I tre ragazzi ammettono in aula tutti i furti allo schiuma-party
Castellarano: sono incensurati e il giudice Beretti li scarcera. Saranno processati il 5 luglio L’ansia dei famigliari in tribunale. L’inchiesta non è chiusa, potrebbero arrivare altre denunce
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CASALGRANDE. L’ansia dei familiari che si tocca con mano fuori dall’aula, i tre ragazzi arrestati dopo i furti allo schiuma-party che sembrano non tradire emozioni in udienza a Reggio e si “liberano” davanti al giudice Cristina Beretti, confessando.
Una triplice ammissione con una precisazione che non è certo un’attenuante: «Nella discoteca altri ragazzi hanno fatto come noi».
Il 18enne ecuadoregno Leisle Alexander Oyarce (di Bibbiano) è difeso dall’avvocato Noris Bucchi, mentre il legale Mario Di Frenna assiste il 20enne Maicol Comastri (di Bibbiano) e il coetaneo Madhi Abuelfath (di San Polo).
Per tutti e tre il pm Maria Rita Pantani chiede la misura cautelare in carcere, indicando tre aggravanti: la partecipazione al reato di tre o più persone, il furto con strappo (due collanine d’oro sono risultate afferrate e ridotte in quel modo) e il furto con destrezza.
Entrambi i difensori hanno replicato parlando di ipotesi di pena che si prevede sotto la soglia che la legge prevede per la carcerazione preventiva, sottolineando poi che i tre giovani sono incensurati.
Rimarcature per chiedere la scarcerazione che il giudice Beretti, dopo aver convalidato gli arresti, poi accorda, facendo slittare il processo al 5 luglio.
E il ritorno in libertà dei tre ragazzi viene accolto con soddisfazione dai familiari nel corridoio del tribunale.
Gli arresti sono scattati dopo una serie di furti commessi allo schiuma-party in programma al Rockville di Castellarano. A fermarli a Veggia, mentre fuggivano in auto, sono stati i carabinieri di Casalgrande dopo l’allarme lanciato da una ragazza di 20 anni di Marano, che li aveva inseguiti per un po’ con la sua auto.
Nell’auto dei tre sono stati trovati dieci smartphone e due catenine d’oro. Come ricostruito dai carabinieri, la ragazza di Marano, accortasi del furto del suo cellulare, ha seguito i ladri fino all’esterno della discoteca e poi si è messa a tallonarli in auto.
I fuggitivi hanno accelerato e hanno fatto perdere le loro tracce, ma non sono riusciti a farla franca. Infatti la modenese ha lanciato l’allarme ai carabinieri, fornendo il modello e la targa dell’auto.
A Veggia i militari di Casalgrande hanno bloccato la vettura con i tre giovani a bordo. Nel portafoglio del 20enne residente a San Polo sono state trovate due catenine d’oro con le maglie visibilmente rotte dallo strappo, una delle quali si è poi appurato era stata rubata a un 16enne.
Comunque le indagini non sono ancora completate, visto che i carabinieri invitano i giovani che quella notte hanno subìto un furto di presentare denuncia.
Il “quadro”, quindi, potrebbe essere in evoluzione. (t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una triplice ammissione con una precisazione che non è certo un’attenuante: «Nella discoteca altri ragazzi hanno fatto come noi».
Il 18enne ecuadoregno Leisle Alexander Oyarce (di Bibbiano) è difeso dall’avvocato Noris Bucchi, mentre il legale Mario Di Frenna assiste il 20enne Maicol Comastri (di Bibbiano) e il coetaneo Madhi Abuelfath (di San Polo).
Per tutti e tre il pm Maria Rita Pantani chiede la misura cautelare in carcere, indicando tre aggravanti: la partecipazione al reato di tre o più persone, il furto con strappo (due collanine d’oro sono risultate afferrate e ridotte in quel modo) e il furto con destrezza.
Entrambi i difensori hanno replicato parlando di ipotesi di pena che si prevede sotto la soglia che la legge prevede per la carcerazione preventiva, sottolineando poi che i tre giovani sono incensurati.
Rimarcature per chiedere la scarcerazione che il giudice Beretti, dopo aver convalidato gli arresti, poi accorda, facendo slittare il processo al 5 luglio.
E il ritorno in libertà dei tre ragazzi viene accolto con soddisfazione dai familiari nel corridoio del tribunale.
Gli arresti sono scattati dopo una serie di furti commessi allo schiuma-party in programma al Rockville di Castellarano. A fermarli a Veggia, mentre fuggivano in auto, sono stati i carabinieri di Casalgrande dopo l’allarme lanciato da una ragazza di 20 anni di Marano, che li aveva inseguiti per un po’ con la sua auto.
Nell’auto dei tre sono stati trovati dieci smartphone e due catenine d’oro. Come ricostruito dai carabinieri, la ragazza di Marano, accortasi del furto del suo cellulare, ha seguito i ladri fino all’esterno della discoteca e poi si è messa a tallonarli in auto.
I fuggitivi hanno accelerato e hanno fatto perdere le loro tracce, ma non sono riusciti a farla franca. Infatti la modenese ha lanciato l’allarme ai carabinieri, fornendo il modello e la targa dell’auto.
A Veggia i militari di Casalgrande hanno bloccato la vettura con i tre giovani a bordo. Nel portafoglio del 20enne residente a San Polo sono state trovate due catenine d’oro con le maglie visibilmente rotte dallo strappo, una delle quali si è poi appurato era stata rubata a un 16enne.
Comunque le indagini non sono ancora completate, visto che i carabinieri invitano i giovani che quella notte hanno subìto un furto di presentare denuncia.
Il “quadro”, quindi, potrebbe essere in evoluzione. (t.s.)
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