il suo impegno nella diffusione di una cultura musicale e nella promozione di giovani artisti.
Intervistato da Mauro Severi (presidente Unindustria), è stato sollecitato su diversi temi. In particolare, Severi è partito da un recente studio dedicato all’Italia creativa, realizzato da Ernst&Young, che colloca l’industria creativa e culturale al terzo posto in Italia da un punto di vista occupazionale, dopo il settore edile e quello della ristorazione e alberghiero. «Si è sempre detto che con la cultura non si mangia – ha esordito l’artista – stando anche a quanto conferma questo studio, è giunto il momento di ricredersi. L'Italia deve considerare la cultura come un motore trainante. È indispensabile però distinguersi, proporre qualcosa di unico, sperimentare. Dobbiamo capire che possiamo competere con le idee».
Ha poi portato l’esempio degli Stati Uniti, dove «il settore della creatività è stato inserito nel Pil». E ha espresso la sua opinione sul mondo musicale reggiano ed emiliano in genere. «Questa terra è sempre stata all'avanguardia. È il cuore pulsante di un certo modo di fare cultura. È un esempio virtuoso: rispetto ad altre regioni, ha fatto della cultura un punto trainante». Si è soffermato sull’indotto che crea il mondo musicale. «Gli eventi musicali creano posti di lavoro. Non è solo lo spettacolo in sé, il concerto, che produce economia diretta. Sono coinvolte infatti tante personalità: manager, facchini, fonici, per non parlare della ricaduta che un grande evento ha sui bar, sugli alberghi. La cultura fa girare l'economia». Ha rimarcato che la creatività va intesa, oggi più che mai, in senso ampio: «Anche l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica sono creatività. Non bisogna più ragionare a compartimenti stagni». E ha dato una interpretazione positiva della crisi: «Ci ha portato a ripensarci, a cercare di tirare fuori il meglio».
Inevitabilmente si è parlato della sua partecipazione a X Factor, dove la sua presenza come giudice è stata confermata. «Ho acquisito sicuramente maggiore visibilità e, di conseguenza, sono arrivate diverse proposte, anche se devo dire che molte le ho rifiutate. Ad esempio il mondo pubblicitario mi interessa poco». E ha strappato diversi sorridi. «Sono un po’ snob, lo ammetto», ha detto. «La pensione non la percepirò mai, d’altronde ho voluto fare il rocker». «Ho provato tutta la vita a giocare a pallavolo ma non era il mio settore, se uno non ha talento è meglio cambiare».
All’incontro, tra il pubblico, c’erano imprenditori, ma anche fan, gente di tutte le età e musicisti, come Beppe Carletti che aspettava al varco Agnelli e gli ha subito stretto la mano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google