correggio
Addio a Avio Pinotti, simbolo dei partigiani
Se ne va un pezzo di storia, con il nome Athos fu tra i primi a combattere in montagna
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CORREGGIO. Addio al “ribelle” dai modi gentili. Lunedì sera è morto all’ospedale San Sebastiano il 92enne partigiano correggese Avio Pinotti, nome di battaglia Athos.
Nel 2010, assieme a Monica Barlettati, aveva scritto una biografia chiamata “I racconti del ribelle”, nella quale raccontava la sua lunga militanza partigiana prima in montagna e poi nel correggese. In quel periodo aveva conosciuto anche il futuro Giusto fra le nazioni don Enzo Boni Baldoni, sacerdote di Cavriago che durante il conflitto salvò la vita a una famiglia ebrea in fuga.
Pinotti è uno dei simboli della storia correggese dagli anni Quaranta ad oggi, giovanissimo militante comunista, amministratore, operaio, cordialissimo testimone. Negli ultimi vent’anni ha preso parte a tanti progetti sulla memoria, dai Sentieri Partigiani di Istoreco all’evento correggese sulla Resistenza europea.
Per 47 anni presidente dell’Anpi correggese, si era dimesso nel 2002 mantenendo la carica di presidente onorario. Vedovo di Marina Salami, sposata nel 1946, lascia i figli Diana e Massimo, i nipoti Fabio, Laura e Francesco e i pronipoti Saverio, Clarissa e Diletta. Il funerale si terrà oggi pomeriggio in forma civile. Il corteo alle 16 partirà dalla camera mortuaria dell’ospedale correggese e raggiungerà il cimitero locale per una sosta, prima di proseguire per Reggio.
Nato in una famiglia di mezzadri a San Martino in Rio, inizia a lavorare a 7 anni. Nel 1943 viene arruolato e dopo l’armistizio si unisce alle nasciture formazioni partigiane: è uno dei primi quattro correggesi a salire in montagna. Nell’estate 1944 torna in pianura e qui crea e guida la squadra Sap di Lemizzone, prima di entrare nel distaccamento celere “Vittorio Borghi”; le due formazioni fanno parte della 77ª Brigata Sap “F. lli Manfredi”. Dopo la guerra opera come poliziotto e poi torna in campagna come mezzadro, partecipando alle lotte agrarie del 1948. Frequenta la scuola del Pci e diventa segretario della sezione di Lemizzone. Altri anni in giro per l’Italia con le Brigate Costruttori del Pci e il ritorno a casa, dove fa il manovale e poi fonda una cooperativa di allevamento suino. A lungo consigliere comunale, nel 1960 è assessore con l’amato sindaco Renzo Testi.(adr.ar.)
Nel 2010, assieme a Monica Barlettati, aveva scritto una biografia chiamata “I racconti del ribelle”, nella quale raccontava la sua lunga militanza partigiana prima in montagna e poi nel correggese. In quel periodo aveva conosciuto anche il futuro Giusto fra le nazioni don Enzo Boni Baldoni, sacerdote di Cavriago che durante il conflitto salvò la vita a una famiglia ebrea in fuga.
Pinotti è uno dei simboli della storia correggese dagli anni Quaranta ad oggi, giovanissimo militante comunista, amministratore, operaio, cordialissimo testimone. Negli ultimi vent’anni ha preso parte a tanti progetti sulla memoria, dai Sentieri Partigiani di Istoreco all’evento correggese sulla Resistenza europea.
Per 47 anni presidente dell’Anpi correggese, si era dimesso nel 2002 mantenendo la carica di presidente onorario. Vedovo di Marina Salami, sposata nel 1946, lascia i figli Diana e Massimo, i nipoti Fabio, Laura e Francesco e i pronipoti Saverio, Clarissa e Diletta. Il funerale si terrà oggi pomeriggio in forma civile. Il corteo alle 16 partirà dalla camera mortuaria dell’ospedale correggese e raggiungerà il cimitero locale per una sosta, prima di proseguire per Reggio.
Nato in una famiglia di mezzadri a San Martino in Rio, inizia a lavorare a 7 anni. Nel 1943 viene arruolato e dopo l’armistizio si unisce alle nasciture formazioni partigiane: è uno dei primi quattro correggesi a salire in montagna. Nell’estate 1944 torna in pianura e qui crea e guida la squadra Sap di Lemizzone, prima di entrare nel distaccamento celere “Vittorio Borghi”; le due formazioni fanno parte della 77ª Brigata Sap “F. lli Manfredi”. Dopo la guerra opera come poliziotto e poi torna in campagna come mezzadro, partecipando alle lotte agrarie del 1948. Frequenta la scuola del Pci e diventa segretario della sezione di Lemizzone. Altri anni in giro per l’Italia con le Brigate Costruttori del Pci e il ritorno a casa, dove fa il manovale e poi fonda una cooperativa di allevamento suino. A lungo consigliere comunale, nel 1960 è assessore con l’amato sindaco Renzo Testi.(adr.ar.)
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