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Municipio, arriva il rimborso chilometrico 

Municipio, arriva il rimborso chilometrico 

A usufruirne gli amministratori che vivono fuori Reggio e raggiungono il Comune con la loro auto 

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REGGIO EMILIA. Da oggi gli amministratori comunali di Reggio Emilia che vivono fuori città e devono raggiungere con la propria auto il municipio avranno diritto ad un rimborso chilometrico. Lo prevede una delibera approvata ieri sera in consiglio comunale in adeguamento ad un cambio della normativa. Il provvedimento ha incassato 19 voti favorevoli (Mdp, Pd e Si), quattro contrari (M5s) e sette astenuti (Fi, Grande Reggio Alleanza Civica, Lista Civica Magenta-Alleanza Civica, Lega Nord e Saccardi del Pd).
Si stima che gli importi saranno però modesti, mentre insieme alla delibera è stato approvato un ordine del giorno, presentato dalla consigliera civica Cinzia Rubertelli, che chiede di «predisporre nella sezione “amministrazione trasparente” del sito del comune la pubblicazione delle spese di viaggio con mezzo proprio sostenute dagli amministratori comunali per raggiungere la sede comunale, ripartite per singolo consigliere». A proposito di trasparenza si avvia inoltre all'approvazione, sempre in Sala del Tricolore, un ordine del giorno presentato dal consigliere civico Cesare Bellentani, sottoscritto anche da Pd e M5s, che chiede di rendere noti sul sito comunali gli orari di entrata e uscita dei consiglieri alle riunioni delle commissioni e alle sedute di consiglio. Attività che nel 2016 sono costate poco più di 130.000 euro in gettoni di presenza, e 46.000 per i primi quattro mesi del 2017.
Il no del M5s è così motivato dalla consigliera Silvia Incerti: «Noi, come Movimento 5 Stelle, siamo profondamente dispiaciuti che ad oggi, non si abbia un minimo di ritegno rispetto a temi come questo. Con il tasso disoccupazione in costante crescita, le piccole aziende che chiudono giorno dopo giorno, ci viene chiesto da un componente della Giunta Comunale, di approvare una proposta di delibera di questo tipo. Siamo assolutamente contrari alla discussione di proposte di delibera di questa specie, e siamo assolutamente contrari ad una politica fatta di privilegi. Chi siamo noi, per caso migliori o più importanti di operai, oppure di insegnati o di liberi professionisti che quotidianamente per raggiungere il posto di lavoro, devono percorrere 30/40/60 chilometri? A loro chi rimborsa le spese di viaggio?».

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