«Demolite il chiosco di Porta San Pietro»
Un comitato interroga l’amministrazione su spaccio di droga, cattivi odori e scarafaggi nell’area
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REGGIO EMILIA. Vedere quei giornali lì, alla porta, di fianco a un’edicola, fa un effetto strano. I ritagli di vari quotidiani compaiono sui vetri di un ex bar in via Emilia San Pietro, ad angolo con viale Monte Grappa. Tutto quel cumulo di carta rappresenta una barriera per coprire lo stato in cui si trova l’ambiente in cui si sorseggiavano caffè dall’inizio degli anni Cinquanta.
Oggi il luogo è stato indicato come un simbolo di degrado dal comitato “San Pietro”, che ha chiamato in causa l’assessore alla Sicurezza (Natalia Maramotti) e l’Azienda sanitaria locale (Ausl) di Reggio. I rappresentanti chiedono di demolirlo quanto prima giudicandolo una sorta di «ecomostro».
A prendere parte al gruppo circa dieci commercianti della zona che hanno deciso di creare un fronte comune contro i furti lo scorso autunno. Erano stanchi degli episodi nell’area e, all’ennesimo fatto, hanno deciso di dire “basta” e di unire le forze. Lo stesso procedimento hanno avviato e portano avanti anche adesso rispetto all’ex locale della zona.
Gli esercenti segnalano presenza d’acqua stagnante sul tetto, fattore che provocherebbe disagi e cattivi odori soprattutto d’estate, in concomitanza con il cadere delle foglie. L’elenco prosegue: si leggono segnalazioni di ratti e scarafaggi. La zona, secondo la testimonianza del comitato, si presta a divenire un luogo ideale per lo spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto spazio in cui l’illuminazione è da loro giudicata insufficiente. Tutti punti su cui i rappresentanti chiedono all’amministrazione di fare piena chiarezza, fornendo risposte quanto prima.
All’Ausl, invece, è stata rivolta una sollecitazione per controllare lo stato dell’interno dell’ex bar. Secondo gli esercenti, infatti, potrebbe esser presente ancora merce depositata nel locale, abbandonato da tempo.
Le persone che prendono parte al comitato hanno incontrato due volte rappresentanti dell’amministrazione e chiedono che la loro voce di protesta sia ascoltata quanto prima. Il gruppo “San Pietro, inoltre, avrebbe l’intenzione di prendere parte alla fiaccolata anti-migranti del prossimo 12 giugno, organizzata dopo i nuovi arrivi sul nostro territorio da altre sette comitati civici nati nella città del Tricolore. Prima di quel lunedì magari qualche risposta potrà già essere offerta loro.
Oggi il luogo è stato indicato come un simbolo di degrado dal comitato “San Pietro”, che ha chiamato in causa l’assessore alla Sicurezza (Natalia Maramotti) e l’Azienda sanitaria locale (Ausl) di Reggio. I rappresentanti chiedono di demolirlo quanto prima giudicandolo una sorta di «ecomostro».
A prendere parte al gruppo circa dieci commercianti della zona che hanno deciso di creare un fronte comune contro i furti lo scorso autunno. Erano stanchi degli episodi nell’area e, all’ennesimo fatto, hanno deciso di dire “basta” e di unire le forze. Lo stesso procedimento hanno avviato e portano avanti anche adesso rispetto all’ex locale della zona.
Gli esercenti segnalano presenza d’acqua stagnante sul tetto, fattore che provocherebbe disagi e cattivi odori soprattutto d’estate, in concomitanza con il cadere delle foglie. L’elenco prosegue: si leggono segnalazioni di ratti e scarafaggi. La zona, secondo la testimonianza del comitato, si presta a divenire un luogo ideale per lo spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto spazio in cui l’illuminazione è da loro giudicata insufficiente. Tutti punti su cui i rappresentanti chiedono all’amministrazione di fare piena chiarezza, fornendo risposte quanto prima.
All’Ausl, invece, è stata rivolta una sollecitazione per controllare lo stato dell’interno dell’ex bar. Secondo gli esercenti, infatti, potrebbe esser presente ancora merce depositata nel locale, abbandonato da tempo.
Le persone che prendono parte al comitato hanno incontrato due volte rappresentanti dell’amministrazione e chiedono che la loro voce di protesta sia ascoltata quanto prima. Il gruppo “San Pietro, inoltre, avrebbe l’intenzione di prendere parte alla fiaccolata anti-migranti del prossimo 12 giugno, organizzata dopo i nuovi arrivi sul nostro territorio da altre sette comitati civici nati nella città del Tricolore. Prima di quel lunedì magari qualche risposta potrà già essere offerta loro.
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