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Dall’Ungheria a Reggio  per insegnare

Dall’Ungheria a Reggio  per insegnare

REGGIO EMILIA . «Durante i mesi di docenza nell’ateneo reggiano ho vissuto una esperienza importante circa i metodi didattici adottati nelle scuole d’infanzia della vostra città. Lo scriverò in un...

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REGGIO EMILIA . «Durante i mesi di docenza nell’ateneo reggiano ho vissuto una esperienza importante circa i metodi didattici adottati nelle scuole d’infanzia della vostra città. Lo scriverò in un libro». È visibilmente soddisfatta dell’impegno assunto nelle aule di viale Allegri la professoressa ungherese Anikò Vargàné Nagy che insegna nella Facoltà di Pedagogia dell’Università di Debrecen e che si è prestata a tenere, proprio qui da noi, un corso in lingua inglese a 17 studenti di Educazione della Prima Infanzia in prospettiva comparata. Si tratta di 4 giovani Erasmus provenienti da Belgio e Grecia e di 13 italiani di 3 diversi corsi di laurea. Ha visitato le scuole Pascal e San Vincenzo. Altrettanto al Canossa e all’Agorà.
Durante un’assise accademica in Ungheria ha conosciuto il docente reggiano Nicola Barbieri e ha accettato di cimentarsi in questo confronto fra i metodi in vigore nel proprio Paese, che spesso fanno riferimento alle indicazioni della Montessori, ed i principi di Reggio Children in auge al Malaguzzi. C’è da considerare in particolare che la prof. Anikò Vargàné Nagy è specializzata nell’inclusione dei bimbi di famiglie Rom che, ricorda, rappresentano circa l’8-10% della popolazione ungherese. «Tutto ciò – completa – servirà per tutelare sempre meglio i diritti dei bambini e la democrazia negli atelier didattici». Ci sono altri due ricordi che dice incancellabili: «Lo splendido design italiano e il vostro formaggio Parmigiano Reggiano. È di una tale bontà che cercherò di tornare per assaggiarne di nuovo. In Ungheria costa troppo». (l.v.)

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