Reggio Emilia, sulla processione No Pride piomba una diffida legale: «Non usate la Beata»
I Carmelitani al comitato: «Giù le mani da Giovanna Scopelli». Radio Spada ribatte: «Non si tratta di un marchio registrato»
REGGIO EMILIA. Domani le recite in latino, oggi le carte bollate. La “Processione di riparazione” al REmilia Pride di domani mattina è anticipato da un’azione legale. Una diffida perché il comitato organizzatore cessi di utilizzare il suo nome, ovvero “Beata Giovanna Scopelli”.
La priora reggiana fondò nel XV secolo il monastero carmelitano di Santa Maria del Popolo. Oggi l’avvocato Massimo Merlini, rappresentante dell’Ordine Carmelitano dell’Antica Osservanza, «diffida ed invita il Comitato immediatamente dall’utilizzo del nome predetto nella sua denominazione o in altro contesto». Lo specialista in cause ecclesiastiche rimarca «come il Comitato non sia mai stato autorizzato all’utilizzo di riferimenti o immagini dall’Autorità cattolica locale». Il legale sottolinea che «il Comitato si prefigge iniziative di contestazione alla manifestazione», cioè il REmilia Pride, chiedendo non si utilizzi il nome della Beata reggiana.
La risposta della controparte è affidata all’avvocato Ilaria Pisa di Radio Spada, associazione che sostiene dal primo momento le azioni dei “No Pride”. Per Pisa «le censure sono prive di pregio per tre ragioni». Innanzitutto, sostiene la togata, «non emerge alcun profilo di proprietà intellettuale, poiché il nome della Beata reggiana non è né stato depositato dall’Ordine come marchio, né dal Comitato impiegato a scopo di lucro». Inoltre, Pisa non riscontra «alcun profilo relativo ai diritti della personalità». Ciò in considerazione di due elementi: «la Beata Scopelli è patrimonio della Chiesa Universale di cui il Comitato fa a pieno titolo parte e la processione è riparatoria, un evento liturgico e di preghiera, pienamente consonante con ciò che la Beata Scopelli ha vissuto, insegnato e testimoniato con la sua vita e i suoi miracoli».
Il legale di Radio Spada ribadisce che «dall’Ordinario di Reggio Emilia non è giunto al Comitato alcun divieto: né ad effettuare la Processione, né a porsi sotto il patrocinio della Beata». Infine, Pisa conclude che «è superfluo sottolineare come l’Ordine Carmelitano non possa lamentare alcun danno giuridicamente rilevante (né materiale, né tantomeno morale) dall’associazione del nome della Beata ad una Processione di fedeli cattolici in preghiera».
Dal mondo ecclesiastico è giunta pure la denuncia di don Paolo Cugini, sacerdote reggiano accusato in una lettera anonima di atti sessuali una settimana dopo aver tenuto una veglia per le vittime di omofobia. Di “scandalo omosessualista” parlano gli organizzatori della Processione che partirà da largo Santo Stefano alle 10.45.
Possono vantare la “benedizione” di Raymond Burke, Athanasius Schneider e Antonio Livi, tre rappresentanti del clero critici verso “Chi sono io per giudicare?” di Papa Francesco. Gli organizzatori e i partecipanti (tra cui sacerdoti) appartengono a una linea più tradizionale. I parroci saranno in talare e i presenti reciteranno davanti alla basilica della Ghiara l’atto di riparazione al Sacro Cuore, composto da Papa Pio XI. La fine sarà in piazza Roversi. (g.f.)
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