Gazzetta di Reggio

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PER LA CHIESA SIETE PUBBLICI PECCATORI

dalla prima

In tutte e sette le Invocazioni si invoca il perdono e la misericordia per i propri peccati e quelli di tutti gli uomini. Allora a che cosa servono le sante messe in suffragio dei defunti? Vorrei...

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In tutte e sette le Invocazioni si invoca il perdono e la misericordia per i propri peccati e quelli di tutti gli uomini. Allora a che cosa servono le sante messe in suffragio dei defunti?
Vorrei ricordare che l’uomo ha ricevuto da Dio il privilegio del libero arbitrio. Quindi in riferimento a quanto esposto sopra, posso affermare che, abbiamo due possibilità.
La prima è quella di seguire gli insegnamenti dei santi e peccare di presunzione; la seconda è quella di seguire gli eretici e non peccare di presunzione.
E vengo ai cattolici tradizionalisti. Vorrei precisare che qualsiasi: aggettivo, sostantivo, titolo, epiteto, ecc. ecc. sono inutili. Il cattolico è cattolico senza ulteriori definizioni, la definizione è già insita nel termine. Esiste tuttavia, un tipo di cattolico con la specifica, si tratta del “cattolico modernista”, ma anche in questo caso ci viene in aiuto l’Enciclica Pascendi Dominici Gregis del Sommo Pontefice San Pio X, dove il modernismo è la massima delle eresie. Ergo, se sei modernista non sei più cattolico.
La scomunica è roba d’altri tempi. Una domanda: Cristo, ha cambiato idea e/o si è adeguato ai tempi attuali? Cosa vuol dire: i credenti hanno una loro percezione della fede secondo il tempo in cui vivono e la Chiesa cammina coi tempi. Ci rendiamo conto che questa frase è contro il Magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana? Cosa diremo noi e cosa dirà il presbitero Goccini, nel giorno del nostro dies natalis, a Cristo? Gli diremmo che deve tener conto della percezione della fede del XXI secolo.
In Seminario insegnano ai futuri presbiteri quali sono i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio? Per i distratti ricordo che la sodomia, è uno di questi. Gli altri sono: omicidio volontario, oppressione dei poveri, defraudare la giusta mercede a chi lavora.
Oggi è consuetudine dire: il mio compagno/a, una volta (fino al 1969) per lo Stato Italiano “il mio compagno/a”, (concubinato) era un reato penale punito in base all’articolo 560. Immagino (anzi sono quasi sicuro?!?!) che Cristo punisse i compagni in forza dell’articolo 560 c.p. Ora in virtù delle nuove disposizione di legge, Cristo non terrà conto del loro comportamento more uxorio, con la seguente motivazione: il fatto non sussiste.
Dimenticavo, quando la gerarchia ecclesiastica era tutta Cattolica Apostolica Romana, i conviventi more uxorio, erano pubblici peccatori.
Oggi per fortuna siamo nel 2017 e la Chiesa Cattolica Apostolica romana, è andata dal notaio (quella visibile) e ha cambiato ragione sociale (mantenendo tutte le proprietà, come al tempo di Sant’Atanasio) in: chiesa modernista. Che Dio abbia pietà di noi.
Luciano Gallina

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