Petizione sul web per dare una sepoltura al Boiardo
di Adriano Arati
Scandiano, l’iniziativa supera i confini nazionali e arriva alla Columbia University «Chiediamo una degna soluzione che tuteli un patrimonio di tutta l’umanità»
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SCANDIANO. «I resti del Boiardo devono avere finalmente degna sepoltura dopo 15 anni di attesa senza giustificazioni». Raccoglie firme da mezzo mondo l’appello promosso per omaggiare le spoglie di Matteo Maria Boiardo, l’autore dell’Orlando Innamorato.
Boiardo è uno dei più grandi autori del 1400 pronto a trasformarsi in pieno Rinascimento, appartenente alla famiglia degli storici signori di Scandiano a cui oggi è intitolata la bellissima Rocca. Per secoli il luogo della sua sepoltura è rimasto un mistero, sino alla scoperta dei suoi resti quindici anni fa in una piccola cripta sotto la chiesa di Santa Maria a Scandiano, un ritrovamento figlio del lungo lavoro di ricerca coordinato dallo storico e scrittore scandianese Silvano Vinceti.
Dal 2002 si è parlato di “restituire” il Boiardo al suo paese con una sepoltura, con un evento pubblico e con l’allestimento di indicazioni e percorsi dedicati alla sua memoria, oltre che alla sistemazione di un busto già realizzato all’epoca. A oggi nulla si è concretizzato e ora un gruppo di appassionati, guidati sempre da Vinceti, ha fondato il comitato Mattia Maria Boiardo perché «si proceda ad una giusta sepoltura. I resti mortali sono rimasti per 12 anni in un’urna e poi ricollocati – di nascosto – nella cappella mortuaria sita sotto l’altare, dove riposa anche il padre di Matteo Maria Boiardo».
L’appello è stato formalizzato ieri mattina, con la presentazione delle prime sottoscrizioni e la creazione di una petizione anche su Change.org, la principale piattaforma mondiale per iniziative collettive.
La richiesta è rivolta ai due referenti del Comune e della diocesi, il sindaco Alessio Mammi e il vescovo Massimo Camisasca. Le firme sono pesanti «e altre arriveranno, perché questa iniziativa ha il cuore a Scandiano ma il Boiardo è patrimonio di tutto il mondo e il luogo della sua sepoltura potrebbe diventare una risorsa turistica e culturale importantissima, come succede a Ravenna con la tomba di Dante o con il Petrarca ad Arquà», sottolinea Vinceti.
«Questa iniziativa – ha aggiunge – non ha dietro nessuno, né associazioni né partiti, non stiamo pensando alle elezioni né ad altro, ci interessa solo che queste spoglie vengano valorizzate a dovere. Non crediamo sia una questione di costi: i resti sono già lì, una targa quanto può costare?».
Fra i sottoscrittori, oltre a Vinceti, allo storico locale Roberto Gandini, all’ex sindaco Lanfranco Fradici, ai giornalisti Roberto Caroli e Massimo Bassi e a tanti docenti universitari, spicca Jo Ann Cavallo, storica e responsabile del dipartimento di lingua italiana della Columbia University, uno degli atenei statunitensi più conosciuti e qualitativi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Boiardo è uno dei più grandi autori del 1400 pronto a trasformarsi in pieno Rinascimento, appartenente alla famiglia degli storici signori di Scandiano a cui oggi è intitolata la bellissima Rocca. Per secoli il luogo della sua sepoltura è rimasto un mistero, sino alla scoperta dei suoi resti quindici anni fa in una piccola cripta sotto la chiesa di Santa Maria a Scandiano, un ritrovamento figlio del lungo lavoro di ricerca coordinato dallo storico e scrittore scandianese Silvano Vinceti.
Dal 2002 si è parlato di “restituire” il Boiardo al suo paese con una sepoltura, con un evento pubblico e con l’allestimento di indicazioni e percorsi dedicati alla sua memoria, oltre che alla sistemazione di un busto già realizzato all’epoca. A oggi nulla si è concretizzato e ora un gruppo di appassionati, guidati sempre da Vinceti, ha fondato il comitato Mattia Maria Boiardo perché «si proceda ad una giusta sepoltura. I resti mortali sono rimasti per 12 anni in un’urna e poi ricollocati – di nascosto – nella cappella mortuaria sita sotto l’altare, dove riposa anche il padre di Matteo Maria Boiardo».
L’appello è stato formalizzato ieri mattina, con la presentazione delle prime sottoscrizioni e la creazione di una petizione anche su Change.org, la principale piattaforma mondiale per iniziative collettive.
La richiesta è rivolta ai due referenti del Comune e della diocesi, il sindaco Alessio Mammi e il vescovo Massimo Camisasca. Le firme sono pesanti «e altre arriveranno, perché questa iniziativa ha il cuore a Scandiano ma il Boiardo è patrimonio di tutto il mondo e il luogo della sua sepoltura potrebbe diventare una risorsa turistica e culturale importantissima, come succede a Ravenna con la tomba di Dante o con il Petrarca ad Arquà», sottolinea Vinceti.
«Questa iniziativa – ha aggiunge – non ha dietro nessuno, né associazioni né partiti, non stiamo pensando alle elezioni né ad altro, ci interessa solo che queste spoglie vengano valorizzate a dovere. Non crediamo sia una questione di costi: i resti sono già lì, una targa quanto può costare?».
Fra i sottoscrittori, oltre a Vinceti, allo storico locale Roberto Gandini, all’ex sindaco Lanfranco Fradici, ai giornalisti Roberto Caroli e Massimo Bassi e a tanti docenti universitari, spicca Jo Ann Cavallo, storica e responsabile del dipartimento di lingua italiana della Columbia University, uno degli atenei statunitensi più conosciuti e qualitativi.
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