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Accuse derubricate, condanna più “lieve” per Burani  

Accuse derubricate, condanna più “lieve” per Burani  

Nel fallimento “Gioielli d’Italia” la bancarotta è giudicata semplice

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REGGIO EMILIA. Assolto dalla bancarotta fraudolenta per distrazione di beni così come dalla bancarotta fraudolenta documentale. Accuse derubricate in bancarotta semplice documentale, sentenza emessa ieri dal giudice Dario De Luca - con Luca Ramponi a latere - che ha colpito Walter Burani. L’ex patron dell’omonima casa di moda, era finito nei guai per una discrepanza tra il numero e il valore dei gioielli indicati nel bilancio e quelli trovati nella cassaforte della Gioielli d’Italia, società che era controllata al 100% dalla Mariella Burani Fashion Group. A riferire della discrepanza è stato l’ex amministratore straordinario della Burani, Francesco Ruscigno. Il commercialista ha raccontato di quando venne aperta la cassaforte della Gioielli d’Italia.
Il pm Giacomo Forte aveva sostenuto l’accusa chiedendone poi la derubricazione visti i fatti ricostruiti per Burani dal suo legale, Stefano Borella, che presenterà comunque appello alla sentenza per bancarotta semplice. (e.l.t.)

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