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Riscossa: acetaie aperte e Camere Olfattive 

Riscossa: acetaie aperte e Camere Olfattive 

Il Consorzio di Tutela presenta il progetto di valorizzazione. Appuntamento ad Albinea il 18 giugno

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Si chiama Camera Olfattiva. Andrea Bezzecchi la sfila con cura da una scatola nera come fosse un alambicco alchemico. Accompagna la sfera di vetro che quasi sembra il boccaglio per le inalazioni con questa battuta, illuminante: «Siccome non possiamo entrare nel mondo dei profumi di una botticella d’aceto balsamico, almeno qui possiamo infilarci il naso». Un paradiso sensoriale. A parlare è il presidente del Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop. Ogni goccia conchiude decenni, lentezze e sapienze. Bezzecchi è fortemente motivato: rappresenta il consiglio d’amministrazione di fresca nomina, pronto a far tre cose: aumentare e affinare gli strumenti per la valorizzazione di questo prodotto inimitabile; affrontare la Giornata delle Acetaie Aperte il 18 giugno, con epicentro ad Albinea, con dinamicità e una voglia nuova di riscossa considerando che questo “condimento” specialissimo è il quarto per valore per indicazione geografica, dopo il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma e il Grana Padano; infine la presentazione della Camera Olfattiva creata dalla designer milanese Astrid Luglio. Il nuovo cda del Consorzio, fondato nel 1984 è così composto: presidente Andrea Bezzecchi (Acetaia San Giacomo), vicepresidente Marcello Colli (Colli & Colli), Cristina Crotti (Il Borgo del Balsamico), Mario Di Garbo (Soc. Agr. Ferrarini), Carlo Ferretti, Giuseppe Francia (Antica Acetaia Dodi).
Con 92 produttori certificati, di cui 60 soci del Consorzio (che rappresentano oltre l’80% della giacenza certificata), negli ultimi cinque anni l’imbottigliamento del Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop è aumentato del 50%. Con una produzione di 1.500 litri/anno, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop, insieme a quello di Modena (che produce tra i 7-8mila litri/anno), rappresenta meno dello 0,001% rispetto al più conosciuto Aceto Balsamico di Modena Igp.
Precisa Bezzecchi: «Il nostro Balsamico Tradizionale, così come quello di Modena, si caratterizza per essere fatto solo da mosto d’uva cotto. Tutta la filiera, dalla produzione della materia prima al processo di confezionamento, deve essere in zona d’origine (la provincia di Reggio Emilia o di Modena)». La presentazione dei programmi è avvenuta al Ristorante Caffè Arti&Mestieri dove, inevitabilmente, i piatti hanno incrociato il balsamico sotto esame di Mario Zannoni, esperto di analisi sensoriale a livello europeo.

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