montecchio
Luigi Pecchini premiato per il libro “La nave dell’Enza”
di Alessandro Zelioli
MONTECCHIO. Sono due gli artisti reggiani recentemente premiati alla 22ª edizione della rassegna internazionale “Padus Amoenus” tenutasi a Sissa, in provincia di Parma. Secondo posto per Luigi...
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MONTECCHIO. Sono due gli artisti reggiani recentemente premiati alla 22ª edizione della rassegna internazionale “Padus Amoenus” tenutasi a Sissa, in provincia di Parma. Secondo posto per Luigi Pecchini, poeta e scrittore montecchiese pluripremiato, grazie al suo libro “La nave dell’Enza”, che nella categoria saggistica edita si è visto scavalcato solo da Mario Landolfi di Recate (Caserta). Terzo, invece, per la poetessa reggiana Lucia Gianferrari con la sua “Parla il vento”, nella categoria poesia singola inedita.
Pecchini, non nuovo a riconoscimenti per i suoi scritti, nel libro edito da Gianni Bizzocchi Editore e stampato dalla Nuova Tipolito racconta la storia della nave spesso narrata a voce dai più anziani cittadini dell’Enza.
Un sunto di un’ottantina di pagine già riedito con foto e documenti nuovi, visto il grande successo della prima edizione, sulla storia del traghetto che veniva usato per attraversare l’Enza quando i ponti ancora non esistevano. In particolare, Pecchini narra la querelle durata quarant’anni tra la famiglia Torelli di Montechiarugolo e il Comune di Parma, che si risolse solo grazie agli interventi di papi, re, duchi, governatori e all’opera dei frati di Ponte Taro.
Nella storia, ambientata nel 1500, si parla della nave che serviva per attraversare l’Enza e per la quale si dovevano pagare dazi ai potenti di turno. Ancora non esisteva il ponte che collega Montecchio con Montechiarugolo – ora Ponte del Tricolore, eretto nel 1897 – e per questo esistevano attraversamenti gestiti dai padroni terrieri o dal Comune di Parma. La narrazione si snoda in oltre quattro secoli di storia – la navigazione, che ebbe il proprio sviluppo in epoca medioevale, durò fino al 1923 – e racconta anche aneddoti legati alla vita difficile di chi, attraversando il fiume, doveva lavorare.
Pecchini, non nuovo a riconoscimenti per i suoi scritti, nel libro edito da Gianni Bizzocchi Editore e stampato dalla Nuova Tipolito racconta la storia della nave spesso narrata a voce dai più anziani cittadini dell’Enza.
Un sunto di un’ottantina di pagine già riedito con foto e documenti nuovi, visto il grande successo della prima edizione, sulla storia del traghetto che veniva usato per attraversare l’Enza quando i ponti ancora non esistevano. In particolare, Pecchini narra la querelle durata quarant’anni tra la famiglia Torelli di Montechiarugolo e il Comune di Parma, che si risolse solo grazie agli interventi di papi, re, duchi, governatori e all’opera dei frati di Ponte Taro.
Nella storia, ambientata nel 1500, si parla della nave che serviva per attraversare l’Enza e per la quale si dovevano pagare dazi ai potenti di turno. Ancora non esisteva il ponte che collega Montecchio con Montechiarugolo – ora Ponte del Tricolore, eretto nel 1897 – e per questo esistevano attraversamenti gestiti dai padroni terrieri o dal Comune di Parma. La narrazione si snoda in oltre quattro secoli di storia – la navigazione, che ebbe il proprio sviluppo in epoca medioevale, durò fino al 1923 – e racconta anche aneddoti legati alla vita difficile di chi, attraversando il fiume, doveva lavorare.
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