Segreteria Pd, Andrea Rossi: «Io, l’uomo macchina di Renzi»
di Leonardo Grilli
REGGIO EMILIA. Ex sindaco di Casalgrande, organizzatore della gigantesca Festa dell’unità di Villalunga, sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna e adesso, in via ufficiale, nuovo...
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REGGIO EMILIA. Ex sindaco di Casalgrande, organizzatore della gigantesca Festa dell’unità di Villalunga, sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna e adesso, in via ufficiale, nuovo responsabile dell’organizzazione del Partito Democratico. Una nomina, quella di Andrea Rossi, destinata a sparigliare le carte all’interno del Pd reggiano. Un incarico di altro prestigio e grossa responsabilità che catapulta il fedelissimo di Renzi in cima ai candidabili di Reggio Emilia alle prossime elezioni nazionali. Che qualcuno, da Roma, comincia a sussurrare siano sempre più vicine. E proprio quando la grande macchina elettorale comincia a scaldare il motore è arrivata la nomina che ha cancellato tutte le classifiche. Rossi, in un colpo solo, ha scavalcato molti colleghi reggiani spendibili per candidarsi alla Camera.
Andrea Costa ad esempio, silente segretario provinciale del partito, o il deputato Paolo Gandolfi, sodale di Andrea Orlando ma molto vicino a Graziano Delrio. Una corsa per la quale partirà in prima fila lo stesso ministro dei Trasporti, sul quale dipenderà molto se sarà in lista per Montecitorio o Palazzo Madama. I nodi sono tanti, come ad esempio le reggiane da candidare in quota rosa assieme alle papabili Ottavia Soncini, Roberta Mori, Antonella Incerti e Vanna Iori. O l’organizzazione della Festa di Villalunga dopo la scissione. Così, il giorno dopo l’ufficializzazione della nomina, abbiamo parlato con Andrea Rossi. Involontario (più o meno) sparigliatore di carte.
Una domanda secca. Resterà in Regione anche dopo questa nomina?
«Sì, certo. Le due cose non sono incompatibili. Il mio impegno istituzionale è presso il Consiglio regionale e questo nuovo incarico sottrarrà del tempo solamente alla mia vita privata e alle mie passioni».
Nello specifico, quale sarà il suo ruolo adesso all’interno del partito?
«Matteo (Renzi, ndr) mi ha affidato una sfida impegnativa, da far tremare i polsi. Mi occuperò infatti della struttura pratica e dell’organizzazione del partito. Dal tesseramento al radicamento sul territorio, dalle assemblee dei circoli agli eventi e le feste. Un ruolo molto importante in vista delle elezioni nazionali».
Parlando di elezioni, questo ruolo la catapulta in cima alle classifiche. Sta già pensando di candidarsi?
«No. Ci sono i frontman e poi c’è chi lavora dietro le quinte. E io per adesso ricopro questo ruolo, come dire, più operativo. Sono concentrato su questo incarico che ho appena cominciato e darò il mio meglio per far trovare il Partito Democratico preparato quando sarà il momento di votare».
A Villalunga invece, per la prima volta, si festeggerà con un Pd spaccato. Ci sarà posto anche per i fuoriusciti?
«Sarà una festa e alle feste c’è posto per tutti, persino per quelli di Forza Italia quindi figuriamoci se gli scissionisti non possono venire. E poi per il quarto anno sarà un evento regionale, spero come sempre che possa confermare i numeri delle edizioni passate».
Andrea Costa ad esempio, silente segretario provinciale del partito, o il deputato Paolo Gandolfi, sodale di Andrea Orlando ma molto vicino a Graziano Delrio. Una corsa per la quale partirà in prima fila lo stesso ministro dei Trasporti, sul quale dipenderà molto se sarà in lista per Montecitorio o Palazzo Madama. I nodi sono tanti, come ad esempio le reggiane da candidare in quota rosa assieme alle papabili Ottavia Soncini, Roberta Mori, Antonella Incerti e Vanna Iori. O l’organizzazione della Festa di Villalunga dopo la scissione. Così, il giorno dopo l’ufficializzazione della nomina, abbiamo parlato con Andrea Rossi. Involontario (più o meno) sparigliatore di carte.
Una domanda secca. Resterà in Regione anche dopo questa nomina?
«Sì, certo. Le due cose non sono incompatibili. Il mio impegno istituzionale è presso il Consiglio regionale e questo nuovo incarico sottrarrà del tempo solamente alla mia vita privata e alle mie passioni».
Nello specifico, quale sarà il suo ruolo adesso all’interno del partito?
«Matteo (Renzi, ndr) mi ha affidato una sfida impegnativa, da far tremare i polsi. Mi occuperò infatti della struttura pratica e dell’organizzazione del partito. Dal tesseramento al radicamento sul territorio, dalle assemblee dei circoli agli eventi e le feste. Un ruolo molto importante in vista delle elezioni nazionali».
Parlando di elezioni, questo ruolo la catapulta in cima alle classifiche. Sta già pensando di candidarsi?
«No. Ci sono i frontman e poi c’è chi lavora dietro le quinte. E io per adesso ricopro questo ruolo, come dire, più operativo. Sono concentrato su questo incarico che ho appena cominciato e darò il mio meglio per far trovare il Partito Democratico preparato quando sarà il momento di votare».
A Villalunga invece, per la prima volta, si festeggerà con un Pd spaccato. Ci sarà posto anche per i fuoriusciti?
«Sarà una festa e alle feste c’è posto per tutti, persino per quelli di Forza Italia quindi figuriamoci se gli scissionisti non possono venire. E poi per il quarto anno sarà un evento regionale, spero come sempre che possa confermare i numeri delle edizioni passate».
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