Il pianto dell’automobilista seduto a terra
L’indiano che era alla guida della Lancia Y consolato dall’amico che viaggiava in macchina con lui
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CORREGGIO. Un silenzio tremendo da parte dei testimoni dello schianto, interrotto dal pianto a dirotto dell’indiano alla guida della Lancia Y, che l’amico passeggero ha cercato invano di consolare, entrambi seduti sul ciglio della strada. Così si è presentato domenica sera lo straziante luogo dell’incidente mortale.
Solo le luci lampeggianti dei mezzi del 118 illuminavano via per Correggio alle 23 di domenica. In un lungo rettilineo, all’altezza del civico 41 e poco lontano da San Martino in Rio, Damiano Vezzani in sella alla sua Honda si è scontrato con una Lancia Y. Il corpo del giovane correggese, coperto da un telo bianco, giaceva a bordo della carreggiata. La moto era una decina di metri più indietro. Nemmeno si riusciva a vedere, perché era finita dentro il fossato che costeggia un lato di via per Correggio. Alla stessa distanza, ma dalla parte opposta, era invece ben visibile la Lancia Y grigia, in bilico sulla sponda di un canale molto più largo e con un metro d’acqua al suo interno.
Hanno assistito alla tragedia alcuni automobilisti, molti dei quali rimasti fermi sul ciglio della strada per capire se quel motociclista fosse un loro conoscente.
Seduti sull’asfalto i due indiani a bordo dalla Lancia Y: sotto choc il conducente, che singhiozzava. In questa tragedia sono stati loro i miracolati, usciti illesi dopo una sbandata di alcuni metri: non si fosse fermata subito dopo la carreggiata, la loro auto sarebbe finita nel canale pieno d’acqua.
All’arrivo della polizia stradale, i due indiani sono stati ascoltati a lungo dagli agenti della Polstrada, che hanno raccolto gli elementi necessari per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. (m.c.)
Solo le luci lampeggianti dei mezzi del 118 illuminavano via per Correggio alle 23 di domenica. In un lungo rettilineo, all’altezza del civico 41 e poco lontano da San Martino in Rio, Damiano Vezzani in sella alla sua Honda si è scontrato con una Lancia Y. Il corpo del giovane correggese, coperto da un telo bianco, giaceva a bordo della carreggiata. La moto era una decina di metri più indietro. Nemmeno si riusciva a vedere, perché era finita dentro il fossato che costeggia un lato di via per Correggio. Alla stessa distanza, ma dalla parte opposta, era invece ben visibile la Lancia Y grigia, in bilico sulla sponda di un canale molto più largo e con un metro d’acqua al suo interno.
Hanno assistito alla tragedia alcuni automobilisti, molti dei quali rimasti fermi sul ciglio della strada per capire se quel motociclista fosse un loro conoscente.
Seduti sull’asfalto i due indiani a bordo dalla Lancia Y: sotto choc il conducente, che singhiozzava. In questa tragedia sono stati loro i miracolati, usciti illesi dopo una sbandata di alcuni metri: non si fosse fermata subito dopo la carreggiata, la loro auto sarebbe finita nel canale pieno d’acqua.
All’arrivo della polizia stradale, i due indiani sono stati ascoltati a lungo dagli agenti della Polstrada, che hanno raccolto gli elementi necessari per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. (m.c.)
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