Ruba 600 euro di “Gratta” il cliente va sotto processo
San Martino in Rio: il furto mentre il commerciante si era allontanato dal banco La figlia del titolare: «L’ho riconosciuto nei filmati, infilava i pacchi nella giacca»
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SAN MARTINO IN RIO. In due giorni – nel settembre 2014 – erano spariti dalla tabaccheria in centro a San Martino in Rio ben sei pacchetti di Gratta e vinci per un valore complessivo di seicento euro.
Per il commerciante e i carabinieri si trattava di un vero e proprio furto e a quasi tre anni dalla denuncia la vicenda è stata ripercorsa ieri in tribunale a Reggio. Sotto processo c’è l’algerino 47enne Abdelmadjid Radjetti, ma il nordafricano è una sorta di fantasma: di lui non sa più nulla, nemmeno chi lo difende d’ufficio, cioè l’avvocato Sarah Casarini (è stato effettivamente espulso?).
La figlia del tabaccaio ha spiegato – ieri in aula – d’avere in pratica risolto il caso guardando con attenzione i filmati del sistema interno di videosorveglianza. In pratica il ladro ha approfittato per due volte – il 26 e il 27 settembre 2014 – del fatto che il titolare era solo ed impegnato in un’altra parte del negozio. Con mossa rapida ha arraffato i pacchetti di “grattini”, infilandoli nella giacca per poi andarsene indisturbato. «Mio padre non poteva vedere quello che stava facendo quell’uomo – rimarca la figlia in udienza – ma dai filmati un’idea del ladro me la sono fatta, notando alcuni particolari a partire dal cappellino, e quando l’ho visto entrare in tabaccheria pochi giorni dopo l’ho riconosciuto. In quell’occasione tutto è filato liscio, ma appena è uscito ho chiamato i carabinieri». Poco dopo il nordafricano è stato bloccato in strada dai militari. Lui ha negato coinvolgimenti nei furti. «Mancano le condizioni di procedibilità perché la denuncia è stata fatta non dal titolare ma dalla figlia – dice ai cronisti l’avvocato Casarini a fine udienza – e poi non è provato che a rubare sia stato Radjetti». Se ne riparlerà in aula il 25 settembre.(t.s.)
Per il commerciante e i carabinieri si trattava di un vero e proprio furto e a quasi tre anni dalla denuncia la vicenda è stata ripercorsa ieri in tribunale a Reggio. Sotto processo c’è l’algerino 47enne Abdelmadjid Radjetti, ma il nordafricano è una sorta di fantasma: di lui non sa più nulla, nemmeno chi lo difende d’ufficio, cioè l’avvocato Sarah Casarini (è stato effettivamente espulso?).
La figlia del tabaccaio ha spiegato – ieri in aula – d’avere in pratica risolto il caso guardando con attenzione i filmati del sistema interno di videosorveglianza. In pratica il ladro ha approfittato per due volte – il 26 e il 27 settembre 2014 – del fatto che il titolare era solo ed impegnato in un’altra parte del negozio. Con mossa rapida ha arraffato i pacchetti di “grattini”, infilandoli nella giacca per poi andarsene indisturbato. «Mio padre non poteva vedere quello che stava facendo quell’uomo – rimarca la figlia in udienza – ma dai filmati un’idea del ladro me la sono fatta, notando alcuni particolari a partire dal cappellino, e quando l’ho visto entrare in tabaccheria pochi giorni dopo l’ho riconosciuto. In quell’occasione tutto è filato liscio, ma appena è uscito ho chiamato i carabinieri». Poco dopo il nordafricano è stato bloccato in strada dai militari. Lui ha negato coinvolgimenti nei furti. «Mancano le condizioni di procedibilità perché la denuncia è stata fatta non dal titolare ma dalla figlia – dice ai cronisti l’avvocato Casarini a fine udienza – e poi non è provato che a rubare sia stato Radjetti». Se ne riparlerà in aula il 25 settembre.(t.s.)
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