adesioni in aumento
In piazza della Vittoria 24 Comuni
Nicolini sul corteo integralista: «Non siamo noi la provocazione»
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REGGIO EMILIA . Sono 24 i Comuni della provincia di Reggio che sabato saranno in piazza a dimostrare il loro sostegno al REmilia Pride, il primo Gay Pride Mediopadano che si svolgerà in piazza della Vittoria. Oltre al Comune di Reggio, alla Provincia e alla Regione, manifesteranno per il matrimonio egualitario, tema del Pride, anche i comuni di Albinea, Bagnolo in Piano, Bibbiano, Campagnola, Campegine, Carpineti, Casalgrande, Casina, Castelnovo di sotto, Castellarano, Cavriago, Correggio, Gattatico, Gualtieri, Novellara, Quattro Castella, Rio Saliceto, Rolo, San Martino in Rio, Sant’Ilario d’Enza, San Polo D’Enza, Scandiano e Vezzano sul Crostolo. A questi si affianca il sostegno del Comune di Rubiera, che pur non avendo aderito con un patrocinio formale si è impegnato ad esporre fuori dal Municipio per tutta la giornata la bandiera arcobaleno. «Sono già 23 i comuni della provincia – dice il presidente Alberto Nicolini – che hanno aderito al REmilia Pride, dalla montagna come Carpineti alla Bassa come Gualtieri. Tra questi, di tre in particolare ci rallegriamo: Rubiera, Quatto Castella e Correggio, paesi dove negli ultimi anni hanno avuto luogo gravi eventi omofobi, e che si riscattano inviando un esplicito segnale positivo per la popolazione di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e trans gender, per i loro amici e per le loro famiglie. Questo sostegno ci è di grande aiuto, in un momento in cui il Pride viene contrastato da alcuni estremisti come una “provocazione”».
Il riferimento è alla discussa processione organizzata da gruppi di cattolici integralisti, che sempre sabato hanno organizzato un corteo. «Lo voglio dire chiaramente – aggiunge Nicolini – Il mio essere gay non è una provocazione: è una cosa bella, di cui vado orgoglioso, come orgogliosi dobbiamo essere tutti quando sappiamo essere allegramente noi stessi. Altro che “blasfemia”, il REmilia Pride è una cosa seria: abbiamo invitato amministratori, operatori e cittadini a parlare di come fare meglio a Reggio con temi come transessualità e lavoro, accoglienza ai migranti Lgbti, bullismo scolastico, bambini senza diritti delle famiglie gay e lesbiche, sessualità e disabilità. Il REmilia Pride è inclusione, e i Comuni che aderiscono creano ponti verso il futuro della cittadinanza tutta. In Italia abbiamo davvero tanto bisogno di amministratori di questo tipo».
Tredici realtà del mondo Lgbti – di Emilia, Piemonte, Lombardia e Veneto – collaborano con Arcigay Gioconda all’organizzazione del REmilia Pride, sostenuti da venticinque tra enti locali e privati, associazioni. A questi si aggiungono 138 singoli cittadini che hanno scelto di sostenere il Pride tramite il crowdfunding e oltre 25 sponsor privati, tra cui singoli negozi del centro storico di Reggio: ultima ad avere aderito in ordine di tempo è stata la Cna.
Il riferimento è alla discussa processione organizzata da gruppi di cattolici integralisti, che sempre sabato hanno organizzato un corteo. «Lo voglio dire chiaramente – aggiunge Nicolini – Il mio essere gay non è una provocazione: è una cosa bella, di cui vado orgoglioso, come orgogliosi dobbiamo essere tutti quando sappiamo essere allegramente noi stessi. Altro che “blasfemia”, il REmilia Pride è una cosa seria: abbiamo invitato amministratori, operatori e cittadini a parlare di come fare meglio a Reggio con temi come transessualità e lavoro, accoglienza ai migranti Lgbti, bullismo scolastico, bambini senza diritti delle famiglie gay e lesbiche, sessualità e disabilità. Il REmilia Pride è inclusione, e i Comuni che aderiscono creano ponti verso il futuro della cittadinanza tutta. In Italia abbiamo davvero tanto bisogno di amministratori di questo tipo».
Tredici realtà del mondo Lgbti – di Emilia, Piemonte, Lombardia e Veneto – collaborano con Arcigay Gioconda all’organizzazione del REmilia Pride, sostenuti da venticinque tra enti locali e privati, associazioni. A questi si aggiungono 138 singoli cittadini che hanno scelto di sostenere il Pride tramite il crowdfunding e oltre 25 sponsor privati, tra cui singoli negozi del centro storico di Reggio: ultima ad avere aderito in ordine di tempo è stata la Cna.
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