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Reggio Emilia, protesta sul “porta a porta”: «A Pieve brutta partenza»

Reggio Emilia, protesta sul “porta a porta”: «A Pieve brutta partenza»

La denuncia: Iren lascia rifiuti l vicino ai cassonetti. La replica: il pattume va nei contenitori

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REGGIO EMILIA. Una raccolta porta a porta “partita male”. Andrea Santoro, residente in via Folloni, denuncia un disservizio. «La raccolta differenziata è stata introdotta da poco più di due settimane – spiega l’abitante di Pieve Modolena – e lunedì mattina hanno svuotato i cassonetti, spargendo la roba dappertutto. Al di là del caos che hanno lasciato, ci chiediamo perché non debbano raccogliere tutto il materiale in eccesso, sparso attorno ai cassonetti».


Perché si trova lì tutto quel materiale? «Spesso i cassonetti sono pieni – riprende Santoro – e c’è chi butta ugualmente i sacchetti intorno. Ho provato a contattare Iren e mi hanno risposto che gli operatori non sono obbligati a raccogliere i sacchetti fuori. Tuttavia, in questo modo sembra che qualcuno abbia rovesciato i cassonetti».

 

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Il residente ci tiene a sottolineare che il suo non è un attacco “di stomaco”, ma invita tutti a mettere in campo azioni costruttive per il benessere condiviso. «Noi cittadini abbiano le nostre colpe – prosegue infatti Santoro – e dovremmo svolgere la nostra parte; tuttavia, Iren dal canto suo deve garantire che il servizio si svolga al meglio visto il salasso delle bollette sui rifiuti».


Alla segnalazione replica Gianluca Paglia, responsabile dell’area Raccolta e Territorio di Iren. «Il fatto non è che Iren non tiene conto dei rifiuti che restano fuori dai contenitori – rimarca Paglia – ma che essi non dovrebbero rimanere fuori. Ci sono contenitori ogni duecento metri circa».

Insomma, basterebbe un po’ meno di pigrizia (o altro) e un po’ più di senso civico. In ogni caso, resta la risposta posta dal residente di via Folloni: perché i tecnici Iren non intervengono subito, quando passano con i mezzi?

«noi interveniamo dopo perché sul momento i nostri mezzi non si possono fermare – replica il responsabile – per rispettare i tempi e anche per questioni di sicurezza. In un mondo perfetto non ci sarebbe bisogno di questi interventi di supporto successivi». Interventi di supporto che comunque si pagano, come già visto nel caso degli abbandoni di materiali ingombranti. Rimane poi un’altra via da percorrere: quella delle multe visto che, come ricorda Paglia, «spetta all’amministrazione la parte sanzionatoria».(g.f.)

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