Nuovo risiko tra i dirigenti Il Comune riapre le danze
di Enrico Lorenzo Tidona
Meggiato ha ottenuto il trasferimento in Regione: interim al capo dei vigili urbani Le opposizioni chiedono chiarezza, bando di selezione pronto dopo l’estate
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REGGIO EMILIA. Non c’è pace per il comune di Reggio Emilia. Dopo l’addio dell’ex dirigente plenipotenziario Antonio Russo - che con il suo pensionamento nel 2016 aveva creato una voragine nella gestione delle deleghe - se ne è andato anche Alessandro Meggiato, passato ora in Regione Emilia-Romagna. Il dirigente della mobilità, apprezzato e considerato uno dei perni della macchina organizzativa del Comune di Reggio Emilia, ha liberato una poltrona piuttosto rilevante in pianta organica per prendere servizio a Bologna. Il suo “rimpiazzo”, per ora, non è ancora giunto ma il sindaco Luca Vecchi è pronto ad aprire un processo di selezione entro novembre per aggiungere una nuova pedina al suo scacchiere, ingrandendo così la sua impronta in municipio.
La partenza di Meggiato non è per ora senza conseguenze. Per coprire il vuoto si è ricorsi ancora una volta ad un interim, pratica usata a piene mani in città. Al posto del dirigente uscente è stato nominato a capo della mobilità il comandante della polizia municipale, Stefano Poma, che dovrà dividersi tra le due incombenze visto l’interim assegnatogli.
Un quadro che si complica a causa della concentrazione di deleghe in poche mani, sempre le stesse, dinamica creata anche dalle maglie strette della riforma Madia che prevede assunzioni solo in caso di uscite.
La questione, secondo le opposizioni in consiglio comunale che ieri hanno presentato un ordine del giorno urgente, non è di poco conto per due ordini di motivi. Il primo riguarda la gestione dei servizi d’area: i quattro grandi settori - che a grappolo gestiscono i servizi comunali - sono in mano a due soli dirigenti dopo l’uscita di Russo, dirigente comunale e direttore d'area con molte deleghe, capo della polizia municipale che faceva per tre. Si tratta di Massimo Magnani (capo dell’area competitività e innovazione sociale con l’interim per l’area risorse del territorio) e Giordano Gasparini (capo dell’area dei servizi alla persona con l’interim ai servizi alla città). Proprio Gasparini era dato in uscita verso la pensione. Un’altra grossa criticità scampata, visto che avrebbe assicurato al sindaco che rimarrà al suo posto, sconfessando le voci che lo volevano dimissionario. Blindato Gasparini, resta il peso specifico degli “interim” in pianta organica. Sono ben 11 quelli assegnati a dirigenti e funzionari, che da tempo compiono uno sforzo non indifferente per tamponare le posizioni lasciate vacanti. A mettere una pezza sulla complessa macchina comunale c’è da meno di un anno il segretario generale, Roberto Maria Carbonara, che lavora a stretto contatto con il sindaco e deve stringere i denti per far girare a pieni giri la macchina comunale. Prima di Carbonara c’era Rosa Iovinella, ex segretario che aveva fatto però i bagagli dopo una breve esperienza a Reggio: posizione che era stata coperta per un po’ di tempo sempre ad interim da Alberto Bevilacqua, storico dirigente ora a capo dei servizi ai cittadini.
Il mosaico non è certo facile da comporre, essendo le tessere sempre in movimento. Dei 21 dirigenti ora in organico, solo 9 sono poi a tempo indeterminato. Ben 12 possono contare solo su contratti a tempo determinato, che vengono rinnovati senza colpo ferire ma restituiscono una realtà ingabbiata da regolamenti penalizzanti e che costringono il comune a una gestione continua delle posizioni.
Per Alleanza Civica, per il comandante della polizia municipale Poma, si configura peraltro una dicotomia: con l’interim, infatti, è sottoposto a due dirigenti di area diversi, Gasparimi e Magnani. E nelle sue mani ha di fatto due deleghe impegnative, sulle quali la consigliera Cinzia Rubertelli ha chiesto di spiegare la ratio così come di avviare il prima possibile la selezione del nuovo dirigente.
La partenza di Meggiato non è per ora senza conseguenze. Per coprire il vuoto si è ricorsi ancora una volta ad un interim, pratica usata a piene mani in città. Al posto del dirigente uscente è stato nominato a capo della mobilità il comandante della polizia municipale, Stefano Poma, che dovrà dividersi tra le due incombenze visto l’interim assegnatogli.
Un quadro che si complica a causa della concentrazione di deleghe in poche mani, sempre le stesse, dinamica creata anche dalle maglie strette della riforma Madia che prevede assunzioni solo in caso di uscite.
La questione, secondo le opposizioni in consiglio comunale che ieri hanno presentato un ordine del giorno urgente, non è di poco conto per due ordini di motivi. Il primo riguarda la gestione dei servizi d’area: i quattro grandi settori - che a grappolo gestiscono i servizi comunali - sono in mano a due soli dirigenti dopo l’uscita di Russo, dirigente comunale e direttore d'area con molte deleghe, capo della polizia municipale che faceva per tre. Si tratta di Massimo Magnani (capo dell’area competitività e innovazione sociale con l’interim per l’area risorse del territorio) e Giordano Gasparini (capo dell’area dei servizi alla persona con l’interim ai servizi alla città). Proprio Gasparini era dato in uscita verso la pensione. Un’altra grossa criticità scampata, visto che avrebbe assicurato al sindaco che rimarrà al suo posto, sconfessando le voci che lo volevano dimissionario. Blindato Gasparini, resta il peso specifico degli “interim” in pianta organica. Sono ben 11 quelli assegnati a dirigenti e funzionari, che da tempo compiono uno sforzo non indifferente per tamponare le posizioni lasciate vacanti. A mettere una pezza sulla complessa macchina comunale c’è da meno di un anno il segretario generale, Roberto Maria Carbonara, che lavora a stretto contatto con il sindaco e deve stringere i denti per far girare a pieni giri la macchina comunale. Prima di Carbonara c’era Rosa Iovinella, ex segretario che aveva fatto però i bagagli dopo una breve esperienza a Reggio: posizione che era stata coperta per un po’ di tempo sempre ad interim da Alberto Bevilacqua, storico dirigente ora a capo dei servizi ai cittadini.
Il mosaico non è certo facile da comporre, essendo le tessere sempre in movimento. Dei 21 dirigenti ora in organico, solo 9 sono poi a tempo indeterminato. Ben 12 possono contare solo su contratti a tempo determinato, che vengono rinnovati senza colpo ferire ma restituiscono una realtà ingabbiata da regolamenti penalizzanti e che costringono il comune a una gestione continua delle posizioni.
Per Alleanza Civica, per il comandante della polizia municipale Poma, si configura peraltro una dicotomia: con l’interim, infatti, è sottoposto a due dirigenti di area diversi, Gasparimi e Magnani. E nelle sue mani ha di fatto due deleghe impegnative, sulle quali la consigliera Cinzia Rubertelli ha chiesto di spiegare la ratio così come di avviare il prima possibile la selezione del nuovo dirigente.
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