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contestata la bretella 

Ma gli ambientalisti protestano «Vergogna, qui lo smog uccide»

Ma gli ambientalisti protestano «Vergogna, qui lo smog uccide»

RUBIERA. Circa 40 manifestanti, senza simboli politici, ad eccezione di qualche t-shirt M5S e di una bandiera di Possibile, giovedì a Sassuolo hanno contestato il ministro Graziano Delrio e il...

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RUBIERA. Circa 40 manifestanti, senza simboli politici, ad eccezione di qualche t-shirt M5S e di una bandiera di Possibile, giovedì a Sassuolo hanno contestato il ministro Graziano Delrio e il progetto bretella. In prima linea, con striscioni e bandiere, il comitato No-Bretella, supportato da Legambiente e da una piccola delegazione M5S. Il gruppo ha accolto il ministro e il presidente della Regione con urla e slogan: «Non pensi al futuro dei tuoi figli? Li hai già sistemati a Roma?»,«Vergogna, qui si muore di polveri sottili». I manifestanti, quando Delrio è passato a pochi centimetri dagli striscioni, hanno consegnato un fascicolo contenente le ragioni della contrarietà al progetto. Tutto si è svolto pacificamente. «Abbiamo raccolto circa 3mila firme – dice Mauro Sentimenti del comitato No Bretella – contro quest’opera che nasce morta e che perpetua un danno gravissimo alla salute pubblica, continuando a seguire quel modello di sviluppo che oggi causa 85mila morti in Italia per polveri sottili. Purtroppo non si fa l’unica vera innovazione, che negli anni '80 la Regione e questi stessi Comuni avevano sostenuto, col progetto Demetra, e cioè creare un transit point ai confini del distretto, senza far entrare i camion in città. Costerebbe molto meno e guarderebbe davvero al futuro, ma è mancata la voglia delle aziende di fare squadra». Tra i manifestanti anche polemiche contro la scelta di non fare un bando di gara europeo per la concessione dell’A22 «che – spiega Sentimenti – avrebbe garantito maggiori entrate ai Comuni e allo Stato e tariffe più basse. La bretella si fermerà sulla Pedemontana, oggi vero problema per il traffico, creando un doppione della Modena-Sassuolo». Annunciato un nuovo ricorso alla Commissione europea sulla mancata gara europea e proteste all'avvio dei lavori, nella speranza di una revisione del progetto. Il ministro ha risposto che l’impatto ambientale è stato valutato attentamente, seguendo le regole e ascoltando ogni suggerimento, «ma dobbiamo – ha concluso – decidere se vogliamo fare le grandi opere in Italia o restare indietro».

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