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Morto nello schianto con la moto Il giudice autorizza i funerali 

di Ambra Prati
Morto nello schianto con la moto Il giudice autorizza i funerali 

Correggio, nessuna autopsia su Damiano Vezzani, 30 anni. Stasera il rosario a casa, domani le esequie Il ritratto del padre: «Autonomo e creativo, seguiva i cantieri post sisma e aveva annullato le ferie»

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CORREGGIO. «Quella moto ce l’aveva da dieci anni e non è mai accaduto nulla: Damiano era prudente. Una fatalità che non ci spieghiamo». La voce di Alessandro Vezzani, papà di Damiano, il motociclista trentenne morto in un incidente stradale domenica sera, a tratti si incrina. Il papà riesce a fatica a tenere a bada il dolore per la perdita del figlio, volato a metri di distanza e trovato riverso su un campo dopo aver tamponato un’auto.
Quella domenica Alessandro aveva partecipato al matrimonio di un amico. «Rientrato a casa ha preso la moto: non ci ha detto dove andava, ma il luogo di ritrovo abituale della sua compagnia di amici è un bar a San Martino, dove supponiamo si sia recato – prosegue Vezzani –. Damiano andava sempre a letto presto, si svegliava all’alba. Quando non lo abbiamo visto tornare, domenica sera, alle 23 abbiamo cominciato a telefonare: non ha più risposto. La mamma si è molto preoccupata, a differenza di me: le mamme hanno capacità superiori di presentimento. Poco dopo la polstrada ha suonato al nostro campanello. Purtroppo».
Il geometra abitava con i genitori in via Reggio 38/A, un’abitazione grande dove aveva ricavato un mini appartamento. «Damiano era autonomo, le sue stanze erano il suo nido e se le gestiva da solo: lavatrici, pulizie, voleva fare da solo. Era un appassionato di oggetti antichi: mobili, catenacci o chiodi, che facevano anche parte del suo lavoro. Ne faceva collezione e, poiché amava costruire, riutilizzava quegli oggetti per realizzare soprammobili, mobiletti o quadretti da appendere. Era creativo, la sua casa l’aveva abbellita così, secondo il suo gusto».
Il ritratto è quello di un giovane con la testa sulle spalle. «Damiano non era fidanzato, ma diceva spesso che gli sarebbe piaciuto incontrare la donna giusta». Per quest’estate non aveva progetti, perché «non voleva lasciare il suo amato cane, “Era”, e soprattutto per il lavoro: era l’uomo di fiducia del titolare di un’impresa edile di Concordia. Seguiva una ventina di cantieri della ricostruzione post sisma nella Bassa modenese. Tra luglio e agosto avrebbe dovuto aprire altri cantieri e non se la sentiva di andare via: perciò aveva rimandato le ferie».
Ieri sera si è svolto il rosario – che verrà replicato stasera alle ore 21, nell’abitazione dei Vezzani in via Reggio 38/A. «Damiano amava questa casa in aperta campagna, la chiamava il 38/A».
Arrivato il nulla osta dalla Procura, che ha deciso di non eseguire l’autopsia, oggi chi vorrà potrà porgere l’estremo saluto alla salma alla camera mortuaria dell’ospedale di Correggio, aperta con orario continuato dalle 8 alle 19.30. Il funerale avrà luogo domani, con partenza alle 9 dalla stessa camera per la chiesa Madonna di Fatima, dove Damiano era cresciuto. Il corteo funebre proseguirà per il cimitero di San Prospero di Correggio. I familiari – papà Alessandro, mamma Cristina e il fratello minore Tommaso – fanno sapere di preferire ai fiori eventuali offerte alla Casa della Carità di Fosdondo e all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento.
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