Ex Gasometro, servono 290mila euro
di Gabriele Farina
Le ipotesi al vaglio della commissione: dispositivi elettronici d’ingresso, barriere e controlli con le telecamere
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REGGIO EMILIA. Dispositivi elettronici d’ingresso, un unico accesso con barriere, controllo a distanza con telecamere. Ecco come potrebbe “rinascere” l’ex Gasometro, un parcheggio in larga misura inutilizzato e spesso segnato da episodi di degrado.
La soluzione è stata prospettata martedì sera da rappresentanti di Til, la società che gestisce l’area, in un incontro della commissione consiliare “Territorio e Ambiente”. Gli ostacoli non sono pochi. Il primo è legato all’aspetto economico: il preventivo è di 290mila euro. Chi deve investire tali risorse? «Il gestore della sosta – risponde Mirko Tutino, assessore a Infrastrutture e Lavori pubblici – eventualmente in collaborazione con il Comune, se fosse necessario».
Non secondaria la questione legata ai tempi. Nella mappa degli interventi tracciata dall’assessore è definito il termine di «quest’estate» per presentare la proposta, raccogliendo eventuali suggerimenti e progetti alternativi. Perché non fare un concorso d’idee? «Sono belli, ma poi servono gli investimenti», replica l’assessore. Si torna così alla questione delle risorse economiche.
Rimettere il parcheggio a pagamento può bastare per coprire tutte le spese? Dipende dal periodo di riferimento. Durante la riunione è stata avanzata una proposta di un anno “gratis” di sperimentazione, per poi partire con gli abbonamenti. Resta comunque da definire di preciso come fare per gestire gli ingressi.
«Gli accessi sarebbero regolati da un badge, un dispositivo elettronico – spiega Tutino – che sarebbe rilasciato attraverso un’iscrizione annuale a basso costo». Sulla cifra, tuttavia, non è ancora stabilita un’indicazione precisa. In ogni caso, nel lungo termine sarebbe possibile ipotizzare un rientro delle spese, almeno rispetto alle ultime gestioni.
«Gli incassi erano modesti quando c’era la precedente amministrazione – ricorda infatti l’assessore – ed erano stimati intorno ai 25mila euro all’anno. Non coprivano nemmeno i costi della manutenzione e della vigilanza, che erano superiori ai 100mila euro». Insomma, anno dopo anno si spendeva quattro volte in più di quanto si ricavava. Allora era stato però introdotto un servizio di vigilanza per controllare i luoghi (soprattutto i più isolati) ed evitare episodi di delinquenza. Con la nuova soluzione non vi sarebbero le guardie sul campo. «Si potrebbe intervenire puntualmente con un sistema di telecamere», garantisce Tutino.
Per l’assessore «la soluzione ipotizzata permetterebbe di creare un sistema di chiusura che consenta di non avere più né pedoni all’interno del parcheggio né persone che s’infilano nel corso della notte. Inoltre, i sistemi di cancelli sarebbero accessibili durante il giorno attraverso i badge».
Così è previsto che vada, se saranno stanziate le risorse economiche e se non sarà presentato un “piano B” migliore. «Nessun consigliere ha presentato soluzioni a costo zero», rammenta Tutino. Qualche alternativa è stata presentata, ma restano elementi da chiarire. «C’è stato chi ha proposto di creare box privati – riprende l’assessore – ma servirebbe che qualcuno compri gli spazi. Altri hanno consigliato d’intervenire sulle soste a pagamento in piazzale Vallisneri, ma ciò vorrebbe significare ridurre il numero complessivo dei posti. Siamo invece per intervenire trasformando l’ex Gasometro in una sorta di parcheggio sotterraneo, con un ingresso e un’uscita, oltre a un sistema di telecamere per poter entrare in azione puntualmente».
