i luoghi 2.
Il carcere di San Tomaso prigione per politici ed ebrei
IL CARCERE SAN TOMASOL’ex convento delle suore del Corpus Domini, fatto costruire tra il 1466 e il 1472, viene unificato nel 1783 con il confinante convento di S. Tomaso, usato come carcere. Da qui...
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IL CARCERE SAN TOMASO
L’ex convento delle suore del Corpus Domini, fatto costruire tra il 1466 e il 1472, viene unificato nel 1783 con il confinante convento di S. Tomaso, usato come carcere. Da qui il nome della via. Durante il periodo fascista qui vengono reclusi numerosi oppositori politici antifascisti. Nel dicembre 1943 sono imprigionati Alcide Cervi e i suoi sette figli, che dal carcere verranno portati alla fucilazione al poligono. Nello stesso mese passano Beatrice Ravà e gli altri ebrei reggiani arrestati dopo l’ordine del ministro dell’Interno della repubblica di Salò Guido Buffarini Guidi. È l’ordinanza numero 5, che dispone l’arresto degli ebrei e il sequestro dei loro beni. Dieci ebrei reggiani saranno deportati e assassinati ad Auschwitz, cinque moriranno nei loro nascondigli. Il 15 ottobre 1944 riesce una fuga di gruppo dal carcere. Venti prigionieri politici appartenenti al Soccorso Rosso di Vezzano evadono durante l’allarme partito per un attacco aereo alleato. Scappati in città, riusciranno a raggiungere a piedi le formazione partigiane in montagna.
L’ex convento delle suore del Corpus Domini, fatto costruire tra il 1466 e il 1472, viene unificato nel 1783 con il confinante convento di S. Tomaso, usato come carcere. Da qui il nome della via. Durante il periodo fascista qui vengono reclusi numerosi oppositori politici antifascisti. Nel dicembre 1943 sono imprigionati Alcide Cervi e i suoi sette figli, che dal carcere verranno portati alla fucilazione al poligono. Nello stesso mese passano Beatrice Ravà e gli altri ebrei reggiani arrestati dopo l’ordine del ministro dell’Interno della repubblica di Salò Guido Buffarini Guidi. È l’ordinanza numero 5, che dispone l’arresto degli ebrei e il sequestro dei loro beni. Dieci ebrei reggiani saranno deportati e assassinati ad Auschwitz, cinque moriranno nei loro nascondigli. Il 15 ottobre 1944 riesce una fuga di gruppo dal carcere. Venti prigionieri politici appartenenti al Soccorso Rosso di Vezzano evadono durante l’allarme partito per un attacco aereo alleato. Scappati in città, riusciranno a raggiungere a piedi le formazione partigiane in montagna.
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