Sanità, stretta in Regione contro la corruzione dei medici
Prevista anche per l'Ausl di Reggio la rotazione obbligatoria degli incarichi, un codice di comportamento unico per i dipendenti e l'introduzione della responsabilità disciplinare. Venturi: "Non tolleriamo nessuna zona grigia"
REGGIO EMILIA Arriva la stretta della Regione Emilia-Romagna per combattere la corruzione in sanità. In particolare, per la prima volta viene previsto per legge l'obbligo per i dirigenti sanitari di presentare una dichiarazione annuale sui benefici ricevuti da terzi.
In caso di dichiarazione mendace o assente, scatterà il provvedimento disciplinare. La norma è stata approvata martedì in Assemblea legislativa, all'interno del progetto di legge per la fusione degli ospedali di Reggio
Emilia.
«C'è un livello grigio - segnala in aula l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi - attraverso cui pochissimi personaggi traggono profitti illegali e ottengono il risultato inquietante di infangare il lavoro dei 60.000 operatori che fanno del nostro sistema sanitario uno dei più invidiati. Questo non lo possiamo accettare».
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Le nuove regole valgono per tutte le aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna. nella legge viene ribadito l'obbligo all'autorizzazione da parte del comitato etico aziendale in caso di sperimentazioni sui pazienti. Prevista inoltre la rotazione obbligatoria degli incarichi, in particolare quelli dirigenziali.
«E' chiaro che per i primari non è sempre possibile - sottolinea Venturi - ma ovunque si può, si deve fare. Non si possono avere le stesse persone da 20 anni in posti sensibili».
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