Da stabilire, inoltre, quale sarà l’effettiva capienza dell’impianto. Attualmente, è utilizzato soltanto un piano, mentre gli altri due (e la terrazza) non sono percorribili per le automobili e i mezzi in generale. In futuro, se ne potrebbe recuperare almeno uno, purché siano poste le barriere per delimitare gli accessi ed evitare presenze notturne più volte riscontrate in zona.
La soluzione è stata prospettata martedì sera da rappresentanti di Til, la società che gestisce l’area, in un incontro della commissione consiliare “Territorio e Ambiente”. Gli ostacoli non sono pochi. Il primo è legato all’aspetto economico: il preventivo è di 290mila euro. Chi deve investire tali risorse? «Il gestore della sosta – risponde Mirko Tutino, assessore a Infrastrutture e Lavori pubblici – eventualmente in collaborazione con il Comune, se fosse necessario».
Non secondaria la questione legata ai tempi. Nella mappa degli interventi tracciata dall’assessore è definito il termine di «quest’estate» per presentare la proposta, raccogliendo eventuali suggerimenti e progetti alternativi. Perché non fare un concorso d’idee? «Sono belli, ma poi servono gli investimenti», replica l’assessore. Si torna così alla questione delle risorse economiche.
Rimettere il parcheggio a pagamento può bastare per coprire tutte le spese? Dipende dal periodo di riferimento. Durante la riunione è stata avanzata una proposta di un anno “gratis” di sperimentazione, per poi partire con gli abbonamenti. Resta comunque da definire di preciso come fare per gestire gli ingressi.
«Gli accessi sarebbero regolati da un badge, un dispositivo elettronico – spiega Tutino – che sarebbe rilasciato attraverso un’iscrizione annuale a basso costo». Sulla cifra, tuttavia, non è ancora stabilita un’indicazione precisa. In ogni caso, nel lungo termine sarebbe possibile ipotizzare un rientro delle spese, almeno rispetto alle ultime gestioni.
«Gli incassi erano modesti quando c’era la precedente amministrazione – ricorda infatti l’assessore – ed erano stimati intorno ai 25mila euro all’anno. Non coprivano nemmeno i costi della manutenzione e della vigilanza, che erano superiori ai 100mila euro». Insomma, anno dopo anno si spendeva quattro volte in più di quanto si ricavava. Allora era stato però introdotto un servizio di vigilanza per controllare i luoghi (soprattutto i più isolati) ed evitare episodi di delinquenza. Con la nuova soluzione non vi sarebbero le guardie sul campo. «Si potrebbe intervenire puntualmente con un sistema di telecamere», garantisce Tutino.
Per l’assessore «la soluzione ipotizzata permetterebbe di creare un sistema di chiusura che consenta di non avere più né pedoni all’interno del parcheggio né persone che s’infilano nel corso della notte. Inoltre, i sistemi di cancelli sarebbero accessibili durante il giorno attraverso i badge».
Così è previsto che vada, se saranno stanziate le risorse economiche e se non sarà presentato un “piano B” migliore. «Nessun consigliere ha presentato soluzioni a costo zero», rammenta Tutino. Qualche alternativa è stata presentata, ma restano elementi da chiarire. «C’è stato chi ha proposto di creare box privati – riprende l’assessore – ma servirebbe che qualcuno compri gli spazi. Altri hanno consigliato d’intervenire sulle soste a pagamento in piazzale Vallisneri, ma ciò vorrebbe significare ridurre il numero complessivo dei posti. Siamo invece per intervenire trasformando l’ex Gasometro in una sorta di parcheggio sotterraneo, con un ingresso e un’uscita, oltre a un sistema di telecamere per poter entrare in azione puntualmente».
Da stabilire, inoltre, quale sarà l’effettiva capienza dell’impianto. Attualmente, è utilizzato soltanto un piano, mentre gli altri due (e la terrazza) non sono percorribili per le automobili e i mezzi in generale. In futuro, se ne potrebbe recuperare almeno uno, purché siano poste le barriere per delimitare gli accessi ed evitare presenze notturne più volte riscontrate in zona.
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