Correggio sotto choc per Damiano
di Ambra Prati
Domenica sera il trentenne tornava a casa da San Martino. Geometra, seguiva la ricostruzione post-terremoto
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CORREGGIO. Ha suscitato incredulità, stupore e cordoglio a Correggio la morte di Damiano Vezzani, 30 anni, vittima dell’incidente stradale accaduto domenica alle 22.30 tra Correggio e San Martino in Rio. Sulla provinciale 49, in quel tratto denominata via per Correggio, Damiano era in sella alla sua moto Honda Cbr 600. Proveniva da San Martino ed era diretto verso casa, in via Reggio 38/A a Correggio.
Davanti a lui, nello stesso senso di marcia, procedeva una Lancia Y con a bordo due indiani. All’improvviso, all’altezza del civico 41, il violento impatto: forse la macchina ha frenato, forse il centauro ha avuto una fatale distrazione. Questo aspetto sarà da chiarire. Di fatto, la moto ha impattato contro la parte posteriore dell’auto: l’urto ha fatto uscire di strada, sulla destra, la vettura, finita per metà in un canale (illesi i due occupanti), mentre la moto è volata via dalla parte opposta, sulla sinistra, finendo in un fossato. Il centauro è stato rinvenuto riverso nel prato adiacente, già senza vita: è morto all’istante. Vano l’intervento dei sanitari dell’ambulanza e dell’automedica di Correggio.
Il corpo è stato recuperato dalle onoranze funebri Cabassi e composto alla camera mortuaria dell’ospedale di Correggio, dove ieri mattina, verso le 10, i genitori distrutti hanno eseguito il rito del riconoscimento, accompagnati dagli agenti della Polstrada di Reggio Emilia che hanno eseguito i rilievi. Da fissare il funerale: la salma è sotto Procura e occorrerà attendere il nulla osta del sostituto procuratore di turno, Valentina Salvi, che dovrà decidere se far eseguire o meno l’autopsia.
Damiano Vezzani, 30 anni, apparteneva a una famiglia di correggesi doc, molto conosciuta in paese e impegnata nel volontariato. Il papà Alessandro, laureato in Biologia, rappresentante farmaceutico da poco in pensione e carabiniere di leva per anni, è presidente dell’associazione nazionale carabinieri (Anc) sezione di Correggio, con sede in corso Mazzini, motore di numerose iniziative di volontariato; il padre è anche priore dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, un ente religioso composto da laici che, oltre a seguire il culto eucaristico in San Quirino, organizza processioni, mostre, attività assistenziali e umanitarie. La madre Cristina è impiegata a Carpi in uno studio di amministrazione condominiale. Il fratello minore Tommaso è anche lui un appassionato di moto. Una famiglia da sempre residente a Correggio, nota e inserita nel tessuto parrocchiale e sociale.
Damiano, che abitava da solo con il cane Nera in un appartamento a fianco a quello dei genitori in via Reggio 38, di fianco al distributore di Giavarini, era stato battezzato nella parrocchia della Madonna di Fatima, dove i genitori si sono uniti in matrimonio, dove il ragazzo è cresciuto e dove per diversi anni è stato attivo assieme al padre. Dopo essersi diplomato geometra all’istituto Einaudi di Correggio, Damiano ha lavorato per Unieco, occupandosi tra l’altro dei cantieri di ricostruzione post-sisma. In seguito era passato a un’altra impresa edile. Frequentava le palestre. Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo tutt’altro che imprudente. Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social network. Nessuno poteva immaginare che la sua giovane vita sarebbe stata stroncata in modo così imprevedibile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Davanti a lui, nello stesso senso di marcia, procedeva una Lancia Y con a bordo due indiani. All’improvviso, all’altezza del civico 41, il violento impatto: forse la macchina ha frenato, forse il centauro ha avuto una fatale distrazione. Questo aspetto sarà da chiarire. Di fatto, la moto ha impattato contro la parte posteriore dell’auto: l’urto ha fatto uscire di strada, sulla destra, la vettura, finita per metà in un canale (illesi i due occupanti), mentre la moto è volata via dalla parte opposta, sulla sinistra, finendo in un fossato. Il centauro è stato rinvenuto riverso nel prato adiacente, già senza vita: è morto all’istante. Vano l’intervento dei sanitari dell’ambulanza e dell’automedica di Correggio.
Il corpo è stato recuperato dalle onoranze funebri Cabassi e composto alla camera mortuaria dell’ospedale di Correggio, dove ieri mattina, verso le 10, i genitori distrutti hanno eseguito il rito del riconoscimento, accompagnati dagli agenti della Polstrada di Reggio Emilia che hanno eseguito i rilievi. Da fissare il funerale: la salma è sotto Procura e occorrerà attendere il nulla osta del sostituto procuratore di turno, Valentina Salvi, che dovrà decidere se far eseguire o meno l’autopsia.
Damiano Vezzani, 30 anni, apparteneva a una famiglia di correggesi doc, molto conosciuta in paese e impegnata nel volontariato. Il papà Alessandro, laureato in Biologia, rappresentante farmaceutico da poco in pensione e carabiniere di leva per anni, è presidente dell’associazione nazionale carabinieri (Anc) sezione di Correggio, con sede in corso Mazzini, motore di numerose iniziative di volontariato; il padre è anche priore dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, un ente religioso composto da laici che, oltre a seguire il culto eucaristico in San Quirino, organizza processioni, mostre, attività assistenziali e umanitarie. La madre Cristina è impiegata a Carpi in uno studio di amministrazione condominiale. Il fratello minore Tommaso è anche lui un appassionato di moto. Una famiglia da sempre residente a Correggio, nota e inserita nel tessuto parrocchiale e sociale.
Damiano, che abitava da solo con il cane Nera in un appartamento a fianco a quello dei genitori in via Reggio 38, di fianco al distributore di Giavarini, era stato battezzato nella parrocchia della Madonna di Fatima, dove i genitori si sono uniti in matrimonio, dove il ragazzo è cresciuto e dove per diversi anni è stato attivo assieme al padre. Dopo essersi diplomato geometra all’istituto Einaudi di Correggio, Damiano ha lavorato per Unieco, occupandosi tra l’altro dei cantieri di ricostruzione post-sisma. In seguito era passato a un’altra impresa edile. Frequentava le palestre. Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo tutt’altro che imprudente. Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social network. Nessuno poteva immaginare che la sua giovane vita sarebbe stata stroncata in modo così imprevedibile.
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