Col coltello minaccia il figlio: denunciato
Nei guai un disoccupato che chiedeva al familiare soldi per le sigarette, di fronte al rifiuto è andato su tutte le furie
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BORETTO. Ha chiesto i soldi per comprarsi le sigarette e di fronte al rifiuto del figlio, che non aveva a sua volta denaro, non ha esitato a minacciarlo con un coltello. Per questo un disoccupato di 63 anni, originario della Sicilia e residente a Boretto, è stato denunciato dai carabinieri del paese alla procura reggiana per porto abusivo di armi e minaccia aggravata.
L’episodio è iniziato nell’appartamento della famiglia, dove è scoppiata la discussione tra il padre e il figlio. L’uomo pretendeva i soldi per comprarsi le sigarette ma il famigliare non li aveva e non ha potuto esaudire a questa richiesta, formulata in modo sempre più pressante. La lite è presto degenerata e quando il figlio è sceso in cortile e ha inforcato la sua bicicletta per andarsene è arrivato il padre come una furia che ha estratto un coltello. Di fronte a questa minaccia il figlio ha scagliato la sua bicicletta contro il genitore, nell’intento di disarmarlo e impedirgli di concretizzare i suoi propositi.
Nel frattempo le urla hanno attirato l’attenzione dei vicini di casa, che si sono spaventati per la violenza della scena alla quale stavano assistendo. Subito una pattuglia di carabinieri di Boretto, raccolta la segnalazione, è intervenuta sul posto.
Di fronte ai militari l’aggressore, che nel frattempo si era sbarazzato del coltellino non appena aveva visto le divise, ha cercato di ribaltare la verità dei fatti. Il disoccupato ha infatti sostenuto che era stato il figlio ad aggredirlo lanciandogli contro la bicicletta, omettendo il particolare del coltello.
I carabinieri di Boretto a quel punto hanno ascoltato alcuni testimoni e dopo un sopralluogo nei pressi del cortile hanno trovato, dietro a una siepe, il coltello utilizzato per le minacce.
A quel punto, una volta raccolti tutti gli elementi utili, i militari hanno denunciato alla procura reggiana il disoccupato 63enne per minacce aggravate e porto abusivo di armi.
L’intervento di Boretto non è certo una rarità per i carabinieri, che spesso si trovano a dovere intervenire per sedare liti in famiglia più o meno violente.
Nel 2016 i militari reggiani sono dovuti intervenire cinque volte al giorno (ben 1.800 volte in un anno) per problemi tra le mura domestiche. (j.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’episodio è iniziato nell’appartamento della famiglia, dove è scoppiata la discussione tra il padre e il figlio. L’uomo pretendeva i soldi per comprarsi le sigarette ma il famigliare non li aveva e non ha potuto esaudire a questa richiesta, formulata in modo sempre più pressante. La lite è presto degenerata e quando il figlio è sceso in cortile e ha inforcato la sua bicicletta per andarsene è arrivato il padre come una furia che ha estratto un coltello. Di fronte a questa minaccia il figlio ha scagliato la sua bicicletta contro il genitore, nell’intento di disarmarlo e impedirgli di concretizzare i suoi propositi.
Nel frattempo le urla hanno attirato l’attenzione dei vicini di casa, che si sono spaventati per la violenza della scena alla quale stavano assistendo. Subito una pattuglia di carabinieri di Boretto, raccolta la segnalazione, è intervenuta sul posto.
Di fronte ai militari l’aggressore, che nel frattempo si era sbarazzato del coltellino non appena aveva visto le divise, ha cercato di ribaltare la verità dei fatti. Il disoccupato ha infatti sostenuto che era stato il figlio ad aggredirlo lanciandogli contro la bicicletta, omettendo il particolare del coltello.
I carabinieri di Boretto a quel punto hanno ascoltato alcuni testimoni e dopo un sopralluogo nei pressi del cortile hanno trovato, dietro a una siepe, il coltello utilizzato per le minacce.
A quel punto, una volta raccolti tutti gli elementi utili, i militari hanno denunciato alla procura reggiana il disoccupato 63enne per minacce aggravate e porto abusivo di armi.
L’intervento di Boretto non è certo una rarità per i carabinieri, che spesso si trovano a dovere intervenire per sedare liti in famiglia più o meno violente.
Nel 2016 i militari reggiani sono dovuti intervenire cinque volte al giorno (ben 1.800 volte in un anno) per problemi tra le mura domestiche. (j.d.p.)
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