Minacciato con un tirapugni da un bullo
Bagnolo, sul treno Reggio-Guastalla la disavventura di uno studente vittima di un minorenne
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BAGNOLO. Uno studente 18enne di Bagnolo è stato minacciato da un altro studente minorenne con un tirapugni con le punte sul treno dei pendolari Reggio-Guastalla.
Lo rende noto la madre della vittima, Elena Sberveglieri, attiva nel comitato “Gruppo ritardo Reggio-Guastalla”, nato per segnalare i disservizi della tratta ai vertici Tper.
Il diciottenne frequenta l’Ipsia in città e l’episodio è accaduto all’uscita delle lezioni, sul convoglio delle 14.15 che parte dalla stazione di Reggio. La premessa è accaduta proprio in stazione, nelle strette scale del sottopasso, dove lo studente in compagnia di amici ha urtato un altro studente straniero, anch’egli con amici.
«Il bullo lo ha minacciato a parole – racconta Elena –. Una volta partito il treno, il ragazzo ha cominciato a prendere in giro mio figlio, rubandogli il cappellino e giocandoci».
Quando il diciottenne si è ripreso il cappellino, lo sfidante ha tirato fuori un tirapugni in ferro con le punte: «Se non stai attento, ti faccio male». Tutto si è risolto per il meglio, visto che gli amici sono intervenuti a difesa del diciottenne e l’altro gruppo ha desistito, cambiando carrozza.
«Non voglio sporgere denuncia, mio figlio quel ragazzo lo conosce di vista, è un minore e non voglio procurargli guai – commenta la mamma –. Mi preme però rendere noto che i bulletti non sono solo a scuola ma anche sui mezzi pubblici. Capita anche questo, sui treni pendolari superaffollati: gente che gira armata».
Elena sottolinea di aver segnalato l’episodio al capotreno, che è rimasto sorpreso. «L’importante, nel caso in cui qualcun altro si trovi in difficoltà, è rivolgersi alla cabina del capotreno o direttamente al macchinista, in testa al convoglio: certo non è immediato, ma è giusto non passare sopra ad episodi del genere». (am.p.)
Lo rende noto la madre della vittima, Elena Sberveglieri, attiva nel comitato “Gruppo ritardo Reggio-Guastalla”, nato per segnalare i disservizi della tratta ai vertici Tper.
Il diciottenne frequenta l’Ipsia in città e l’episodio è accaduto all’uscita delle lezioni, sul convoglio delle 14.15 che parte dalla stazione di Reggio. La premessa è accaduta proprio in stazione, nelle strette scale del sottopasso, dove lo studente in compagnia di amici ha urtato un altro studente straniero, anch’egli con amici.
«Il bullo lo ha minacciato a parole – racconta Elena –. Una volta partito il treno, il ragazzo ha cominciato a prendere in giro mio figlio, rubandogli il cappellino e giocandoci».
Quando il diciottenne si è ripreso il cappellino, lo sfidante ha tirato fuori un tirapugni in ferro con le punte: «Se non stai attento, ti faccio male». Tutto si è risolto per il meglio, visto che gli amici sono intervenuti a difesa del diciottenne e l’altro gruppo ha desistito, cambiando carrozza.
«Non voglio sporgere denuncia, mio figlio quel ragazzo lo conosce di vista, è un minore e non voglio procurargli guai – commenta la mamma –. Mi preme però rendere noto che i bulletti non sono solo a scuola ma anche sui mezzi pubblici. Capita anche questo, sui treni pendolari superaffollati: gente che gira armata».
Elena sottolinea di aver segnalato l’episodio al capotreno, che è rimasto sorpreso. «L’importante, nel caso in cui qualcun altro si trovi in difficoltà, è rivolgersi alla cabina del capotreno o direttamente al macchinista, in testa al convoglio: certo non è immediato, ma è giusto non passare sopra ad episodi del genere». (am.p.)
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