Unimore lancia Turnitin «Smaschera tesi copiate»
di Stefano Luppi
L’università di Reggio fra le prime in Italia a dotarsi di un software antiplagio «Educherà gli studenti a non riprodurre elaborati già svolti da altri per le lauree»
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REGGIO EMILIA . Cari studenti che, con una scelta scellerata, decidete di copiare la tesi di Laurea, sappiate che è finita. L’università di Modena e Reggio Emilia presenta infatti domani “Turnitin”, un software che si appoggia a un archivio digitale internazionale grazie al quale sarà possibile rintracciare il laureando che copia. Unimore sta anche decidendo quali sanzioni applicare nel caso dello studente “copione”: per ora si conta sull’effetto deterrenza e di messa in guardia agendo su quella che l’università chiama “palestra di onestà”. L’università di Modena e Reggio è una delle prime in Italia a dotarsi di questo controllo informatico, ma il sistema è già ben noto a livello internazionale come spiega il professor Marco Sola, delegato per la didattica dell’ateneo. «“Turnitin” è un software antiplagio che servirà a educare gli studenti a non copiare elaborati già svolti per le tesi visto che la copiatura e il plagio sono ampiamente diffusi a livello editoriale. In passato, in Italia e all’estero, anche tanti docenti sono stati trovati a copiare. Ci siamo posti questo problema già un paio di anni fa e dopo avere sondato alcune aziende tra le tante che producono questi software abbiamo iniziato. Della vicenda si sono occupati Andrea Sacchetti, presidente della conferenza dei direttori di Unimore e Maria Raffaella Ingrosso del sistema bibliotecario d’ateneo».
Come funziona?
«Il software scandaglia il web, un po’ come fa Google inoltre confronta ogni riga della tesi del laureando con un database che contiene milioni di tesi. In questo modo il prof relatore può capire quanto ha copiato lo studente e addirittura la percentuale di copiatura».
È diffusa la copiatura?
«Non ho dati e per la nostra università non mi sono mai arrivate voci, ma certo ora la maglia si fa molto stretta e si farà molta fatica a farla franca. In questo modo compiamo sia una azione preventiva che educativa evitando che si arrivi al plagio. Ricordo che poiché il titolo di laurea ha valore legale copiare dei dati è una frode bella e buona».
Cosa significa esattamente copiare?
«Ci sono due livelli, quello della laurea triennale e quello della specialistica al termine dei cinque anni. Dopo tre anni si richiede allo studente non tanto l’originalità del dato proposto nella tesi, ma l’originalità della elaborazione dello studente. Nella laurea magistrale invece è il dato di ricerca quel che conta e qui appunto è plagio se copi quello di un altro».
Ci sono casi eclatanti?
«Per quanto riguarda studenti non saprei, tendiamo a prevenire come le dicevo. Per quanto riguarda i docenti, visto che le maggiori riviste scientifiche spesso si dotano di strumenti innovativi e di indagini come quelli descritti, invece qualche caso c’è. Alcuni mesi fa ne ricordo uno a Bologna e in passato altri casi in Danimarca e in Inghilterra. Alcuni docenti persero il posto. Pensi anche al caso recente che metteva in relazione le vaccinazioni e l’autismo, una autentica bufala scoperta grazie a un software simile a quello da noi messo in campo».
Prevedete sanzioni per gli studenti trovati a copiare?
«Entro pochi mesi daremo vita a un regolamento per gli studenti con anche norme legate alla disciplina e alle sanzioni previste».
Come funziona?
«Il software scandaglia il web, un po’ come fa Google inoltre confronta ogni riga della tesi del laureando con un database che contiene milioni di tesi. In questo modo il prof relatore può capire quanto ha copiato lo studente e addirittura la percentuale di copiatura».
È diffusa la copiatura?
«Non ho dati e per la nostra università non mi sono mai arrivate voci, ma certo ora la maglia si fa molto stretta e si farà molta fatica a farla franca. In questo modo compiamo sia una azione preventiva che educativa evitando che si arrivi al plagio. Ricordo che poiché il titolo di laurea ha valore legale copiare dei dati è una frode bella e buona».
Cosa significa esattamente copiare?
«Ci sono due livelli, quello della laurea triennale e quello della specialistica al termine dei cinque anni. Dopo tre anni si richiede allo studente non tanto l’originalità del dato proposto nella tesi, ma l’originalità della elaborazione dello studente. Nella laurea magistrale invece è il dato di ricerca quel che conta e qui appunto è plagio se copi quello di un altro».
Ci sono casi eclatanti?
«Per quanto riguarda studenti non saprei, tendiamo a prevenire come le dicevo. Per quanto riguarda i docenti, visto che le maggiori riviste scientifiche spesso si dotano di strumenti innovativi e di indagini come quelli descritti, invece qualche caso c’è. Alcuni mesi fa ne ricordo uno a Bologna e in passato altri casi in Danimarca e in Inghilterra. Alcuni docenti persero il posto. Pensi anche al caso recente che metteva in relazione le vaccinazioni e l’autismo, una autentica bufala scoperta grazie a un software simile a quello da noi messo in campo».
Prevedete sanzioni per gli studenti trovati a copiare?
«Entro pochi mesi daremo vita a un regolamento per gli studenti con anche norme legate alla disciplina e alle sanzioni previste».
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